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SPECIALE
DI AMMINISTRATIVE, SI MUORE?
Sulle pagine dei quotidiani di questo mese i commenti sui risultati delle
recenti elezioni amministrative si sono davvero sprecati: da una parte
ventilati traumi e riconsiderazioni di alleanze e di atteggiamenti nei
confronti degli elettori, dall'altra grida di giubilo e cori
dall'Internazionale a Bandiera Rossa come se la vittoria fosse già a portata
di mano.
Eppure questo risultato non era imprevedibile e, in un certo modo, persino
auspicabile soprattutto nei confronti di Alleanza Nazionale che della C.d.L.
è punto fondamentale di riferimento e forza trainante.
Un "mea culpa" ogni tanto serve per riportarci con i piedi per terra, gli
stessi piedi che forse si erano un po' allontanati volando verso alte
pindariche vette e che forse, un po' impelagati dal politichese e dai
giuochi di palazzo cui di certo mai siamo stati abituati, avevano
dimenticato la propria dimensione.
La C.d.L. ha un'immagine ufficiale che fa rima con Presidente del Consiglio
e che, di certo, è a dir poco bersagliata da un immenso occulto e palese
apparato propagandistico che saggiamente le Sinistre hanno saputo utilizzare
fin dall'inizio della propria esistenza.
E' un po' la Sinistra resa simpatica e goliardica dai Peppone, che però così
bonaccioni non erano, e che allegramente ama denigrare e sottolineare gli
aspetti ironici di un personaggio che però, regolarmente, appartiene
all'opposto schieramento: mai un Blob che ironizzi su un Cofferati o un
Cossutta, tanto meno su un Bertinotti o su qualche altro fanatico dell'
"addavenì Baffone".
Berlusconi ormai è diventato parte integrante dell'immaginario collettivo di
una certa parte di italiani come un Duce di quart'ordine, preso in giro
persino dalle sue emittenti televisive per dimostrare un concetto di
democrazia che però dall'altra parte sono poco avezzi ad accettare.
E questo sta superando il sottile confine che v'è tra la satira e l'immagine
negativa per un elettorato sempre meno interessato alla politica delle idee
e dei risultati ma sempre più attratto dai trend e dalle mode che dei voti
stanno diventando il manipolatore occulto.
Ha un bel da proporre il quotidiano Libero le bandiere tricolore per
contrastare quelle arcobaleno che di Pace hanno solo il nome e che altri non
sono che uno scaricabarile della coscienza della serie "Se la metto fuori
dalla finestra contribuisco a far finire le guerre": gli apparati della
propaganda rossa mica hanno cessato di operare con la caduta dell'URSS, con
la fine della Guerra Fredda, con il Muro di Berlino ridotto a souvenir per
turisti o con le fucilazioni dell'arteriosclerotico Castro o delle minacce
atomiche koreane, bensì sono rimasti perfettamente operativi.
E alla gente comune, al popolo elettore, non interessano le ragioni ideali o
le motivazioni, le spiegazioni e le analisi; non interessano nemmeno i fatti
bensì i luoghi comuni spacciati per Verità assolute, dogmi a livello
biblico.
Se è vero che forse A.N. è rimasta troppo nell'ombra di un Berlusconi un po'
troppo fiducioso dai calcoli dei suoi analisti è altrettanto vero che le
Sinistre continuano nella loro opera di opposizione costruttiva il cui
obiettivo è semplicemente di carattere interno e non ideale nè tantomeno al
servizio dell'Italia.
A.N. si è fatta da parte per non offrire l'altra guancia?
No, forse si è fatta un po' troppo sedurre dai parties in Sardegna dove il
Jet Set si incontra annoiato e infarinato durante le lunghe notti estive;
forse i nostri "Federali" e "Colonnelli" dovrebbero tornare per un attimo ad
attaccare manifesti di notte con la paura di pestaggi o rappresaglie, forse
invece di ostacolarsi a vicenda nel tentativo di migliorare proprie
posizioni interne al Partito dovrebbero ricordarsi che l'Italia non è solo
l'elitaria area del Parlamento o del Senato ma è quella "Terra dei Padri"
che vive un momento drammatico della Storia mondiale sempre in bilico tra
una Pace difficile e una Guerra di cui sappiamo a malapena il nome.
E non stiamo quindi a piagnucolare troppo: Roma è passata per le mani di
tanti ma il cuore dei Romani credo sia sempre stato con noi.
Come molti altri Italiani.
Fabrizio Bucciarelli
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