Legnano - Numero 39

Legnano - Numero 39

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LEGNANO
  • CASTELLANZA
  • MALPENSA



    LEGNANO

    Una poltrona per due?

    La prossima primavera non porterà solo le rondini ma anche il nuovo sindaco di Legnano. Eh sì, perché le amministrative già incalzano in città e i preparativi, le alleanze, i "si dice" ormai sono all’ordine del giorno. Su "Il Giorno" di domenica 22 ottobre, inserto di Legnano, intervista al sindaco Cozzi. Non si sbilancia più di tanto l’avvocato Cozzi, ma noi pensiamo proprio che la prossima Amministrazione, in caso di vittoria della Casa delle libertà, lo possa vedere, anzi lo debba vedere, presente, pur con un ruolo diverso rispetto al passato. Infatti l’attuale legge elettorale non permette una sua terza candidatura a sindaco. Certo il riferimento all’assessore Lorenzo Vitali come a suo probabile successore non è esplicito, ma dalla stessa intervista si evince che Cozzi pensi a lui come al nuovo inquilino a Palazzo di Città. D’altra parte Vitali è stato stretto collaboratore di Cozzi, ha sempre operato bene, è persona corretta ed efficiente, lontano dalle beghe e dalle polemiche : un galantuomo. E Cozzi potrebbe cogliere la realizzazione del suo programma proprio nel mandato a Vitali. Ma le altre forze politiche della città cosa potrebbero dire? Cozzi è stato espressione di Forza Italia, pur non essendo direttamente impegnato in quel partito. La valutazione del suo operato è, secondo chi scrive, più che positiva; Cozzi era apparso sulla scena pubblica,lo ricordiamo bene, come nome nuovo, come un non politico, come un personaggio che pochissimi conoscevano, se non dal punto di vista professionale. Ma indubbiamente Cozzi ha fatto il bene della città; le critiche, poi, sono sempre possibili, ma l’unanimità in politica non la si raggiunge neppure all’interno dello stesso partito, immaginarsi in una città. Ma forse ora le altre forze politiche potrebbero chiedere a Forza Italia di passare la mano. Oltre tutto sulla sua strada c’è stato il macigno dell’arresto del vice sindaco Carmelo Tomasello, e questo - senza entrare nel merito della vicenda - non depone certo favorevolmente per l’immagine degli azzurri. E’ proprio Alleanza Nazionale che può, a questo punto, rivendicare la poltrona di sindaco. Dalla sua ci sono i numeri e ci sono le persone. Alleanza Nazionale è cresciuta come non mai alle ultime amministrative. A Palazzo Malinverni An è ben rappresentata: ci sono 5 consiglieri, di cui uno è il Presidente del Consiglio comunale,l’ ottimo Massimo Colombo, e due assessori : Franco Falco e Rosamaria Codazzi. E su questi due ultimi nomi si potrebbe giocare la prossima candidatura. A meno che non si faccia avanti un nome, se non nuovo, al di sopra delle parti. D’altronde anche Cozzi è stato uomo al di sopra delle parti. Franco Falco è la figura storica della destra legnanese. I suoi anni di presenza al Consiglio comunale, la sua competenza, l’incarico che attualmente ricopre di vicesindaco sono tutti aspetti che lo spingono verso la candidatura. Rosamaria Codazzi è una donna tenace e capace, assessore all’istruzione, dove ha ben lavorato; conosce bene la macchina amministrativa ed ha un suo seguito personale nella città. Ora : non nascondiamoci dietro un dito. I due personaggi sono ugualmente validi; la differenza la farà l’appartenenza ad una corrente piuttosto che ad un ’altra ( con buona pace di chi sostiene che le correnti non ci sono più nel partito…). Falco rappresenta la continuità, la correttezza, la Destra che è giunta al governo della città dopo tanti anni di dura opposizione, quando c’era anche il pericolo per la propria vita ad essere di destra. Codazzi rappresenta la grinta di chi è cresciuto in AN, il modo di fare di chi vive nelle cose, l’altra metà del cielo che è rappresentata anche a livello di Coordinamento regionale sia in AN che in Forza Italia.

    Antonio Vinci


    CASTELLANZA

    Tra i due litiganti…la maggioranza gode

    La barca dell’Amministrazione di Fabrizio Farisoglio ha ormai preso il largo. A Castellanza la Giunta di centrodestra veleggia tranquilla in un mare sostanzialmente a calma piatta. Certo ogni volta che si apre una seduta del Consiglio comunale ci sono i soliti interventi estemporanei dettati più dalla voglia di protagonismo che da reali motivi amministrativi, ma questo fa parte del gioco. A volte la retorica politica si taglia a fette come la polenta… o gli interventi rassomigliano più a dei comizi… ma la disponibilità del Presidente del Consiglio, Maurizio Frigoli, permette queste lungaggini che, tutto sommato, possono servire ad un più approfondito dibattito interno al Consiglio stesso. O, per lo meno, vediamola così… La novità di questi giorni è rappresentata, invece, dalle dimissioni di Benedetto Di Rienzo, capogruppo di "Castellanza Democratica". Al suo posto è subentrato il primo dei non eletti : Mario Rossi. Indubbiamente si è notato in Consiglio un certo imbarazzo, perché Mario Rossi alle ultime elezioni era il candidato del centrodestra, che ora lo vede in una lista di minoranza e di opposizione. E l’altra sera, all’atto del suo insediamento, Rossi ha voluto fare una distinzione fra l’essere minoranza e l’essere opposizione, dove quest’ultima può essere vista come una posizione preconcetta da evitare. Indubbiamente è stata una trovata elegante che ha rasserenato un po’ l’atmosfera : vedremo ora con il passare del tempo. Non si placa, invece, la polemica tra "Castellanza Democratica", specialmente nella persona dell’ex sindaco Livio Frigoli e "Impegno per la città", in modo specifico nella persona del suo capogruppo e sindaco uscente Maria Grazia Ponti. Anche i cittadini presenti avvertono il fastidio della continua querelle tra i due gruppi, mentre la maggioranza sta a guardare, come invitati un po’ annoiati… Con la prossima seduta consiliare si dovrebbe entrare nel vivo della gestione della città, considerato che bisognerà affrontare il non piccolo problema del Bilancio. Ci aspettiamo dalle minoranze un’opposizione critica e costruttiva ( come da lessico politicamente corretto…), per il bene della città.

    Barbarossa




    COMUNICATO STAMPA
    AEROPORTI E ALITALIA: LOBBIES A CONFRONTO E... IL RITORNO DI PRODI

    Quando fu inaugurata Malpensa 2000 il dualismo tra i due aeroporti non esisteva, Fiumicino si lasciò scippare numerosi voli ed Alitalia si lasciò attirare nella trappola del secondo hub... e poi si videro i risultati: nei primi 4 anni (1998-2002) il deficit di Alitalia divenne una deriva fuori controllo ed il titolo in borsa passò da 5.000 lire a 0,20 €. Strano? No, ovvio: nessuna Compagnia ha due hub, perché è una situazione che raddoppia i costi (ma non i ricavi) e lo si è visto nei bilanci di Alitalia. Da allora, infatti, Alitalia viene tenuta in vita con un accanimento terapeutico mangiasoldi palesemente assurdo. Come assurdo è il dualismo per due semplici ragioni: le differenze nei lay-out dei due aeroporti ed i problemi di Malpensa. Confrontare Malpensa e Fiumicino è come paragonare una vasca da bagno ad una piscina olimpionica. Il numero di piste di Fiumicino è doppio di quelle di Malpensa ed i problemi di Malpensa sono almeno 10 volte quelli di Fiumicino. Malpensa è interamente nel Parco della Valle del Ticino, Riserva della Biosfera dell’UNESCO (ed è già un fatto assurdo) e, in sovrappiù si continuano a progettare ed a realizzare ampliamenti perché, come scrive anche l’acuto Severgnini, "è nato vecchio". Anche perché, come forse non tutti sanno, è stato progettato e costruito per un ruolo diverso: non hub ma point-to-point e doveva solo "affiancare" Linate, con il limite di 3-400 voli al giorno. Invece vi è stato forzosamente trasferito traffico, togliendolo da altri aeroporti, fino a 8-900 voli/giorno (vedi Decreti Burlando e Bersani), con tutte le conseguenze note. Non vorremmo certo fare noi il piano del traffico aereo nazionale, ma ci chiediamo quale ruolo stia svolgendo ENAC ed a quali giochi si presti. Vorremmo anche capire perché, ad esempio in Spagna, nessuno abbia mai tentato di spostare l’hub da Madrid a Barcellona mentre invece, in Italia, si vuol spostarlo da Roma a Milano: che Paese saremmo con l’aeroporto di riferimento in un sito diverso dalla capitale? E’ in gioco la credibilità del Paese, conseguenza e causa della situazione di Alitalia e, soprattutto il Governo (Prodi per primo), dovrebbe capire gli errori del passato ed evitare di ripeterli. I fans di Malpensa usano lo slogan "qui si stacca il 70% dei biglietti aerei" (al nord? nella sola Lombardia?), ma è il 70% dei biglietti business pari a meno dell’1% del totale nazionale. Progettano anche "azioni bipartisan", in Consiglio regionale lombardo, "per la valorizzazione di Malpensa" e non pensavamo che si potesse arrivare, dall’una e dall’altra parte, ad un tale livello di irresponsabilità politica che ha già creato conseguenze evidenti, devastanti e contrarie all’interesse nazionale. E nessun commento meritano infine quei sindaci che su Malpensa si sono ormai compromessi. Ci insegnano gli esperti che le infrastrutture "scambiano danno ambientale con beneficio sociale", invece Malpensa, aggiungono, "produce danno ambientale e maleficio sociale" come dimostra la V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) redatta a cura del Parco del Ticino.

    Gallarate, 13 ottobre 2006

    WWF ITALIA, LEGAMBIENTE, C.OVES.T. ONLUS, UNI.CO.MAL. LOMBARDIA, EXCALIBUR, AMICI DELLA NATURA AD ARSAGO

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