1931, Albert Einstein - il mondo come io lo vedo - Numero 52

1931, Albert Einstein - il mondo come io lo vedo - Numero 52

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • 1931, Albert Einstein - Il mondo come io lo vedo
  • Roberto Beretta, Avvenire, 24 aprile 2012
  • A. Morlacchi, La Provincia,23 aprile 2012
  • Marine Le Pen sfonda. Un risultato mai visto, La Prealpina, 23 aprile 2012
  • Marcello Veneziani, Perché la destra è stata squalificata, Il Giornale


    "Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ’superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
    (1931, Albert Einstein - Il mondo come io lo vedo).


    "Nikolajewka: c’ero anch’io". "Fronte greco-albanese: c’ero anch’io". "Prigionia : c’ero anch’io"… Ma tra le raccolte di testimonianze belliche cui Giulio Bedeschi si dedicò dal 1972 al 1990, esplorando praticamente tutto il nostro scacchiere nella seconda guerra mondiale, non si trova alcun "Repubblichini : c’ero anch’io". Eppure doveva conoscerla bene Bedeschi, quella storia, dal momento che ne aveva fatto parte in posizione dominante: federale di Forlì, direttore del bisettimanale fascista Il Popolo di Romagna, comandante della Brigata Nera "Capanni". Già : l’ufficiale medico nonché alpino Bedeschi - avendo partecipato come volontario e con molto onore alle campagne d’Albania, di Jugoslavia e di Russia - dopo l’8 settembre 1943 aveva deciso di aderire a Salò. E tale circostanza probabilmente non è estranea al fatto che, dopo la guerra e per una dozzina d’anni, il manoscritto delle Centomila gavette di ghiaccio abbia collezionato ben 16 rifiuti presso diversi editori, prima di trovare in Mursia la casa (fondata tra l’altro da un ex partigiano) che ne ha stampate finora 4 milioni di copie".
    (Roberto Beretta, Avvenire, 24 aprile 2012, pag.25).


    "A luglio Il Comune non avrà più soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti". Lo ha pubblicamente affermato Attilio Fontana, sindaco di Varese, a Ville Ponti, durante l’assemblea annuale di Confagricoltura. Il problema è collegato alla nuova tassa, l’IMU, che porterà un gettito inferiore a quello anticipato e anche dei tagli".
    (A. Morlacchi, La Provincia,23 aprile 2012, pag.10)


    "A 43 anni, eletta alla testa del partito nel gennaio 2011, la leader dell’ultradestra potrà andare fiera del suo bilancio, un anno e mezzo trascorso a ripulire il partito degli strascichi xenofobi e razzisti del padre. Tanto lui era provocatore, offensivo e antisemita, tanto lei si sforza di apparire conciliante e moderata. Per la campagna elettorale, ha puntato su immigrazione e priorità nazionale, su protezionismo e uscita dall’euro. Ha sempre sostenuto di essere la sola candidata antisistema. Ha fatto leva sulle paure della mondializzazione, degli stranieri, dell’islam. La "figlia del capo" ha vinto tutte le scommesse. Il primo maggio renderà nota la sua indicazione e, dall’alto del suo 20%, potrebbe cambiare davvero la partita tra Sarkozy e Hollande.
    ("Marine Le Pen sfonda. Un risultato mai visto", La Prealpina, 23 aprile 2012,pag. 4)


    "Perché non sorge in Italia una destra legittimata intellettualmente, si chiede su Il Mulino Galli della Loggia? Stilo un catalogo di indizi. Perché la volete a misura vostra, che di destra non siete, e non ne accettate altre. Perché le sole destre legittimate sono per voi quelle morte, inesistenti o nemiche delle destre in campo. Perché il controllo culturale è ancora in mano a una setta, ieri a prevalenza comunista e azionista, poi radical progressista, sempre politicamente corretta e intollerante. Perché avete delegittimato non solo i neofascisti,che peraltro non amano definirsi di destra, ma anche le destre legate alla tradizione, comunitarie, nazionali e sociali, che sul fascismo avevano un giudizio diverso dalle vulgate ufficiali. Perché anche i giornali non di sinistra, fautori del bipolarismo, come il Corriere della sera, temono di ospitare opinioni e autori schiettamente di destra mentre non temono di pubblicare opinioni e autori apertamente di sinistra. Perché sono ignorate opere, idee, proposte provenienti da destra e gli autori sono silenziati, o al più targati in quadretti manieristi di appartenenze, sbrigati nel folclore o vituperati su risvolti marginali. Perché dopo decenni di divieti nel nome dell’antifascismo si sono beccati il divieto nel nome dell’antiberlusconismo. Perché le forze di centro-destra e loro affluenti considerano le idee un’arma impropria, identificano popolare con volgare e diffidano dei libri come portatori di malattie. Perché ora è troppo tardi, destra e sinistra indicano solo le scarpe".
    (Marcello Veneziani, Perché la destra è stata squalificata, Il Giornale,26 aprile 2012)

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