Dopo i congressi provinciali: la destra sociale verso Bologna - Numero 09

Dopo i congressi provinciali: la destra sociale verso Bologna - Numero 09

Riportiamo l’ articolo sul Congresso di AN a Milano, in preparazione del Congresso di Bologna, scritto da Carlo Fidanza, Presidente provinciale di AG. Anche se potrà sembrare ormai datato, ci sembra che rivesta un’importanza documentale degna di nota.



DOPO I CONGRESSI PROVINCIALI: LA DESTRA SOCIALE VERSO BOLOGNA

Si è da poco conclusa la tornata congressuale milanese di Alleanza nazionale con l’elezione dell’On. Gamba alla Presidenza della Federazione cittadina e dell’On. Alboni alla Presidenza della Federazione Provinciale.

In entrambe le assisi la Destra Sociale, la componente che a livello nazionale fa riferimento al Ministro Alemanno ed al Presidente Storace, ha contribuito in maniera cospicua all’affermazione dei candidati di Destra Protagonista (corrente che fa capo a Ignazio La Russa), in alternativa a quelli della componente Nuova Alleanza sostenuti da Muscardini, Servello e Borsani.

Il sottoscritto, con l’Assessore Frassinetti ed i tanti altri quadri e militanti della Destra Sociale, ha scelto di dare fiducia a quella classe dirigente che negli ultimi anni ha favorito la crescita e la progressiva acquisizione di ruoli istituzionali di prestigio per AN a Milano e provincia.

Certamente un percorso irto di difficoltà, magari contrassegnato da qualche fisiologico errore di valutazione o di gestione, sicuramente un percorso migliorabile. Di contro però l’alternativa non era un percorso, era un cartello congressuale che nasceva dalla sommatoria di rivendicazioni personalistiche e non da una progettualità realmente alternativa in termini di contenuti e proposte.

Da sempre all’interno di AN la Destra Sociale è la componente più attenta alla definizione dei contenuti dell’azione politica: non potevamo di certo rinunciare a questa peculiarità per avallare le esigenze di visibilità di qualche dirigente che invece, quando in passato c’è stato da confrontarsi duramente nel merito delle proposte, è sempre rimasto coperto ed allineato dietro le trincee di una finta opposizione.

La Destra Sociale milanese ha avuto da questi congressi una giusta visibilità, si è ritagliata un ruolo di soggetto credibile nella conduzione del Partito, nella ridefinizione del suo assetto organizzativo ma, ancor più, nella definizione della linea politica.

L’alleanza con Destra Protagonista ha premiato perché fondata su una comune militanza, su una condivisione di idee e prospettive di rafforzamento del Partito.

In questo senso anche l’adesione di Azione Giovani, pressoché assoluta pur nel quadro di quell’autonomia del mondo giovanile di cui da sempre siamo i principali sostenitori, si è rivelata importante, forse anche più del pur buon dato numerico.

Il contributo di Azione Giovani è stato, forse per la prima volta, interamente recepito dai nuovi Presidenti Provinciali, il che ci rafforza nella convinzione di poter intraprendere un comune percorso di crescita che veda il Partito impegnato maggiormente nella valorizzazione del mondo giovanile, tanto come potenziale fucina di classe dirigente quanto come elemento fondamentale per radicare il consenso della Destra nella società.

E’ anche con questo spirito che la Destra Sociale si presenta all’appuntamento congressuale di Bologna, consapevole di rappresentare istanze profonde e radicate, sia in termini politici che organizzativi.

Ci impegneremo affinché AN esca da Bologna con la convinzione rafforzata di poter incidere ancor più nelle politiche di governo della CdL, determinando ad esempio la riforma del Welfare in senso comunitario, la ripresa del dialogo sociale a partire dallo "Statuto dei Lavori" e dall’ampliamento delle tutele per tutti quei lavoratori atipici che il sindacato confederale (in particolare la CGIL) non è in grado di rappresentare, la rivoluzione partecipativa nel mondo dell’impresa.

Accanto alle nostre tematiche sociali di sempre, che oggi assumono nuova forza in una fase in cui sono tornate di moda le pallottole come strumento di risoluzione dei conflitti sociali, dovremo rilanciare la battaglia per le riforme istituzionali, la democrazia diretta ed il presidenzialismo come necessario compendio al progetto di devoluzione.

Un accento forte dovremo tornare a porre sulla libertà della cultura e sul sapere critico, rilanciando con coraggio l’iniziativa per il pluralismo editoriale nella scuola, per la parità scolastica; dovremo dotarci finalmente di una politica culturale di ampio respiro che si sviluppi da un lato all’interno, attraverso una scuola di formazione dei quadri, dall’altro all’esterno con centri studi e "think tank" in grado di supportare la nostra azione di governo.

Siamo chiamati a rivedere l’assetto organizzativo interno, rimarcando la scelta partecipativa, ed anzi estendendola anche all’elezione del Presidente Regionale, procedendo quindi nel senso di una regionalizzazione responsabile del Partito; d’altro canto si dovrà procedere alla ridefinizione, o forse all’eliminazione, dei circoli ambientali che si sono sviluppati in questi anni in palese contrasto con la logica di Fiuggi che invece li introdusse.

In sostanza, costruire un Partito ben strutturato, un Partito agile e "messo in rete", cioè in grado di far circolare tutte quelle energie positive e quelle realizzazioni che ne contraddistinguono da anni l’azione sul territorio.

Un Partito politicamente evoluto, in grado di incidere profondamente sui prossimi scenari nazionali ed europei; una Grande Destra di popolo che torni a volare alto.

Carlo Fidanza

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