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Italia sovranista - Numero 60

Italia sovranista - Numero 60

Archiviate per morte naturale parole come “destra” e “sinistra”, dopo un dibattito durato decenni, nell’ambito del linguaggio politico hanno fatto ingresso ormai da qualche anno parole come “populista”, “sovranista”, spesso accompagnate dalle più che eloquenti espressioni di “fascista” e “razzista”. Un uso quotidiano di questi termini ma, molte volte, senza conoscerne in pieno significato, riferimenti, appartenenze. Prova a darne spiegazione l’ultimo numero di “Il Primato nazionale”, periodico sovranista come viene sottotitolato, nel numero di dicembre. Al secondo anno di pubblicazione questo periodico affronta questa volta le tematiche sovraniste con un focus che tocca più aspetti. Talvolta con un linguaggio un po’ complesso e di difficile comprensione per i più, ma, si sa, la filosofia della politica non è roba per tutti i palati. E come scrive nell’editoriale il direttore del periodico, Adriano Scianca, “è un momento di scomposizione e ricomposizione dei fronti ideologici: grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. Sintomaticamente il focus si apre con l’intervista ad uno dei ministri più discussi del nostro governo, il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. E già questa scelta, un’intervista a chi si occupa di fatti concreti, a chi si occupa di disabilità, di sostegno alle famiglie, di rilancio demografico la dice lunga. Non quindi, un “ideologo”, che parla di astratte teorie politiche, ma uno che punta al  cuore dei problemi. Così il Ministro ha snocciolato le novità proposte dal suo ministero: un notevole potenziamento del Fondo Famiglia, come pure di quello per le disabilità e l’incremento dei finanziamenti per gli “incentivi alla natalità”; attenzione economica per gli asili nido; per il congedo dei padri, ecc. Insomma questo governo non è solo “quota 100”, sicurezza e reddito di cittadinanza (anche se si parla quasi solo di questo), ma ha una visione politica di lunga durata che investe davvero nel futuro del Paese e che affronta il problema, per non dire il dramma, della denatalità. Ed anche sulla questione delle famiglie gay, il Ministro Fontana non le manda a dire ma chiaramente: ”Lo dico ancora una volta: non ho niente contro i gay. Dopo le parole che mi sono state attribuite molti di loro mi hanno manifestato solidarietà. Detto questo, penso che un bambino abbia bisogno di un papà e di una mamma e non di un “genitore 1” e di un “genitore 2”.” Punto. Chiarezza, chiarezza ci vuole e coraggio contro il cosiddetto “politicamente corretto”. Ma il focus continua con altri articoli passando in rassegna gli altri partiti populisti europei e soprattutto con un invito al governo Conte a proporsi come “occasione per ridefinire le categorie”. Certo dare questa responsabilità all’attuale governo che arranca quotidianamente con non poca difficoltà, diviso tra diversi modi di vedere tra leghisti e “5 stelle” (al di là del “contratto” di governo), con i vari scivoloni anche a livello europeo che sono avvenuti, sembra piuttosto azzardato. Eppure nell’articolo di Fabio Torriero vengono messi in luce aspetti che stanno caratterizzando questo strano governo. Appare, cioè, il rafforzamento di nuove categorie politiche, come forze in contrapposizione: “popoli contro caste, identità contro globalismo, sovranità politica contro economia finanziaria”. Siamo convinti che quanto evidenziato da Torriero corrisponda a verità. La scommessa è tutta, ed ovviamente non si tratta di poco, nella realizzazione pratica di queste nuove categorie, nel loro successo. Scalzare le ormai desuete e morte categorie di “destra“ e “sinistra” per far spazio a nuovi modi di vedere, che rispondano alle esigenze del mondo di oggi: questa la scommessa. E forse, proprio questo governo formato da forze molto diverse tra loro, con una notevole carica dialettica tra di loro e anche all’interno del Movimento “5 stelle”, forse proprio questo governo che fa scintille, potrebbe realizzare questo cambio epocale. E chissà che l’opposizione, accusata di non esistere, e che si limita a non essere propositiva ma solo verbalmente caustica, non stia dimostrando proprio con il suo atteggiamento la fine di un’epoca politica.

Giosafatte

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