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IL PERSONAGGIO
Il Terrorismo colpisce il mondo del lavoro
Un tempo, in quel drammatico periodo storico della nostra Italia che ci si
illudeva fosse ormai retaggio di un passato remoto denominato "anni di
piombo" o "emergenza terrorismo", venivano barbaramente trucidate varie
tipologie di persone: carabinieri, poliziotti, studenti di una parte o dell'
altra, giornalisti, militari, molti innocenti, qualche politico.
Oggi, in questo inizio millennio tutt'altro che pacifico, la "tendenza" è
cambiata e non di poco: non si uccide più un semplice simbolo ma un diretto
interessato, anche se conosciuto da pochi ma di certo strategicamente
interessante e di una certa utilità.
I simboli, infatti, possono essere suggestivi ma fondamentalmente poco utili
per la "causa" e oggi il gioco non vale la candela: meglio qualcuno che si
muova sul serio, che non dorma seduto sulla poltrona agognata, che abbia la
capacità e l'intelligenza necessarie ad un possibile cambiamento loro
sgradito e ben poco auspicato.
E' il caso di Marco Biagi, è il caso del mondo del lavoro.
In queste ore numerosi esperti o presunti tali stanno cercando di stabilire
un "come " e un "perché" partendo dagli estremisti palestinesi e finendo all
'Area 51 tra UFO e X-File e questo senza contare gli "ovvi" riferimenti al
terrorismo nostrano legato ad alcune frange dell'estrema sinistra che già
hanno dato prova di omicide capacità nel delitto D'Antona ma che di certo
non erano nemmeno estranee alla vicenda del G8 a Genova lo scorso luglio o
all'oscura permanenza italica del leader curdo del Pkk, Ochalan.
Eppure questo omicidio ci riporta ad un problema direttamente legato ad una
realtà che non è mai cessata di essere tale ma che è semplicemente mutata
rispetto ai tempi, ereditata da terzi che altri non sono che i figli illusi
dell'odio sparso a piene mani e che ora si ritorce contro determinate aree
politiche che l'hanno sempre cercato di fomentare per patetiche velleità
rivoluzionarie o per calcolo elettorale.
Le pìe illusioni di chi credeva che il terrorismo fosse un momento di
"passaggio" nella storia italica ha, in quest' occasione, possibilità di
ulteriore analisi e riflessione ma in una nuova ottica; è un dato di fatto
che la perdita del monopolio della cultura che contraddistingueva l'ex mondo
operaio e proletario ha messo in certa crisi quei partiti che si arrogavano
il diritto alla loro tutela con lo stesso piglio stalinista di un dittatore
dei "bei tempi che furono" e questo dramma si è trasformato in un drammatico
trauma elettorale che ha portato al governo il centro-destra di Berlusconi.
La scomparsa di molte realtà loro legate, l'attuale priorità legata alla
guerra al terrorismo islamico dopo l'attentato alle Twin Tower, il
disinteresse delle moltitudini alla passione politica ha portato gli
estremisti ad una nuova versione della vecchia lotta armata e cioè le nuove
risoluzioni strategiche: dato che il popolo dorme, o sonnecchia, in una
buona dose di benessere materiale, cerchiamo di risvegliarne le pulsioni o
possibili necessità con atti legati ai temi più cari e cioè il benessere
materiale ovverosia il mondo del lavoro.
E' un po' come quando i C.A.R.C. ( Comitati Appoggio alla Resistenza per il
Comunismo) appiccicano i loro manifesti con le immagini rubate alla
propaganda dei Soviet e con i caratteri e le tematiche tipiche della
Rivoluzione d' Ottobre.
La vicenda legata all'Art. 18 ha poi, in verità non del tutto ingiustamente,
motivato tali gruppi nell'ambito di una strategia armata che nell'atto
terroristico dimostri il cambio del bersaglio, la sottolineatura delle
priorità, la possibilità di colpire nei termini operativi più professionali
possibili e con la sicurezza dell'acquisizione del bersaglio al di là dei
margini di errore.
Operazioni del genere, di qualunque matrice esse siano, sono pianificate in
termini interessanti vuoi per il monitoraggio dell'area operativa, vuoi per
la particolareggiata conoscenza del bersaglio e delle proprie abitudini (
orari, spostamenti ,mezzi, identikit etc.) ma soprattutto nell'attuazione
del gruppo di fuoco e delle vie di fuga.
Lo stessa valga per l'oculata scelta dei tempi e del luogo.
Il Terrorismo, quello con l'"T" maiuscola è morto, però i suoi eredi hanno
imparato bene una lezione che pur fallimentare, potrà ancora portare alle
estreme conseguenze la rabbia di ieri.
Fabrizio Bucciarelli
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