Madre Teresa di Milano - Numero 24

Madre Teresa di Milano - Numero 24

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • MADRE TERESA DI MILANO
  • IL SOPRAVVISSUTO
  • UN 25 APRILE DIVERSO


    MADRE TERESA DI MILANO

    Seconda parte

    Un articolo apparso su "Il giorno" di mercoledì 7 aprile 2004, nell’edizione di Legnano, evidenziava in prima pagina " il gesto eroico " di Stankovic con il titolo : "Stankovic salva un ragazzo ferito. - Fermo ad uno stop ha visto scontrarsi una moto e un’ auto. Si è subito prodigato per aiutare il motociclista ferito". Premesso che l’omissione di soccorso è punibile come reato penale, pur elogiando il gesto del famoso calciatore dell’ Inter, non credo ci sia bisogno di sbatterlo in prima pagina facendo passare come evento straordinario quello che è un dovere morale oltre che civile . Questo episodio ci da’ comunque lo spunto per parlare ancora di Madre Teresa di Milano (vedere www.barbarossa.com N° 22). In quel servizio si parlava di lei come di una donna schiva che non cerca ne’ pubblicità ne’ soldi. Ha rifiutato persino la platea del Maurizio Costanzo show. Numerosi episodi sono legati alla sua missione volta ad aiutare gli ultimi . Abbiamo aspettato con lei il nuovo anno alla stazione Centrale di Milano e nel vederla impegnata con i suoi barboni si nota un qualcosa di mistico che trascende i confini umani . La Caritas, in accordo con il comune di Milano, aveva donato buoni pasto per il cenone di San Silvestro alla mensa delle Ferrovie dello Stato per circa cinquecento poveri . La nostra Mimma Tropeana (76 anni) ben sapeva che non tutti quella sera avrebbero avuto un pasto caldo e una coperta . Si è recata alla stazione Centrale con otto volontari al solito posto con circa settanta pasti caldi, bibite calde, e sacchetti di plastica con dentro panini imbottiti, panettone e una bottiglia di acqua minerale, oltre a indumenti puliti e coperte di lana . Alle 20 si unisce al gruppo anche il dottore Ermanno di Parabiago . Solita distribuzione e solita manifestazione d’affetto . Giovanni, il barbone storico della stazione Centrale sul suo giaciglio di pietra (uno scalino), è coperto fino al collo, non vuole svegliarsi. Un volontario lo scopre . E’ tutto bagnato e un odore nauseabondo ci fa ritrarre. A quel punto bisogna fare qualcosa, non lo si può lasciare in quello stato. Mimma invita Giovanni ad alzarsi ma questi imprecando non vuole farsi toccare da lei, in quanto donna . Per fortuna c’e Alessandro:un volontario di Rescaldina . Rimboccatosi le maniche lo solleva e comincia a svestirlo . Io e il medico teniamo una coperta che fa da paravento ma dopo un po’ devo abbandonare: non resisto a quell’ odore . La scena che si presenta è raccapricciante: Giovanni è sporco di cacca fino alle caviglie. Come fare a lavarlo? La temperatura esterna è di circa 5 gradi. Mimma invita i volontari a prendere un contenitore con il the caldo col quale viene lavato. Alessandro non aveva nemmeno una mascherina per proteggersi dall’odore . Dopo circa mezz’ora Giovanni è in piedi sorridente, lavato di tutto punto e con tutti i vestiti puliti. Ogni mercoledì la Madre Teresa lascia la stazione Centrale con il suo taccuino pieno di appunti per le necessità impellenti dei suoi poveri. In uno di questi incontri mi confida : "Domani devo andare a Sondalo a ricoverare uno dei nostri poveri ammalato di tbc. Finalmente sono riuscita ad avere un posto. Sarà una giornata dura perché non so bene come arrivare da Sondrio a Sondalo, anche per via dei miei piedi malandati". Sposto i miei appuntamenti e alle otto e trenta di sabato sono a casa sua per accompagnarla. Ha una valigia pesantissima piena di indumenti intimi,maglioni, camicie e due pigiama. Alle nove e trenta sono alla stazione Centrale e alle dodici e trenta a Sondalo. Dopo un pranzo in un ristorante l’amico viene ricoverato. Mimma premurosa, come sempre, saluta l’ammalato raccomandandolo alla caposala e lasciandogli i soldi per le telefonate. Una sera in stazione Centrale, finita la distribuzione di tutti i viveri, arriva un mendicante chiedendo qualcosa da mangiare . Panico generale : non è rimasto nemmeno un tozzo di pane . Mimma non si scompone apre il suo "Berlingo" e tira fuori da sotto il sedile due scatole di Simmenthal. "La Divina Provvidenza ci dice non ci abbandona mai ".

    Vincenzo Ponzo


    IL SOPRAVVISSUTO

    Facendo zapping tra la pubblicità di "Porta a porta" e il programma di Maurizio Costanzo non posso fare a meno di soffermarmi su Rai 3 che presenta una mamma con quattro bambini. Uno in una culla fatta di stracci che non si regge in piedi : è pieno di mosche. "E’da diversi giorni che camminiamo, dicono che a circa 15 Km c’è una distribuzione di viveri ma non ce la facciamo ad andare avanti ". "E’ la mano di Dio che ci ha fatto incontrare questa famiglia - dice il missionario scopritore di questa ennesima tragedia - prendi del pane: bisogna dargli dell’ acqua e zucchero. Prendi bimbo devi mangiare. Dobbiamo dargli qualcosa altrimenti muore. Dobbiamo far conoscere queste cose agli italiani perché possano con la loro solidarietà aiutare questo popolo. Quante volte abbiamo visto queste scene che ci hanno fatto passare la fame? Quante volte ci siamo sentiti dei vermi di fronte ad un piatto di pastasciutta? "Da quando sono nato - recita un interlocutore - queste cose che continuiamo a vedere non sono cambiate. E’ l’ipocrisia del sistema degli aiuti ." Nel mondo muoiono di fame 40mila persone al giorno. Un paese come Parabiago e Nerviano domani non ci sono più. Legnano dopodomani. Dopo una settimana : Busto Arsizio, Rho e paesi limitrofi. La peste della fame porta via Milano dopo altri cinquanta giorni. In un anno è scomparsa tutta la Lombardia. Sono rimasto solo io. Sono un uomo fortunato. Sono diventato il padrone d’Italia, pardon il padrone della Lombardia. Non impiegherò molto a diventare anche il padrone d’Europa e forse del mondo."Massa e Potere": ha impiegato 40anni Elias Canetti, premio nobel per la letteratura, a scrivere questo libro nel quale parla del Sopravvissuto come di un malato mentale... Sono forse malato anch’io? Voglio sopravvivere a tutti? Ergermi su un eremo e godere alla vista di un’immensa distesa di cadaveri? Mi viene in mente fra’ Romano impegnato nel centro Africa, con il quale ho una fitta corrispondenza e che spesso mi dice "non mi spaventano i poveri ma il numero dei poveri ". Tranquillo fra’ Romano, faccia i calcoli: 40mila al giorno, 10 giorni 400mila, 100 giorni 4milioni. Ne restano ancora giorni da contare. Non demordere fra’ Romano continua a contare.

    V.P.


    UN 25 APRILE DIVERSO

    Non tutti celebrano la giornata del 25 aprile nella stessa maniera. Ecco cosa fanno il 25 aprile di ogni anno i volontari dell’Associazione onlus Meter, di don Fortunato Di Noto.

    Ogni anno, il 25 aprile, i volontari dell’Associazione Meter celebrano la "Giornata della Memoria dei Bambini-vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza- ; lo slogan di quest’anno è "In memoria dei bambini. Che non accada mai più". E’ una Giornata non astratta, ma intrisa e di riflessioni e di preghiera, immersa nella realtà della vita dei bambini dimenticati. E’ l’impegno per dare voce al dolore e al silenzio della carne martoriata dei bambini e delle loro famiglie. E’, infine, una Giornata di speranza e di profonda preghiera dove in Italia e all’estero si coinvolgono tantissime persone nel ricordo e nella memoria, affinché non accada mai più la violenza sui bambini.

    La Giornata ha particolarmente rilievo nella Sede Centrale di Meter ad Avola (SR) presso la Parrocchia Madonna del Carmine dove assieme ai bambini e alle loro famiglie alle ore 10 e alle ore 19 ci sarà un momento di riflessione e di preghiera. Inoltre presso le città di Modica, Ragusa, Pachino, Canicattini B., Messina, dove sono presenti gli "Sportelli Meter" ci saranno momenti programmati per celebrare la Giornata, come anche in Italia e all’estero i collaboratori di Meter si impegneranno a celebrare in famiglia, nelle parrocchie. Basterà solo un minuto di raccoglimento in qualsiasi posto e luogo.

    Lo scorso anno il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, su sollecitazione dell’Associazione, aveva fatto sapere che "con il dovuto approfondimento delle istituzioni parlamentari e di governo possa essere individuato un percorso che permetta la realizzazione della proposta di istituire una Giornata della Memoria dei bambini". La sollecitazione è stata felicemente recepita anche dal Presidente della Camera, On.le Pier Ferdinando Casini, mostrandosi disponibile per coinvolgere i gruppi parlamentari e per tramutare l’iniziativa in proposta di legge. Ci auguriamo che tutto questo possa ancora realizzarsi.

    Siamo certi che, come madre, padre, cittadino, cristiano e non cristiano possa condividere con un messaggio, con un minuto di raccoglimento la nostra iniziativa e il nostro impegno per ricordare durante la Giornata delle Memoria dei Bambini, un nome e la speranza che non accada mai piu’.

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