Capire gli skin? - Numero 03

Capire gli skin? - Numero 03

CAPIRE GLI SKIN?

In Primapagina appare un articolo di Fabrizio Bucciarelli su un recente episodio che ha coinvolto a Bolzano un gruppo di skineads. Il testo, apparso anche su una m list, ha provocato diverse reazioni nell’ambito del popolo degli internauti; una, in modo particolare, ci è sembrata di rilievo e per l’autorevolezza di chi scrive e per l’articolazione e la ricchezza del contenuto.
E’ sembrato interessante riprodurre il testo perchè, al di là dell’ovvia considerazione che tutti gli articoli impegnano la responsabilità - di qualunque genere - personale dello scrivente, onestà vuole che si dia spazio al dissenso, come esige un autentico comportamento democratico . Ma soprattutto diventa occasione per una riflessione e per conoscere dal di dentro il composito mondo della Destra.

Risposta a Bucciarelli

Partiamo da un presupposto: entrambi abbiamo anni ed esperienze. Tu le tue ce le hai elencate e mi lasciano anche un po’ perplesso (che nesso logico c’è tra giovane punk e cattolico moderato?), le mie le ha accennate Donzelli ed è inutile riepilogarle. Ho trascorso ormai troppi anni in questo mondo e li ho trascorsi sempre militando. Credo di essere una delle persone che di più (se non meglio) conosce la realtà, la storia e l’evoluzione delle comunità umane che, negli ultimi trent’anni, hanno animato il composito mondo della "destra" italiana. Questo non per genio, né per cultura, ma… per somma di chilometri. Tra i 22 e i 26 anni ho girato l’Italia, città per città, sezione per sezione, con gli Amici del Vento. Vent’anni dopo (sì, proprio come i Moschettieri) ho rivissuto l’esperienza attraverso le ormai quasi 90 presentazioni del libro su Sergio Ramelli. E - in mezzo - ho sempre girato soprattutto per organizzare concerti, partecipare a Campi, convegni, adunate e assalti… (non solo a Firenze, caro Donzelli). Quello che ho tratto da questa meravigliosa esperienza che Dio ha voluto regalarmi, è l’aver assimilato il senso reale, compiuto - difficile e splendido - di termini come: cameratismo, militanza, comunità… è l’aver acquisito la certezza che il "nostro" mondo, non è, non può essere, non deve essere, un "monolito ideologico", ma è sempre stato e sempre sarà la somma scomposta di realtà diverse, di sogni, esperienze, percorsi culturali, impostazioni ideali, prassi operative, volontà… tutte diverse tra loro. Ed è anche, naturalmente, la "sottrazione" di mille disincanti, frustrazioni, ripensamenti, personalismi, chiusure elitarie, masturbazioni intellettuali, integralismi settari, frammentazioni correntizie. A questi mali, più di recente, diciamo soprattutto dal 1994 in poi, si è aggiunto un altro tarlo che è "il carrierismo", anche inteso lecitamente (la politica come mestiere), ma che porta con sé una serie di corollari che sono all’antitesi dello spirito militante e cameratesco. Tuttavia anche prima del 1994, anche nel MSI e nelle sue frange esterne, non si è mai trovato un’unità ideologica. Nel "nostro" mondo hanno sempre convissuto monarchici e repubblicani, rivoluzionari e tradizionalisti, cattolici e pagani, conservatori e futuristi, nazionalisti e terzomondisti, filo israeliani e filo palestinesi… Tanto per citare gli opposti. Ma le anime della destra sono infinite come le sue culture. L’Imperium di Evola non è l’Impero di Guenon, il romanticismo fascista di Brasillach contrasta con il sindacalismo rivoluzionario di Sorel, il nichilismo di Celine è antitetico alla dottrina cattolica di Lefebvre, l’economia e la poetica di Pound urtano con l’arditismo edonista di D’Annunzio, le fantasie nordiche di Tolkien mal si sposano con l’estetismo e il tradizionalismo orientale di Mishima, la mistica Fascista di Ricci non si specchia nell’etica dello Stato di Gentile… tanto per limitarci ad autori del ’900. Insomma, tante correnti di pensiero diverse eppure con qualcosa in comune, come diverse eppure coeve sono le teorie filosofiche di Nietzche e di Junger, di Spengler e di Eliade e ben diversi tra loro, seppure contemporanei, sono le dottrine politiche e gli scritti ideologici di Mussolini, Codreanu, Primo de Rivera, Hitler o Degrelle. E l’elenco delle anime, degli aspetti, dei volti, dei diversi pensieri di questo immenso, affascinante calderone che è la "Destra" potrebbe continuare a lungo se solo ampliassimo l’orizzonte allo studio dei classici e spingessimo la nostra ricerca di radici indietro di secoli (come è doveroso fare).

Di tutto questo noi siamo il riflesso e io - personalmente - mi sento uno specchio. Sento di appartenere a tutte (o quasi) queste anime, di tutte (o quasi) apprezzo qualche cosa e da tutte (in assoluto) ho imparato qualche cosa. E quando giro l’Italia incontrando veri Camerati ("C" maiuscola, rispetto e pochi scherzi… grazie) io sto bene tanto tra i neo borbonici napoletani (che scoperta fu Alianello) quanto tra i convinti nazionalisti triestini. Sto bene tra gli "anarco-rivoluzionari" tutta utopia sociale e terzo mondo come tra gli occidentalisti tutto "Europa e civiltà", ho splendidi Camerati seriamente e profondamente cattolici e altrettanti profondamente e seriamente pagani. Questo avviene anche per la nostra musica dove convivono le armonie tradizionali della Compagnia dell’Anello, con il rock dei 270bis o l’Oi dei Gesta Bellica (solo per citare esempi eccellenti). E’ chiaro che, poi, ognuno di noi fa delle scelte e anch’io - ovviamente - ho il mio percorso, i miei "miti fondanti" e le mie scelte religiose, filosofiche e politiche. Il fatto però che io possa preferire la tradizione alla rivoluzione, la musica melodica all’Oi, Brasillach a Celine, Degrelle a D’Annunzio, Mussolini a Hitler… non mi consente di dire che i Camerati che hanno gusti, percorsi ideologici o impostazioni culturali diverse dalla mia "sbagliano", sono peggiori di me, non meritano rispetto. Figurati poi, dopo tutti questi discorsi, cosa me ne può fregare di Alleanza Nazionale che non ha (in assoluto) nessun disegno ideologico e (attualmente) persino nessun disegno politico.

Arrivando al cuore della polemica ti assicuro che, avendo frequentato davvero e da vicino anche il mondo degli skin, so bene che alcuni di loro sono veramente ottimi Camerati . E, forse, ti stupirà apprendere che, allo stesso modo, molti anni fa militai a lungo nella neonata Alleanza Cattolica di Cantoni e che, anche lì, trovai splendidi Camerati. Bisogna però anche dire, con onestà, che tanto tra gli skin quanto tra i cattolici tradizionalisti (per rimanere agli esempi) ci sono anche degli emeriti imbecilli, degli stupidi settari, degli ottusi violenti (fisici o culturali). Però io non condanno e non emargino gli skin anche se non condivido il loro abbigliamento, i loro simboli, la loro musica, così come non mi permetto di beffeggiare i cattolici tradizionalisti di cui non condivido l’abbigliamento (anche qui), l’integralismo, il settarismo. E, men che meno, mi permetto di "scaricarli" quando sono nei guai, di additarli al ludibrio pubblico perché messi alla gogna dalla Tv, di "dissociarmi" quando sono nei guai con la legge. Vorrei farti notare che il caso ha voluto che - forse non a caso - proprio i due esempi estremi di cui sopra sono stati fatti oggetto di comune persecuzione giudiziaria e giornalistica in quel di Verona. La e.mail oggetto del mio sdegno sfotteva e insultava dei ragazzi appena arrestati di cui non solo non condividi (come me peraltro) il look, ma che addirittura consideri "nemici", pericolosi, ottusi, al servizio di chissà chi e che oltretutto - lo dice Fini - fanno male ad AN… Permettimi, ce n’era abbastanza per incazzarsi. Avresti dovuto partire e andare a trovarli in carcere. Avresti dovuto scrivere lettere di fuoco ai giornali per gli orrori di questa democrazia che perseguita le idee e non i reati… invece che dimostrati schifato per un servizio tv montato ad arte per ottenere nel popolino beota la reazione che tu hai avuto. Ma andiamo avanti.

Se fino adesso abbiamo parlato delle mille cose che "dividono" il nostro mondo, bisognerà pur chiedersi che cosa lo unisce. Per anni, certo, è stato un nemico esterno comune: il comunismo. Oggi possiamo dire con più completezza che sono dei "Valori comuni". Peccato che sul termine "valori" si faccia un gran parlare, una gran retorica e, quindi, una gran confusione. Per noi i Valori sono eterni, immutabili, sono i Valori naturali che prescindono dalle epoche storiche… Per "gli altri" i valori sono invece storicizzabili, soggetti cioè al cambiare delle epoche e delle mode. Così oggi, per esempio, si sente dire che la Famiglia, così come la Nazione, non sono più valori "di moda". Mentre sono di moda la solidarietà, l’ecologismo, l’animalismo. Si confondo ad arte i buoni sentimenti, dettati da problemi contingenti, con i Valori, che devono invece essere eterni. In questo senso, per esempio caro Bucciarelli, la Bontà, che tu citi come tale, non è certo un "Valore". I Valori naturali (il termine esiste tanto nello Jus romano quanto nella dottrina della Chiesa, ma esiste, eterno, nella storia dell’uomo) sono ben altri: la Vita, la Famiglia, la Giustizia (l’ordine tribale o sociale), la "Pietas" (fedeltà , fede, devozione, sentimento del dovere), la "Virtus" (coraggio, orgoglio, valore, lealtà), l’amore (affetto e "caritas"), l’onore (dignità, fierezza, rispetto), la saggezza (ben diversa dell’intelligenza). Sono questi i valori presenti consciamente e, il più delle volte, anche inconsciamente, negli uomini di "Destra" che per questo motivo scelgono o si trovano ad avere uno "stile di vita" diverso, un rapporto difficile se non ostile con la società moderna, con i suoi falsi valori, con la realtà caotica e al tempo stesso vuota di oggi. E - semplificando ancora - ciò che ci unisce è la visione di un mondo, di una vita, di un attività in cui lo "spirito" si oppone alla materia. Tutto ciò che è trascendente, alto, eroico, nobile attrae l’uomo di destra e tutto quanto è utile, materiale, immanente, vile, corrotto gli fa schifo.

Questo, caro Bucciarelli, è vero tanto per lo skin di Trento quanto per il cattolico di Firenze. E’ valido per chi adora Mishima e per chi si perde in De Maistre. E’ valido per molti ragazzi di AG come per molti di Forza Nuova e per moltissimi che non sono né in una, né nell’altra organizzazione ma che quando incontrano un "fascista" (un marziano, un essere diverso, che vive, pensa, agisce e sogno in maniera non conformista) ne rimangono affascinati, spaventati e attratti.

Proprio per questo mi da fastidio tutto il tuo modo di scrivere nella m.list che sembra partire dal presupposto che solo tu detenga la verità: primo perché sei cattolico, secondo perché (udite, udite) sei in linea con le risoluzioni di Fiuggi e con il Fini-pensiero. Capirai che dopo aver parlato di Valori eterni pensare a Fini (che io ho conosciuto in calzoncini corti e di cui pure ero amico) è un po’ come paragonare il cioccolato con la cacca (così Luttazzi si può iscrivere ad AN). Mi incazzo perché parli di ragazzi che neppure conosci, vittime della repressione di questo regime, del soffocamento culturale di questa era, dell’oppressione ambientale di questa società… in termini dispregiativi. Invece di tranciare giudizi, turati il naso e frequentali. Fra tante immagini esterne, pose e atteggiamenti discutibili, troverai ragazzi nei cui occhi brillano ancora sentimenti e Valori. Cosa che non credo potrebbe capitarti di trovare nella maggior parte degli occhi dei delegati all’Assemblea napoletana di AN. Gira - se puoi - l’Italia per sedi e circoli, per gruppi e gruppuscoli, come faceva una volta Almirante e non fa più Fini. Scoprirai un popolo nel popolo, gente di comunità rissose e divise, ma autentiche e pure. E troverai Camerati di ogni ceto e di ogni cultura, accomunati da un fuoco interno che fa loro disprezzare questa società e ognuno la "disprezza" a suo modo, secondo quanto ha potuto apprendere, secondo cosa ha letto, secondo come vive… E quando penserai che non esiste una logica a tutto ciò basterà uno sguardo, un gesto, una parola. Ovunque vedrai una reazione, anche irrazionale, magari solo istintiva, persino violenta contro l’ingiusto, l’ignobile, il falso, il corrotto, il vile, il comodo… ecco, là c’è un Camerata. E allora…
Rispettalo
Amalo
Aiutalo


Guido Giraudo

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