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COSTUME
ESTATE ALL'ITALIANA
L'estate, in Italia, è vissuta come un'emergenza. In un paese così poco
marziale, d'estate tutto assume il rilievo delle grandi manovre. La
terminologia è quasi biblica: grande rientro, incolonnamenti di Tir, valichi
di frontiera presi d'assalto, spiagge invase, sciopero dei treni e dei
traghetti, città deserte come dopo un attacco atomico, week-end cruenti, lanci
di sassi dai cavalcavie, località assediate...
Nella penisola le vacanze sono un obbligo sociale, e chi non le prende non può
considerarsi un cittadino a parte intera: diviene una sorta di
extracomunitario, senza però godere della simpatia né dei partiti di sinistra
né della Caritas. I giornali consacrano più di una pagina alle vacanze dei
VIP. Tutti conoscono le destinazioni turistiche dei politici. Meno conosciuti,
invece, sono i loro programmi, possibilisti e fumosi.
Nelle edicole una selva di manifesti propaganda il nudo furtivo della compagna
di giochi di spiaggia di questo o quel personaggio, che noi che veniamo dal
Canada non conosciamo, ma che facciamo finta di conoscere per non sentirci
come dei marziani. Un dato molto importante: insieme con quello dei quotidiani
sportivi, l'Italia vanta il record mondiale per numero di periodici
scandalistici, pieni di foto di chiappe e seni sfocati ripresi col
teleobiettivo.
Nel paese dove non esiste un solo dato statistico sul tasso di criminalità
dei clandestini, protagonisti assoluti delle cronache giudiziarie, vi è una
fioritura barocca di cifre sull'esodo, sul controesodo e sulla lunghezza delle
code ai caselli.
Dopo i lamenti scaramantici d'obbligo, all'inizio di stagione, "sul turista
che quest'anno non ritorna", fatto dai rappresentanti degli esercenti delle
località di villeggiatura, si apprende poi con sollievo che il turista anche
questa volta è tornato.
Al pessimismo e all'allarmismo in Italia nessuno rinuncia, neppure in
vacanza. E il catastrofismo della meteorologia è di un grande aiuto. Il tempo
che farà sembra suscitare indicibili ansie. Ogni anno si registrano nuovi
record: di pioggia, di sole, di freddo, di caldo... A parlare del clima, in
Italia, non vi è un semplice annunciatore ma un colonnello che emette dei
proclami. Strano che nessuno abbia ancora denunciato questa pericolosa
involuzione militarista nel paese di "O' sole mio". I vari corpi di polizia
sono in prima linea : carabinieri, pubblica sicurezza, finanza, stradale,
vigili urbani, forestale si alternano, eleganti, al microfono con bollettini
allarmanti. Il tutto, spesso, su uno sfondo di fiamme - gl'immancabili incendi
dolosi - arditamente combattuti dai Canadair. Il che provoca in noi, reduci
del Canada, un moto d'orgoglio...
Voi state al mare, a Grado, in grazia di Dio, sotto un cielo sereno. La cosa
dura da settimane. Non vi sembra vero: pensate al Canada, all'instabilità del
suo clima, alle piogge, ai freddi improvvisi. Poi, ogni sera, la televisione
italiana vi propina il solito bollettino catastrofico: grandine con chicchi
come palle da tennis, inondazioni, neve, smottamenti, raffiche fortissime di
vento... Ma dove? In una sperduta località che voi non avete sentito mai
nominare, ma dalla quale il solito colonnello dell'aeronautica lancia lugubri
bollettini disfattisti.
Al ritorno in Canada i vostri amici, apprensivi, vi domandano come abbiate
potuto sopravvivere alle catastrofi che si sono abbattute sull'Italia, e
delle quali loro sono stati abbondantemente informati grazie alla televisione.
Insomma, il "globalismo" italiano in materia di clima fa sì che tutti si
sentano bagnati da una pioggia che non c'è, ma che comunque cade in qualche
posto della penisola. Grazie anche al traffico automobilistico, l'unità
d'Italia è un fatto ormai compiuto. I bollettini autostradali fanno sapere, a
chi si trova in una località sperduta del Friuli-Venezia Giulia, che al sud di
Pompei c'è un incolonnamento di due chilometri, e che, nei pressi di Messina,
un automobilista con una gomma a terra causa un fastidioso rallentamento della
circolazione. Coscienza o non coscienza nazionale, finalmente, l'Italia è
una, una sola.
Claudio Antonelli
Corrispondente dal Canada
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