Santoro e i ragazzi di Nettuno - Numero 08

Santoro e i ragazzi di Nettuno - Numero 08

SANTORO E I RAGAZZI DI NETTUNO

C’è una schizofrenia particolare che evidenzia la diagnosi infausta per le sinistre che oggi, tra estremismo No Global e progressismo da V.I.P., non sanno più che pesci pigliare mentre aria di scissione tira tra margherite appassite e dichiarazioni roventi tra i vari leader.

SCENA UNO
Nell’arco di alcuni giorni, a partire da venerdì 25 febbraio, si sono potute infatti valutare le opinioni di molti di questi a partire da Santoro, noto giornalista che ha dichiarato in più occasioni di sentirsi il "padre adottivo" di Casarini, durante il suo programma Sciuscià dedicato anche alla commemorazione dei caduti di Nettuno fino all’appena trascorsa Giornata della Memoria dedicata al ricordo dell’Olocausto. Ma tutto val bene un voto, o più di uno, e mentre Santoro sciorina la sua solita tiritera da ex sessantottino d’assalto tutto "casa e molotov" si vedono le immagini del cimitero di Nettuno, luogo dove venne combattuta una delle più dure battaglie tra gli alleati anglo-americani e pochi sparuti reparti di giovanissimi militi in grigioverde affiancati dai tedeschi che cercavano di ostacolarne l’avanzata a carissimo prezzo. A poca distanza dal cimitero che contiene le spoglie dei soldati alleati sorge infatti quest’area dove sono sepolti i resti di quei ragazzi italiani, la cui età media era 19 anni, che non vollero passare armi e bagagli al nemico per mantenere fedeltà al giuramento prestato e che tennero le posizioni inutilmente a prezzo della vita; dopo i giusti onori al cimitero alleato, le autorità rendono omaggio assieme a numerosi superstiti e semplici cittadini a questi ragazzini in divisa che decisero di combattere e morire per un Italia in cui, a modo loro, credevano mentre gli alti vertici militari si stavano preparando, assieme a quella macchietta di monarca che li manipolava, a cambiare repentinamente rotta squagliandosene a gambe levate in braccio al nemico giurato di ieri. Ma le morti, come sempre, non sono tutte uguali e il cronista non può perdonare al Comune di Nettuno, che viene descritto come una cricca reazionaria di fascisti impenitenti e revisionisti convinti, di aver decretato che la manutenzione sarebbe stata possibilmente paritaria per i due cimiteri nel rispetto di coloro che in quel periodo, e ognuno con le proprie convinzioni, ci lasciò la pelle giovanissimo. E il conto non torna. Perché accanirsi contro questa città che, prendendo esempio dalle coraggiose parole del Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi, desidera sottolineare l’abominio della guerra accomunando entrambi i sacrifici? Perché presentare i giovani intervenuti come manipoli di ignoranti ragazzotti xenofobi con pericolose simpatie estremiste? Perché Santoro giustifica, comprende e spesso glorifica le violenze estremiste dei Casarini e dei suoi accoliti per poi criminalizzare un fiore su una tomba? Perché un pugno alzato e la maglietta con falce e martello non dev’essere equiparata a un saluto romano? Perché deve esistere Via Karl Marx, Piazza Stalin, Largo Togliatti e non Strada Ramelli? Perché giustificare le "Corriere della Morte" dei partigiani comunisti che in Emilia Romagna fecero lo stesso lavoro degli aguzzini delle SS degli Einsatzgruppen che utilizzavano i furgoni "Turbogas" per sterminare ebrei e handicappati? Perché quei giovani che in due differenti divise si combattevano non hanno diritto allo stesso rispetto? Non perché hanno solo perso, ma perché le sinistre, retaggio diretto dell’ideologia del P.C.I. sottolineano che la "Fedeltà alla Linea" non è decaduta nonostante l’ammorbidimento dei tempi, che non deve esistere storicamente un revisionismo di sinistra ( Stalin a parte...), che i buoni sono loro che, tra l’altro, hanno vinto e garantito il paradiso proletario a suon di sterminii e gulag. Eppure la lotta contro il nazismo era ed è stata giustificata dai terribili eventi storici a tutti noti, ma non si vuole generalmente accettare che tra fascismo e nazionalsocialismo esistevano enormi differenze virtualmente annullate da errori strategici e comodità politiche attribuibili a un Duce che però era supportato da un’ Italia adorante che al grido "Burro o cannoni" scelse questi ultimi perché i vincitori piacciono sempre fino a che questi non inizino a perdere.

SCENA DUE
Risiera di San Sabba a Trieste, Campo di Concentramento di Fossoli a Modena, l’area del Campo di Bolzano, Borgo San Dalmazzo a Trieste, nomi tragicamente noti della nostra storia nazionale recente e visti nella giornata di ieri come monumenti alla follia estremista e dell’odio eppure tutti accomunati da situazioni analoghe lungamente preparate e sotto il tiro dei riflettori: iscritti di Alleanza Nazionale contestati e cacciati, cartelli che insultano il Presidente Ciampi con scritto " I tuoi ragazzi di Salò hanno fatto questo! " e le solite triste bandiere rosse che non garriscono più a nessun vento che non sia la brezza dei ricordi. L’anno scorso un personaggio importante della Comunità braica italiana mi confidò il suo disgusto quando vedeva quelle bandiere rosse e quei personaggi presenziare la cerimonia presso il Campo di Fossoli che come sempre mi vedeva presente : " Se penso a quanti italiani di religione ebraica sono stati salvati dai fascisti, se penso a quanti sconosciuti Perlasca ci sono stati tra loro e se penso che questi qui cercano di manipolare la nostra tragedia attribuendosi ogni merito per poi dimenticare di aver fornito assistenza e armi ai paesi arabi nemici di Israele mentre bruciano le bandiere con la stella di David alle loro pacifiche manifestazioni di molto peggiori di quelle degli estremisti di Destra, mi viene da chiedere se davvero tutto questo ha un senso". E io gli risposi che sì, l’aveva ma che era dettato per ovvi scopi propagandistici da un area che ancora si illude di essere la vera voce di classi disagiate che non ci sono più e la cui esistenza è sempre più messa in discussione quando guardiamo i loro leader dilettarsi in proletarissimi hobbyes quale la pesca d’altura o la vela, il golf o le auto sportive che costano come una casa per dieci famiglie. E purtroppo conta poco che il leader di Alleanza Nazionale dichiari che il Duce non rappresenta più per lui il massimo statista del Novecento e che speri di essere ufficialmente invitato in Israele. Dubito molto che un uomo intelligente come l’On. Fini la pensi realmente così e ritengo che tali infauste affermazioni siano dettate da esigenze strategiche del momento, per giunta inutili dato che purtroppo Santoro e quelli come lui hanno ragione su un punto: essi vincono perché sono riusciti in quasi un secolo a convincere le masse che la Storia dei "Buoni" l’abbiano scritta loro e loro soltanto e con quei voltafaccia degni di un Beria riescono a sputare sulla tragedia dell’ Italia in guerra contro il mondo e poi bruciare le bandiere USA, dichiarandosi liberatori degli ebrei nei campi di sterminio e poi favorendo i terroristi che fanno stragi di innocenti in Israele. Grazie Santoro: spero solo che la storia di Perlasca, fascista che salvò migliaia di Ebrei ungheresi a rischio della vita e senza per questo rinnegare ciò in cui credeva, andato in onda in questi giorni faccia capire quanto sia povero e ipocrita il mondo che tanto vorrebbe.

Fabrizio Bucciarelli

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