IL 25 LUGLIO DI BERLUSCONI  - Numero 29

IL 25 LUGLIO DI BERLUSCONI - Numero 29

 

Ancora una volta in ritardo!
Ancora una volta Barbarossaonline esce non rispettando i tempi. Eh sì, perché, alle difficoltà tecniche più volte riscontrate, si aggiunge sempre quella voglia di essere tempestivi, sempre presenti sulla notizia, in un inseguimento che non può che essere inutile e frustrante! Quando il giornale esce è già vecchio, come tutti i periodici d’altronde, battuto dalla radio, dalla televisione, dai settimanali, dai quotidiani. Certo: il nostro è un periodico di riflessione, ma il desiderio di essere sempre aggiornati è il dèmone che ci assilla...Allora? Allora, niente. Scriviamo questo numero in un momento di fibrillazione della maggioranza, e quindi del governo. Andremo ad elezioni anticipate o Berlusconi completerà il suo mandato? Probabilmente il nodo sarà già sciolto quando Barbarossa sarà online; per ora limitiamoci a registrare il terremoto prodotto dalle elezioni regionali.
Che le elezioni sarebbero andate male lo si diceva, lo si sapeva: lo abbiamo anche scritto. Ma così, no. Eppure, nonostante tutto, a quindici giorni dai risultati elettorali appare sempre più evidente ad alcuni che questo era un terremoto annunciato, a non essere direttamente coinvolti. E non parliamo solo di Berlusconi. Girando negli ambienti della Destra lombarda, nostro diretto campo d’indagine per motivi prettamente logistici, ovunque si è lamentata la scarsa presenza di deputati e senatori durante la campagna elettorale. Assenza maggiormente colpevole perché alla vigilia delle elezioni politiche che li vedrà protagonisti, al di là della fine prematura o meno del governo. Non si capisce : in un momento in cui avrebbero dovuto maggiormente essere presenti sul territorio, nei collegi di appartenenza, per riprendere i rapporti con gli elettori. Strane queste elezioni in Lombardia: Milano e la provincia erano tappezzati solo di manifesti di Alleanza Nazionale e, in tono minore, di Forza Italia; la presenza degli altri partiti era appena visibile. E le cariche istituzionali? Nella provincia nord di Milano si è visto in modo significativo solo il neo deputato europeo Romano La Russa. Bene ha funzionato la macchina organizzativa. Ignazio La Russa ha guidato con la solita comprovata capacità la macchina del partito, coadiuvato da uno staff già collaudato da anni. Ma di questo parleremo meglio nella nostra rubrica Altomilanese.
E dopo i risultati? La cosa più buffa è stata il lamentarsi - specialmente da parte di Forza Italia - della scarsa comunicazione che il governo ha dato del lavoro compiuto in questi anni. Ma scherziamo? Non era Berlusconi il Comunicatore per antonomasia? Non è il proprietario di ben tre reti televisive? Qualcosa non quadra.
Non entriamo nel merito dei motivi della sconfitta: di analisi di questi risultati per dritto e per rovescio, dall’alto e dal basso, ne sono state fatte tante. Torniamo alla tesi precedente. Aver ottenuto l’insufficienza da parte degli elettori, come con linguaggio scolastico vanno esprimendosi i vari politici, tutto sommato sta facendo comodo ai partiti della maggioranza, per ripartire sì, ma non tanto per rilanciare il governo, ma per rilanciare se stessi nelle prossime elezioni. Se questa supposizione dovesse essere vera; se questo fare di necessità virtù dovesse rispondere a verità; se si dovesse andare alle elezioni in ordine - almeno apparentemente - sparso per interesse di bottega…beh, questo francamente non ci piace. Non è che si siano volute perdere le elezioni apposta, ma sfruttare la sconfitta - per evitare la quale non si è fatto tanto - per ricollocarsi meglio nello schieramento elettorale…beh, questo francamente non ci piace.
I rimedi prospettatati per la ripartenza - come è ormai nuovo termine politichese - del programma politico con un Berlusconi bis, dall’attenzione alle aree urbane al Sud, al contratto degli statali, ad altro, non erano stati avvertiti prima? Ma davvero dovevamo subire una sconfitta cocente per accorgerci che la gente non era più con il centro-destra?

Antonio F. Vinci

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