Print this page
Perché la Lega - Numero 57

Perché la Lega - Numero 57

E ritorniamo a scrivere sul Barbarossaonline! Un silenzio durato anche troppo, dovuto a difficoltà oggettive. Ma ora ritorniamo. Come già altre volte, dopo altre interruzioni, riprendiamo  con la solita volontà di spendere una parola di riflessione in più. Il Barbarossaonline questo vuole essere: un luogo di riflessione, una pubblicazione di opinioni, un ritorno su fatti e notizie già noti o meno noti, con l’intento di non far scivolare nel dimenticatoio accadimenti e notizie travolti dalle infinite novità. Oggi tutto sembra perdere spessore; tutto viene ingoiato dalla folla di ciò che accade e che viene diffuso con sempre maggiore velocità. Ecco, noi vogliamo fermarci a riflettere su alcuni dei temi più scottanti, anche di carattere locale. Non abbiamo soluzioni preconfezionate né ci ergiamo a maestri o tuttologi. Vogliamo renderci conto della realtà che ci circonda senza uniformarci al pensiero unico; vogliamo esprimere le nostre idee magari dettate da semplice “buon senso”, senza per questo essere accusati superficialmente di populismo. Fedeli alla nostra linea editoriale, vogliamo esprimere una posizione di Destra, senza pretendere di esserne i custodi o gli interpreti.

Già ma, tanto per cambiare, cos’è la Destra? Quale è la Destra oggi? Ormai sono anni che ci interroghiamo su questa questione e, attendendo una risposta, la Destra … è scomparsa. Forse dire “scomparsa” è un  po’ troppo, ma ridimensionata sì. O almeno si è ridimensionata la Destra tradizionale, quella alla quale eravamo abituati. Ridimensionata perché, ovviamente, i tempi cambiano; cambiano le problematiche d’ordine generale, cambiano anche le persone e quelli che sostengono le idee, cambiano gli scenari interni e internazionali. D’altra parte parlare – anche in un momento  di crisi dell’  identità europea – di una Destra nazionalista ha senso? Come non ha più senso parlare di Sinistra. Ma sono temi che ormai risultano vecchi, affrontati già da molti anni. Categorie desuete ma dure a morire, perché comode per etichettare situazioni ed idee. E allora  guardiamoci attorno, guardiamo nello scenario italiano. Quanta gente, militanti, simpatizzanti, elettori di Destra, di quella Destra tradizionale di cui si diceva, si sono rivolti oggi alla Lega? E perché? Non si tratta semplicemente di gente che “sale sul carro del vincitore”, perché la Lega non ha ancora vinto, se non in alcune regioni. Probabilmente si tratta di gente che avverte l’inadeguatezza, oggi, della Destra politica come tradizionalmente si è presentata nel panorama  italiano. Una inadeguatezza che è per alcuni versi, anche se in modo minoritario,  il chiudersi in formazioni di nicchia, di testimonianza, senza alcuna reale possibilità di incidere nella realtà politica quotidiana. Per altri versi una Destra che dà  segni di logoramento dopo un periodo in cui sembrava poter rivestire un ruolo più importante nella politica italiana. La Lega, invece, è apparsa da subito come movimento legato alla figura di un leader, Umberto Bossi, e che ora con Salvini è riuscita a raggiungere percentuali ragguardevoli, facendo dal punto di vista del consenso elettorale esattamente il cammino contrario rispetto alla Destra politica tradizionale in questi ultimi anni. Salvini interpreta il malumore della gente, la paura della gente; lo fa anche Fratelli d’Italia, ma con risultati diversi. Salvini ha compiuto un’operazione importante: pur facendosi portavoce delle istanze del Nord, che appare sempre più la locomotiva d’Italia rispetto ad un Sud che fa sempre più fatica, vuole fare della Lega non più un movimento regionale ma un partito nazionale. Guardando alle prossime elezioni politiche, nell’intervista rilasciata a Paola di Caro al Corriere della sera del 24 luglio, Giorgia Meloni ha così sintetizzato : “Se si va ad una coalizione, più anime si rappresentano e meglio è. Accanto a FI che è il centro liberale, la Lega che porta avanti le istanze del Nord, Fdl che si batte per il patriottismo nazionale, si può aggiungere un centro moderato”. La gente guarda sempre più alla Lega perché si presenta come un movimento che fa della concretezza e della coerenza la sua bandiera. Salvini in TV non urla, ma fa ragionamenti : semplici, razionali e comprensibili da tutti. Appare sempre più come “uno di noi”, un cittadino stanco della situazione di degrado in cui versa il paese e la politica, senza paura d’essere tacciato di qualunquismo o di razzismo, ma anzi chiarendo con dati alla mano la situazione del Paese. Salvini ha il pregio di presentarsi come il classico “bravo ragazzo” che non offende gli interlocutori, non perde mai la pazienza (e non so come faccia …), non interrompe gli altri quando parlano ma attende pazientemente il suo turno. E’ un modo diverso di fare politica e di sostenere le proprie idee. Non indossa completi, camicia e cravatta, né tanto meno il “doppio petto”, ma jeans, camicia o una delle tante felpe che riproducono slogan o appartenenza. Ad un leader che si muove politicamente così il consenso non potrà mancare. A questo movimento guardiamo con interesse proprio noi che per mezzo secolo ci siamo identificati nella Destra. E’ in atto un’evoluzione nell’ambito della Lega: se saprà coniugare le istanze autonomistiche nell’ambito dell’unità nazionale, se saprà cogliere e far comprendere la ricchezza delle diversità regionali in un concerto nazionale, potremo dire che è nato un nuovo modo di concepire la Destra, che non è più la Destra come l’abbiamo sino ad ora intesa ma quella  che guarda alle autonomie regionali per costruire dalle ceneri di questo Paese un’Italia nuova e moderna. Un’Italia unita nella diversità.

Antonio F. Vinci

Share this article