Dottore a cinquant’anni - Numero 04

Dottore a cinquant’anni - Numero 04

Dottore a cinquant’anni
Di notizie serie, gravi, tragiche i giornali sono pieni. In questi giorni, poi… Eppure ci sono fatti che non creano crisi politiche, né turbamenti o angosce, anzi, e che ti fanno riconciliare col mondo, come si dice. Piccole storie, ma capaci di farti stare meglio. Una di queste è accaduta a Parabiago. Vincenzo Ponzo, imprenditore cinquantenne, ha coronato il sogno che ha perseguito per tutta la vita: laurearsi. Bravo e auguri, verrebbe voglia di dire. Ma no, anzi sì, ma c’è di più. Il successo, è ovvio, è stato frutto di sacrifici, di fatiche, di notti passate sui libri, di vacanze bruciate a studiare statistica piuttosto che francese ("cinque volte ho dovuto darlo"!), ma è stata soprattutto una grande esperienza umana. E di questa Ponzo non si stanca di raccontarti episodi, momenti, curiosità.
Prima di tutto: l’inizio della storia. Un po’ per un’antica passione, un po’ per scommessa con il figlio Giuseppe, quattro anni fa ebbe inizio l’avventura. "Vedrai che io riuscirò a laurearmi mentre tu starai per diplomarti" diceva al figlio. E così è stato. Iscrizione alla facoltà di sociologia dell’Università di Urbino, dimenticate le vacanze per quattro anni, frequenza dei corsi estivi e studio in tutti i momenti possibili. Ma il mentore, la guida di tutta questa fatica è stata sua moglie Giuliana. Una donna decisa quanto amabile che ha saputo stargli vicino in tutti i momenti della vita e in questo periodo in modo particolare. Giuliana Ponzo ha studiato con il marito (avrebbe potuto benissimo laurearsi anche lei), ha frequentato le lezioni, ha guidato l’auto per accompagnarlo ad Urbino dandogli il cambio quando si partiva alle cinque del mattino da Parabiago, era con lui per iscriverlo agli esami, ha pianto di gioia con lui al momento dell’affissione dei risultati dello scritto di statistica. Questa storia, di cui si sono occupati molti periodici, non è solo una storia rosa, alla De Amicis. Non c’è solo il successo personale; un figlio che si è ampiamente riscattato non solo diplomandosi nel 1998 ma svolgendo, ora, un ruolo fondamentale nell’azienda paterna; una moglie che si è confermata veramente un alter ego meritando anche lei il successo del consorte. No. Questa è una storia che dimostra quanto credere nel lavoro, nell’impegno personale, nella caparbia volontà di riuscire, sia ancora un valore radicato nella gente. Quella gente che ha fatto grande il Nord, diciamolo pure, e che viene, come Ponzo, dal profondo Sud, da Casalbuono in provincia di Salerno. Ma è presente anche il valore dell’amicizia, del trovarsi affiancati gomito a gomito nello studio con giovani che potrebbero essere tuoi figli, accomunati tutti dalla voglia di riuscire, superando barriere generazionali, aiutandosi reciprocamente nelle notti insonni trascorse a studiare. La minaccia della retorica è sempre dietro l’angolo in questi casi, ma non ci lasciamo intimorire. Perché vale la pena sottolineare questa piccola Italia solidale, unita nei valori di sempre: l’amicizia di quei compagni di studio che Vincenzo Ponzo ha voluto tutti ricordare e ringraziare nella sua tesi di laurea.
Ma la storia non finisce qui. Da quella esperienza il neo dottore ha tratto l’idea per un’iniziativa imprenditoriale. Ha dato vita ad un’attività didattica volta ad aiutare chi negli studi universitari trova difficoltà, a causa del lavoro, della famiglia, dell’età.

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