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L'INTERVISTA
D: Silvia Ferretto e' una delle piu' combattive donne di AN, da sempre.
Eletta al Consiglio regionale della Lombardia, molte sono le battaglie che
ha affrontato facendosene portavoce in quella sede; fra le ultime quella
relativa al finanziamento dei Centri giovanili che chiaramente si dissocino
dalle violenze, riprendendo un disegno di legge regionale da lei presentato
nel novembre 2000 e mai discusso. A che punto è questo progetto di legge?
R: Il progetto purtroppo non è ancora stato discusso ma spero che ciò possa
avvenire quanto prima. Nel frattempo ho realizzato un dossier sui vent’anni
di violenze del Leoncavallo contro le forze dell’ordine, gli esponenti politici,
i sindacati e in generale contro Milano, i suoi cittadini e le loro proprietà.
Un dossier ha l’obiettivo di far riflettere tutti coloro che ancora oggi
sostengono che i cosiddetti ragazzi del Leoncavallo hanno diritto ad avere
in questa città spazi sociali da autogestire. Un dossier per rinfrescare
la memoria a tutti coloro che, a differenza di tanti militanti di destra,
non portano sulla propria pelle i segni delle loro lezioni di “democrazia”.
D: Forse il risultato piu' eclatante e' stato quello condotto contro Adel
Smith, Presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, per lo scioglimento del
partito da lui fondato. Qualche mese fa le firme raccolte erano ben 65.000
e la campagna sarebbe proseguita sino al raggiungimento delle 100.000 adesioni.
A che punto siamo? Ci sono nuovi risvolti della situazione?
D: Le firme raccolte sono in effetti ormai quasi 100.000. Un enorme successo,
davvero.
Sulla questione qualche mese fa ho presentato anche un esposto alla Procura
della Repubblica affinché si indaghi su Adel Smith, per violazione degli
art. 403 e 404 del Codice Penale e della legge Mancino. Smith infatti oltre
ad aver più volte pubblicamente offeso la religione cattolica, mediante
vilipendio a cose sacre e a persone che la professano e la rappresentano
istiga pericolosamente all'odio e allo scontro religioso
D: Entrando nel sito www.ferretto.it si e' colpiti dalla grande quantita'
di interventi, ordini del giorno, progetti, petizioni -quasi quotidiani-
cui da' vita. Non teme che si possa correre il rischio di una
sovraesposizione o, peggio, di cadere nell'accusa di protagonismo?
D: No, svolgo il mio lavoro nell’interesse del partito e dei cittadini; d’altra
parte mi pare sia per questo che sono stata eletta e non certo per scaldare
la sedia o schiacciare bottoni, o no?
Nel mio sito rendo quotidianamente conto ai cittadini del mio operato, nella
massima trasparenza.
D: E giungiamo alla faccenda piu' spinosa. In questi mesi sulla stampa si
e' parlato ampiamente della sua rimozione da Presidente della Commissione
cultura della Regione Lombardia. Ovviamente la faccenda non e' stata tranquillamente
accettata da lei, anzi... La sua "riduzione" al ruolo di "semplice" consigliere
regionale e' stata vissuta come un affronto da lei;
ci sono state polemiche piuttosto dure con il Presidente del Gruppo consiliare
di AN, Romano La Russa. Ora sembra che la buriana sia passata, ma ci sono
ancora voci che la vorrebbero dissidente, o addirittura dimissionaria, dal
partito. Qual e' la sua posizione oggi?
R: L’unica mia colpa è quella di aver criticato Romano La Russa, il quale non
ha digerito l’affronto e mi ha espulsa dal gruppo regionale, violando in
modo palese lo Statuto del Partito che prevede che solo il Presidente Nazionale
possa prendere misure disciplinari nei confronti dei membri dell’Assemblea
Nazionale, quale io sono.
Attualmente dunque, per quanto fuori dal gruppo regionale, resto a tutti
gli effetti componente dell’Assemblea Nazionale di AN. Io sono e resto di
Alleanza Nazionale. Credo nelle nostre idee e pertanto non posso che far
politica in nome e per conto del Partito al quale mi onoro di appartenere
da più di 20 anni. Nessuno potrà mai obbligarmi a tradire i 9103 elettori
di AN che mi hanno votata.
D: Le donne in AN vogliono contare sempre di piu'. Anche nella Festa Tricolore
di Milano c'e' stata una precisa volonta' femminile di guadagnare spazio,
visibilita', e, perche' no, potere.
In un partito "maschilista" quale spazio c'e' ancora oggi per le donne che
fanno politica?
R: Non è questione di potere o di quote. In AN le donne non hanno mai avuto
problemi di questo tipo. Si sono rimboccate le maniche e si sono date da
fare. Semmai il problema è che sono necessarie, per tutti, uomini e donne,
regole chiare che vengano da tutti rispettate.
D : Le ultime elezioni non sono andate bene per AN, e non parliamo solo
di Roma. Che succede?
R: Oggi più che mai rischiamo di perdere la nostra identità e la nostra diversità.
Occorre tener sempre ben presente che governare deve essere un mezzo per
far vincere le idee, non un fine.
Qualcuno invece purtroppo a volte lo dimentica, confondendo pericolosamente
i fini con i mezzi.
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