La scuola, la riforma e la gioventu’ di destra - Numero 07

La scuola, la riforma e la gioventu’ di destra - Numero 07

LA SCUOLA, LA RIFORMA E LA GIOVENTU’ DI DESTRA
In questa fine d’anno ad occupare le nostre giornate non c’è stato solo l’avvento dell’euro (con le inevitabili file degli italiani per accaparrarsi per "primi" il kit di monetine: il nuovo gioco popolare…) o la trionfalistica scoperta che siamo più "civili" (non ci sono stati morti per scoppi di petardi in questo capodanno, ma solo centinaia di feriti…). No. Ci sono stati anche gli Stati generali della scuola, per altro spostati all’ultimo minuto da Foligno a Roma per timore della piazza studentesca. La scuola : la grande malata, come spesso viene definita. E di questo qui si vuol parlare. Non entro nei dettagli delle 87 pagine del Rapporto del Gruppo ristretto di lavoro, la cosiddetta Commissione Bertagna: vorrebbe dire proprio iniziare l’anno con una mazzata. Ma vorrei mettere a confronto due documenti che, pur diversi tra di loro, analizzano il Rapporto in questione mantenendosi su linee generali, anche se fondamentali. Il primo è l’articolo, pubblicato sul sito Educazione&Scuola, di Raffaele Iosa, ispettore tecnico del MIUR, dal titolo: "Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi". Il secondo è il "Documento rivendicativo sulla scuola di Azione studentesca", l’organizzazione giovanile di AN. Una prima battuta polemica : il documento di Azione studentesca è circolato in internet sulla ML di AG, con preghiera di diffusione, ma non ha ottenuto alcun commento da chicchessia. Forse il documento era eccessivamente lungo per essere letto e discusso con attenzione ( non più di tanto, invero) o forse i giovani di Destra sono più facilmente portati agli scontri verbali per il "camerata Priebke" piuttosto che per donna Letizia… Comunque l’articolo di Iosa mette subito il dito sulla piaga a proposito del documento Bertagna: "E’ il primo esplicito manifesto pedagogico di una nuova destra reazionaria, rimasta carsica e rancorosa dagli anni 60 in poi, che riemerge approfittando di un "ritocco" ad una legge, verso un nuovo modello pedagogico, oggi assente nel paese: la scuola come nuova e più raffinata selezione sociale. La scuola di massa della selezione". Punto. Neanche ci trovassimo di fronte ad una nuova Riforma Gentile ( che, fra l’altro sta vivendo una stagione di grandi riconoscimenti da parte di intellettuali marxisti ; a questo proposito si legga l’articolo di Pasquale Chessa, "Riforma Gentile, tutto il resto è un’imitazione", in Panorama del 13 dicembre). Ci troveremmo di fronte, quindi, ad una nuova forma di selezione, tanto temuta dalla sinistra quanto desiderata dalla destra; ma nella piattaforma dei giovani di destra non mi pare che si faccia alcun riferimento a ciò. Silenzio assenso? Boh. Iosa non esita a richiamare alla memoria il mito di Erode, passando per Iva Zanicchi…invitando a leggere il documento Bertagna "lasciando sullo sfondo l’architettura organizzativa, meno interessante". Ma per lui il massimo lo si raggiunge quando il documento del MIUR parla di "equità", un paragrafo a sé stante. Lì, partendo da don Milani, si registra per l’ispettore tecnico il capovolgimento più completo di quanto espresso dal sacerdote di Barbiana. Si tratterebbe, infatti, della nascita di un "conservatorismo compassionevole" : "Non c’è redenzione in questa teoria, non c’è speranza, non c’è sogno, c’è solamente paura delle società aperte, c’è involuzione culturale ed economica che pagherà il paese tutto…".E via discorrendo, sottolineando che "altro che le tre "I", qui ci sono le tre "S" : selezione, selezione, selezione". Nel documento di Azione Studentesca ci sono ampi riconoscimenti alla validità del documento, ma si rintracciano facilmente pure critiche severe, come quelle riguardanti il voto di condotta o la struttura degli organi collegiali o la rappresentanza degli studenti a livello nazionale. Insomma sembra quasi che la preoccupazione maggiore sia per certe garanzie che salvaguardino atteggiamenti movimentisti piuttosto che la scelta didattica e pedagogica generale. Con questo non volendo certo negare l’importanza e la fondatezza dei dubbi espressi. Allora, fermo restando che su queste pagine apriamo il dibattito sul problema della scuola e che ci riserviamo di intervenire di nuovo in prima persona analizzando gli aspetti più qualificanti dell’ipotesi (perché di questo si tratta) elaborata dalla Commissione Bertagna, ci sembra importante che la gioventù di destra si apra ad un vero e proprio dibattito. Non polemiche sterili dettate da acrimonia verso la scuola privata (o pubblica, a seconda dei casi); non solo questioni riguardanti la "rappresentanza sindacale" negli organi collegiali per la componente studenti; ma affrontare direttamente la questione, perché se si crede che è in gioco - senza retorica - la nostra civiltà, il nostro modo di vivere la vita, ebbene che ci sia anche una riflessione più alta.

Antonio F. Vinci

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