Al mare, al mare - Numero 18

Al mare, al mare - Numero 18

AL MARE, AL MARE

Immancabilmente, ogni anno di questi tempi, i commenti politici prendono questo titolo. Un po’ per indicare la "chiusura per ferie" della politica italiana e non, un po’ per segnalare come tutto e tutti spostino le soluzioni al ritorno dalle vacanze, quando saranno saturi di vacanze intelligenti, partenze intelligenti, dell’ultimo ballo idiota che furoreggia sulle spiagge, delle solite code sull’autostrada, le solite notizie sui milioni di italiani che partono, sull’esodo, sul controesodo, sulle zanzare, sul caldo che non è più quello di una volta, sui prezzi che non sono più quelli di una volta, ecc. ecc. Ma in effetti, guardandoci attorno, perché non gridare ancora una volta : Al mare, al mare? Potendo, perché non fuggire dallo spettacolo che i nostri politici ci stanno offrendo? AN, dopo gli ultimi risultati negativi ( da alcuni ampiamente previsti) , chiede maggiore visibilità. Così a Fini concedono la cabina di regia che, però, resta chiusa…AN vuole maggiore visibilità perché ha perso i voti degli statali…La Lega, dall’alto del suo 3%, pretende - giustamente - l’attuazione del programma elettorale, che prevedeva la devolution; ma ora deve ingoiare il rospo di inserire il suo progetto nel quadro dell’interesse nazionale …Berlusconi risponde piccato e con battute di spirito alle intemperanze di Schulz; il sottosegretario leghista Stefani lo difende ed è costretto a dimettersi…La sinistra non vedeva l’ora che accadessero intemperanze di questo genere per strapparsi le vesti e piangere sui destini d’Italia. E così via. E’ una guerra di parole; certo sempre meglio che una guerra guerreggiata, ma che fine fa la politica, quella vera? Raffiche di frasi ad effetto, sventagliate di espressioni retoriche, ampollosità, rimproveri, ammiccamenti, battute e spiritosaggini…Basta! Che la politica riscopra il suo vero valore. A costo di essere impopolari. Non si possono sempre inseguire gli elettori per non perdere voti, anche se questo può sembrare una bestemmia. Se veramente vogliamo dare una svolta a questo Paese, e a questo si è detta chiamata la Casa delle libertà, bisogna avere il coraggio di andare sino in fondo, ovviamente anche toccando interessi di bottega. E questo potrà significare perdere i voti di chi pensa solo al proprio "particulare". Ma che senso ha parlare di cooperazione internazionale, di collaborazione europea, se poi non siamo capaci in nessun settore di guardare oltre, di sacrificarci per il bene comune. O si avrà questo coraggio o scivoleremo sempre più in basso, moralmente ed economicamente. «Essa è chiamata democrazia perché è amministrata non già per il bene di poche persone, ma per una cerchia più vasta; di fronte alla legge tutti nelle controversie private godono di uguale trattamento; e, secondo la considerazione di cui uno gode, poiché in qualche campo si distingue, viene onorato, non per la sua parte politica, ma per il suo valore; né la povertà, se uno ha qualcosa di buono da fare per la città, trova impedimenti a causa dell’oscurità della posizione sociale» (Pericle).

Antonio F. Vinci


Con questo numero il Barbarossaonline va in vacanza, per riprendere a settembre con rinnovato vigore. Cogliamo l’occasione per augurare, a nome di tutta la Redazione, i più vivi auguri a Vito Andrea Vinci, nostro webmaster e mentore in più occasioni, che il 19 luglio si unirà in matrimonio con Roberta Fontana, nella splendida cornice del castello di Jerago.

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