Settembre 1864 - Numero 48

Settembre 1864 - Numero 48

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • SETTEMBRE 1864
  • NEWS CURIOSE DAL MONDO


    SETTEMBRE 1864

    Il programma delle celebrazioni che avranno luogo nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità, soprattutto a Torino, è in fase di avanzata predisposizione, e col passare del tempo si arricchisce di nuove iniziative. Ma l’omaggio ai Padri fondatori non deve ignorare che il percorso verso la conquista dell’indipendenza fu caratterizzato, come spesso accade, da ingiustizie e prevaricazioni. Il giovane Regno proclamato nel 1861, ad esempio, decise di trasferire la capitale a Firenze come passaggio interlocutorio rivolto a sottolineare, se non altro a fini di politica estera, che il completamento della strategia unitaria non avrebbe potuto prescindere dalla questione romana; nondimeno, tale provvedimento parve significare che Torino ed il Piemonte, in assenza di adeguate perequazioni, fossero ingiustamente penalizzati nonostante i sacrifici compiuti ed il tanto sangue versato nelle vicissitudini e nelle guerre del Risorgimento. In pratica, si attuava la cesura fra una Monarchia che ormai guardava dichiaratamente a Roma, e la cittadinanza subalpina, nel cui ambito vennero a maturazione diverse manifestazioni di pacifica protesta. Era logico prevedere che il declassamento sarebbe stato la premessa di una decadenza con cui il Piemonte, disgregato dai legami tradizionali col resto dell’Europa, sia pure allo scopo di "fare" l’Italia, si deve ancor oggi confrontare. Non a caso, talune tendenze centrifughe degli ultimi tempi, come quelle che hanno supportato la nota vertenza sull’Alta Velocità, traggono origine, sia pure indiretta e lontana, da antiche delusioni nei confronti di un potere centrale anonimo e sostanzialmente miope, ben diverso da quello della non dimenticata oligarchia subalpina di matrice cavouriana. Nel triste autunno del 1864 la protesta fu soffocata nel sangue ed i cittadini torinesi, nelle cui file si trovarono accomunati uomini e donne d’ogni età e condizione, vennero massacrati alla stregua di banditi o di rivoltosi, anche se inermi. In particolare, nei moti del 21 e 22 settembre si contarono 52 morti e quasi 200 feriti, caduti in un’assurda repressione indiscriminata con scariche di fucileria ed assalti alla baionetta: e quel che è peggio, senza alcuna preventiva intimazione. Ad aggravare il trauma si aggiunse il fatto che ad intervenire furono, in buona parte, militari affluiti dai nuovi territori aggregati al Regno di Sardegna coi plebisciti del Centro e del Mezzogiorno, cosa che contribuì ad accrescere la discrasia fra il Piemonte ed il resto d’Italia, di cui si avvertono tuttora alcune conseguenze. Si deve onestamente ammettere che l’oblio dei fatti di Torino del 1864, di cui non esiste traccia in gran parte della storiografia, assume una valenza emblematica: l’oleografia del Risorgimento, che non giova agli stessi valori di uguaglianza, oltre che di indipendenza e di libertà, su cui si era dichiarato di voler costruire la nuova Italia, ha censurato questo massacro, che sarebbe meglio definire strage di Stato. Non è un caso isolato: basti pensare alle migliaia di contadini meridionali e di legittimisti borbonici che vennero accomunati ingiustamente ai cosiddetti briganti, e furono Vittime incolpevoli di analoghi, ed a più forte ragione, tragici errori. Ma ciò non significa che uno Stato moderno, e sicuro dei propri valori, non possa e non debba fare massima luce, in primo luogo sulle pagine più scure e meno commendevoli della sua storia.

    c.m.


    NEWS CURIOSE DAL MONDO
      1. Nel Kentucky ottiene sempre piu’ successo l’insolito museo della Creazione. Ha raggiunto infatti i 750.000 visitatori... ma di che si tratta? Il museo della Creazione racconta la storia dell’evoluzione umana con una lettura biblica sull’idea di un universo di soli 6000 anni e creato da Dio in sei giorni. L’eta’ preistorica e’ alquanto "ristretta" in poche migliaia di anni e i dinosauri, tutti, si sono estinti nel 2.348 avanti Cristo. Ogni conoscenza storica o scientifica dell’uomo viene qui totalmente "rivoluzionata".


      1. Il patron della formula 1, Bernie Ecclestone, in un’intervista al "Times" ha lodato Hitler e la sua capacita’ di leadeship affermando "In molti modi, suppongo sia terribile da dire, al di là di cio’ che ha fatto, Hitler era in grado di comandare molta gente e di fare le cose". Ha criticato le democrazie dichiarando che "non hanno fatto poi così bene a molti paesi, compresa la Gran Bretagna". Infine ha dato il suo sostegno a Max Mosley per le sue capacita’ di comando. Max Rufus Mosley è il presidente della FIA, l’associazione non-profit che rappresenta circa 150 Automobil Club nazionali di oltre 100 paesi del mondo, nonché organo di governo della Formula 1 e di altri sport motoristici internazionali. Ma Mosley e’ anche un cognome noto in Inghilterra per altre ragioni... il padre di Max era infatti Sir Oswald Mosley, ex ministro laburista che, abbracciando ideologie antisemite e nazi-fasciste, fu il fondatore e leader della British Union of Fascists (il partito fascista britannico).


      1. John Sawers, il neo-nominato capo degli 007 britannici rischia ora il posto a causa di facebook... la moglie ha infatti pubblicato ingenuamente foto e dettagli sul marito causando una "falla" nella sicurezza dei servizi segreti di sua Maesta’.


      1. A Raleigh, una citta’ del North Carolina, gli addetti alle fognature stavano facendo un normale controllo, nella zona sottostante il centro commerciale Cameron Village. All’improvviso, pero’, si sono trovati un "mostro" delle fogne. Cosa sara’? Ecco il video che e’ girato per tutto il mondo.

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