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Non sopporto - Numero 57

Non sopporto - Numero 57

  • Non sopporto quelli che vogliono divertirsi per forza, partecipare d’estate necessariamente a tutto quanto viene offerto dagli alberghi o dagli stabilimenti balneari, essere protagonisti in ogni occasione “perché la vita è una”, “perché ogni lasciata è persa”.
    Proprio perché la vita è una non la voglio sprecare solo a ubriacarmi di distrazioni per non pensare a quanto sia breve …
  • Non sopporto quelli che dopo averci deliziato negli anni passati con “bestiale”, “un attimino”, “a monte”, “a valle”, ora ci deliziano con “anche no”, “anche basta”…
  • Non sopporto quelli che ad ogni piè sospinto dicono “a prescindere”! A prescindere da che! Prescindi da te stesso!
  • Non sopporto più quelli che, incontrandomi per strada, mi salutano dicendomi : “Com’è?”. Come vuoi che sia? Nuova versione del tormentone di qualche tempo fa : “Allora”?
  • Non sopporto i catastrofisti, gli uomini degli ultimi giorni del mondo, del “dove andremo a finire”, ma non sopporto neppure quelli che tirano a campare, quelli del “ tanto le cose si risolvono”, del “vedrai che le cose cambieranno”. I primi hanno una visione sempre apocalittica; i secondi mi ricordano i personaggi di certi film in cui, assistendo l’amico agonizzante, sforacchiato da decine di proiettili, lo rassicurano con “ce la farai: te lo prometto!”.  Bastasse una promessa!
  • Non sopporto gli uomini “agé” che indossano, chissà perché, improbabili pantaloni rossi o gialli; in alternativa scarpe da ginnastica rosse con perline fosforescenti. Mi viene il dubbio che all’atto del pensionamento venga fornito anche un piccolo corredo.
  • Non sopporto la mania del farsi tatuaggi. Quando ero bambino, essendo in una città di mare, mi dicevano che i tatuaggi li portavano quelli che erano imbarcati sulle navi. O quelli che erano stati in galera. Oggi tutti vogliono farsene uno. O più di uno. Da sfoggiare sulla spiaggia o per strada : nuovo tributo ad una moda antiestetica.
  • Non sopporto la moda di festeggiare il diploma di maturità con tocco e mantello e con conseguente lancio in aria del tocco! Una tradizione che non ci appartiene e che ci rende ridicoli. Non parliamo poi della nuova consuetudine di incoronare con un serto di alloro i neolaureati! E se provassimo a mettere loro in bocca anche un limone?
  • Non sopporto il politicamente corretto, in ogni sua forma; un modo spesso di dire ipocritamente con parole diverse ciò che si pensa, ma che ci si vergogna a chiamare con il proprio nome.
  • Non sopporto più me stesso, perché dovrei sopportare meglio gli insopportabili.

Giosafatte

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