Le chiacchere stanno a zero - Numero 48

Le chiacchere stanno a zero - Numero 48

"Le chiacchiere stanno a zero", a Roma si dice così! Il PdL ha vinto, punti di percentuale più o meno, ha vinto! Qualcuno si chiederà come abbia fatto, dal momento che tutti i temi politici delle elezioni a partire dalle riforme parlamentari fino ad arrivare all’immigrazione siano passati in secondo piano rispetto al vorace interesse che ha invece suscitato la vita privata del primo ministro Silvio Berlusconi. La società italiana è cambiata e con essa i valori di appartenenza. E’ necessaria una presa di coscienza che non può non tenere conto degli effetti delle nostre azioni sulla società e rifiutare la responsabilità di tali condotte nonché conseguenze. I valori della politica sono cambiati. E’ inutile e soprattutto dannoso che si gridi allo scandalo. Possiamo invece considerare ed osservare che una parte del paese riflette le preferenze che le persone esprimono nell’interesse morboso della vita privata altrui. Passione comprensibile, stiamo parlando del nostro presidente del consiglio, di colui che ci rappresenta e, vero è, che il profilo della sua vita privata ci riguarda. E se la vita del nostro presidente ci indigna perché ci propone una democrazia da avanspettacolo, da consumismo ingordo e opportunismo, perché, allora, non emerge nel vasto e propositivo panorama politico, una figura nuova, "casta", capace di arricchire la qualità politica del nostro paese? Il problema è: "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Un’affermazione profetica che in questo paese non risparmia nessuno; in questo vortice di qualunquismo, invece, voglio ricordare chi queste elezioni europee le ha vinte onorevolmente, cioè dignitosamente, meritevolmente, apprezzabilmente e… donna: Roberta Angelilli. Una donna che non ha sfruttato il vantaggio mediatico che la sinistra ha sostenuto. Una donna, che ha concentrato la propria attenzione sul bisogno e sulla fattibilità di un’educazione alla condivisione delle problematiche dei cittadini italiani e della propria identità politica in Europa. Una donna che ha anteposto la propria concretezza alla visibilità. Una donna che ha cominciato la sua attività politica in un umido seminterrato privo di finestre, in anni in cui dichiararsi di destra, soprattutto a Roma, significava fare attenzione a quando tiravi fuori la testa dal "buco". Perché qualcuno ti stava certamente aspettando. Una donna che non ha certo cavalcato le scrivanie di "Striscia la Notizia". Una donna che è politicamente cresciuta con una militanza giornaliera, lontana da una società omologante, orgogliosa delle proprie radici storiche e culturali con la voglia di condividere esperienze umane e politiche nelle quali venivano valorizzate l’appartenenza nazionale come valore sociale. Una donna che ha proiettato il proprio comunitarismo dal livello locale a quello europeo. Una donna che ha dato sostanza al valore di democrazia attraverso un concetto di partecipazione non solo politico ma anche sociale, economico e globale. Una donna già parlamentare europeo per tre volte che vanta il 90% delle presenze in aula, 595 interrogazioni, 141 proposte di risoluzione, 92 interventi in aula, relatrice per la Commissione Giustizia e Affari interni. Protagonista inoltre di numerose battaglie politiche. Non a caso fu scelta dal sindaco di Roma, Alemanno, come Capodelegazione di AN per i diritti dei minori. Si è occupata di problematiche ambientali, è intervenuta in aula per ottenere appoggio dalla Commissione europea per la ricostruzione in Abruzzo e tanto altro ancora. Una donna che ha difeso il proprio paese e gli interessi nazionali di fronte ad una sinistra che non ha perso occasione per ridicolizzare e strumentalizzare l’Italia agli occhi dell’Europa mercificando il valore di queste elezioni come propaganda per il voto. Una donna che ha lavorato, una donna di destra.


Stella Pistone

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