|

|

|
SPECIALE
MORTO UN PAPA SE NE FA UN... BOSSI?
Ci fu un tempo, tra l'altro nemmeno troppo distante, in cui i dirigenti
delle Camice Verdi della Lega Nord venivano "invitati" a raccogliere dati
sui membri di Alleanza Nazionale in vista di un possibile futuro
"regolamento" di conti a secessione avvenuta con quei "fascisti" seguaci di
Fini.
Era il periodo successivo alla fuoriuscita dei leghisti dalla prima
coalizione del governo Berlusconi ma quelle parole, assieme al discorso di
Fini alla Camera sulla "Fine dell'esperienza politica della Lega" mi
colpirono e parecchio.
Di acqua ne č passata sotto il ponte (di Legno)ma il ruolo e l'atteggiamento
dei singolari seguaci dell'on.Bossi sono sempre in bilico tra consapevolezza
del proprio precario status all'interno di una maggioranza abbastanza
compatta sui generis e le "sparate" del loro leader sempre pių arruffato e
arruffone, gesticolante al limite del delirio.
Anche la figura del Santo Padre, purtroppo sempre pių piegata e sofferente,
non č sfuggita agli strali del novello barbaro di Pontida che ha gridato
allo scandalo per quattro battute in romanesco che per la prima volta dopo
molto tempo avevano fatto tornare il sorriso sullo stanco volto del Papa.
"Semo romani!", "Volemmose bene" e il sangue č andato alla testa di colui che
da sempre, al grido di "Roma Ladrona!" aveva voluto la cittā eterna al
centro di ogni malvagitā, di ogni corruzione, di ogni malevole gesto contro
il Nord in generale e il "popolo" padano in particolare.
Non contento, l'on. Bossi ha rincarato la dose invitando gli italiani ( o i
padani? mah...) a non versare il tradizionale otto per mille alla Chiesa
"cattolica romana" adducendo a pretesto che lui la Chiesa del Nord la vuole
povera e francescana.
Singolari parole che escono dalla bocca di un parlamentare e capo di partito
che da quell'Italia ( e da quella Roma) che tanto disprezza riceve fior di
quattrini vuoi per il proprio ruolo istituzionale, vuoi per la sua Lega che
in fondo al cuore maiA ha abbandonato il sogno secessionista.
Tra il ridicolo e il preoccupante, i celoduristi in camicia verde non hanno
lesinato lodi al loro leader, come sempre e in qualunque situazione,
permettendo alla maggioranza e ad Alleanza Nazionale in particolare di
capire che questo partito nato anche da giuste rivendicazioni stia
scivolando da tempo nel pozzo senza fondo del cattivo gusto e dello scandalo
da giornaletto di provincia.
Che sia anche questa una strategia bossiana per far vedere che la vecchia e
ingrigita tigre del Carroccio ha ancora zanne pericolose almeno a parole?
Forse non č ipotesi del tutto da escludere.
Il popolo leghista, che fondamentalmente annovera una fascia di etā
piuttosto alta dei propri iscritti e simpatizzanti, sembra aggrapparsi
disperatamente anche alle "sparate" pių patetiche del proprio leader proprio
per non cercare di vedere il vuoto politico e di idee che stanno dilagando a
livello dei propri quadri dirigenti.
A parte il rapporto di alleanza/odio con A.N., a parte l'idiosincrasia per
l'UDC, a parte l'odio per i rossi e i rosa e i rossastri, a parte il
rapporto di dipendenza da Forza Italia di Berlusconi cosa rimane dei
propositi leghisti?
L'autonomia delle regioni e la devolution, i deliri padano - secessionisti
di Borghezio & Co., la nebbiosa Milano da bere incoronata capitale del Nord.
E poi?
Sotto la camicia ( verde) sembra apparire un pericoloso niente che non serve
nč alla Lega nč al suo elettorato, nč agli alleati di governo, nč
soprattutto ai dirigenti della stessa ma soprattutto non serve a Bossi che,
come sempre quando non si ritrova con qualche asso nella manica, sembra
esplodere in frasi e atteggiamenti che ben poco spazio lasciano a qualsiasi
interpretazione politica.
O psichiatrica.
Che il Papa, in fondo, lo voglia fare proprio lui?
Fabrizio Bucciarelli
| |
|
|
|
www.barbarossaonline.com è un'idea di Antonio F. Vinci
registrazione n. 540 del 24 settembre 2001 presso il Tribunale di Milano
|