Lutto per la destra legnanese: e’ morto Franco Colombo - Numero 13

Lutto per la destra legnanese: e’ morto Franco Colombo - Numero 13

LUTTO PER LA DESTRA LEGNANESE: E’ MORTO FRANCO COLOMBO

Mercoledì 2 ottobre è morto Franco Colombo. Ex Assessore alla Polizia municipale nella prima Giunta Cozzi a Legnano, Franco Colombo é stato da sempre la bandiera della Destra cittadina. Consigliere comunale del MSI dal 1961 al 1990, nel 1997 aveva ricoperto la carica di Assessore alla polizia urbana per AN fino a quando, nel dicembre del 2000, si era dimesso per il sopraggiungere di guai giudiziari che lo avevano travolto. Da quel momento Franco Colombo si era ritirato dalla scena della vita politica. Eppure la sera in cui AN celebrava il suo trionfo, quando negli Uffici comunali lo spoglio delle ultime amministrative dava ad AN un incremento del 75% dei voti, non aveva potuto esimersi dal farsi vedere tra i corridoi, tra i vecchi camerati. Gli sarà costato muoversi tra la folla che assiepava i corridoi, sentirsi silenziosamente additato, ma quella vittoria, ora che si era messo in disparte e non aveva più alcuna carica, era anche la sua vittoria. E gli avrà addolcito un po’ il cuore dalle tante amarezze che stava subendo. Franco Colombo è stato amato dai legnanesi, per il suo carattere schietto, sempre disponibile : un uomo buono. Il sindaco Cozzi ha ricordato con affetto Colombo, sottolineandone con passione la sua generosità. Il giorno dei suoi funerali la chiesa di Santa Maria delle Grazie era gremita sino al sagrato. Erano presenti quasi tutti i Consiglieri comunali insieme alle massime cariche della città e molta, molta gente. Commovente la partecipazione dei contradaioli di San Martino che, con il Gran Priore Sandro Gregori e il capitano, tutti con il foulard con i colori della Contrada, facevano ala alla folla. Presso l’altare sostavano il gonfalone del Comune e della Contrada di San Martino, listati a lutto. Non un segno di Alleanza Nazionale, né una bandiera tricolore. L’uomo che per quarant’anni ha rappresentato il partito se n’andava con il saluto dei suoi contradaioli e del suo Comune, non dei suoi camerati. Non un saluto, neppure la breve cerimonia dell’appello con la risposta "Presente!". All’uscita dalla chiesa un drappello di vigili urbani gli rendeva gli onori, mentre a tumulazione avvenuta il Gran Priore di San Martino, Sandro Gregori, si staccava dalla folla e deponeva sulla sua bara il foulard della Contrada. I suoi camerati sostavano distanti, imbarazzati.

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