QUANDO IL CULTO VA ONLINE - Numero 25

QUANDO IL CULTO VA ONLINE - Numero 25

a cura di:
Vito Andrea Vinci

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • QUANDO IL CULTO VA ONLINE
  • IL ROSSO E IL NERO
  • TI SPIO E TE LO DIMOSTRO


    QUANDO IL CULTO VA ONLINE

    L’11 maggio 2004 e’ stata lanciata in Internet un’esperienza piu’ unica che rara legata alla religione. I metodisti britannici hanno fatto realizzare, per loro e per i fedeli di tutto il mondo, una chiesa virtuale. A guardarla sembra quasi un gioco. E in effetti e’ stata realizzata dalla SpecialMoves (http://specialmoves.com/), una società specializzata in prodotti web in flash ovvero in presentazioni, siti o giochi animati che funzionano direttamente su Internet.

    La Chiesa dei Folli (questo l’insolito nome scelto) e’ uno spazio virtuale tridimensionale nato con lo scopo di far incontrare i fedeli di tutto il mondo: una sorta di agorà. Oltre ad essere una grande chat, con grafica ed interazione tra gli utenti, serve anche per trasmettere, via web, i momenti di preghiera settimanali. Ogni domenica infatti, ad un orario prefissato, un reverendo metodista si impegna a realizzare una funzione religiosa online.

    Tornando all’aspetto "giocoso" di questa insolita (ma già di successo) esperienza, bisogna segnalare un certo impegno a far divertire l’utente da parte della società che ha realizzato la chiesa virtuale per conto dei metodisti britannici. Innanzitutto e’ possibile scegliere come apparire esteticamente agli altri utenti (oppure se entrare in modo anonimo e risultare invisibile agli altri). Si può scegliere se presentarsi con un aspetto maschile o femminile e per ognuno dei due sessi e’ possibile optare per uno dei 12 "modelli" proposti (che variano per abbigliamento, colore dei capelli e colore della pelle).

    Una volta entrati molte sono le cose da fare. Principalmente si può chattare con le altre persone online presenti nella Chiesa ma e’ possibile anche scegliere di esplorare il luogo di culto virtuale. Se si chatta ovviamente e’ stata implementata una discreta gamma di gesti da poter fare. E’ possibile inginocchiarsi per pregare così come alzare le mani al cielo per esclamare un Hallelujah. E’ possibile però anche fare le comuni azioni che nascono spontanee parlando nel mondo reale: grattarsi la testa, muovere le mani per dare un significato particolare alle proprie parole, ridere, indicare con un dito qualcosa, salutare, stringere una mano alla persona che si ha davanti. Insomma… un po’ di tutto.

    Se desiderate farvi un giro nella Chiesa dei folli visitate l’indirizzo: http://server3.cof.smhost.net/v16/


    IL ROSSO E IL NERO

    Italia 1943-1945. La guerra civile tra partigiani e fascisti scandisce la vita degli italiani. Oggi, per la prima volta, diventa un videogioco. Non si tratta del solito prodotto sulla Grande Guerra di qualche società straniera bensì di un gioco per computer realizzato da un’azienda italiana… anzi, italianissima: la romana BlackSheep (PecoraNera).

    La novità non e’ però senza dubbio il fatto che sia un prodotto sviluppato ed edito interamente in Italia. Innanzitutto il Rosso e il Nero e’ un videogame dove e’ possibile vestire le uniformi fasciste o i panni dei partigiani. Niente americani. Niente tedeschi. Niente inglesi. Solo italiani.

    Il gioco racconta della guerra civile tra l’esercito regolare fascista e le forze della resistenza comunista dei partigiani, che ha insanguinato il nostro paese. Il gioco non si schiera assolutamente politicamente, ma si presenta invece come una ricostruzione storica degli scenari e delle battaglie più importanti.

    Questa senza dubbio e’ la seconda novità più interessante. Ci sono dodici livelli, ognuno ambientato in una vera città italiana o in una battaglia realmente accaduta. Inoltre ben tredici armi (dal manganello alla granata, dal mitragliatore al fucile con puntatore) tra le più note dell’epoca sono state riprodotte per rendere più realistica l’esperienza di gioco.

    Come terza novità rispetto ad altri giochi vi e’ sicuramente il fatto che per ognuna delle due fazioni e’ possibile scegliere tra vari corpi militari e di resistenza, ognuno riprodotto con uniformi e caratteristiche proprie.

    Il sito web della società romana BlackSheep è : http://www.blacksheepstudios.it/.
    Nei vostri panni ci farei un giro.


    TI SPIO E TE LO DIMOSTRO

    Orwell l’aveva predetto nel 1948 con il suo futuristico libro "1984": Il Grande Fratello prima o poi arriverà. Ecco… ormai e’ piu’ che evidente che c’e’. Volete una nuova controprova? Ci ha pensato "Reason", una rivista politica californiana. A giugno "Reason" ha spedito ai suoi quarantamila abbonati un numero speciale personalizzato.

    Avete capito bene… 40.000 abbonati che hanno ricevuto ognuno una rivista differente. Già questo esperimento meriterebbe una menzione speciale ma "Reason" aveva un intento ben diverso che semplicemente soddisfare meglio i propri abbonati. Ognuna delle 40.000 riviste edite presentava infatti una copertina personalizzata con il titolo (ad esempio) "Mario Rossi, loro sanno dove sei" e sotto una fotografia satellitare della casa dell’abbonato. Un notevole sistema per far capire ai lettori l’assenza di privacy al giorno d’oggi.

    Ogni copertina riporta nel titolo il nome di un abbonato differente, e la foto satellitare della sua abitazione. La personalizzazione prosegue all’interno: una lettera del direttore ai lettori comincia chiamando il lettore per nome, "Caro Mario Rossi...", e va avanti con riferimenti al quartiere in cui abita, al tempo che impiega mediamente per recarsi al lavoro, alla percentuale dei suoi vicini di casa che hanno la laurea, al numero dei bambini per famiglia, e così via.

    Il principale articolo del numero di "Reason" ovviamente era dedicato alla fine della privacy provocata dal moltiplicarsi di banche dati, satelliti che scrutano la terra trasmettendo milioni di immagini al minuto, telecamere a circuito chiuso, e dal sempre più diffuso uso di Internet per acquisti, raccolta di informazioni, comunicazioni.

    Se desiderate conoscere meglio "Reason" date un’occhiata al sito web: http://www.reason.com

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