LA VITTORIA DI PIRRO - Numero 41

LA VITTORIA DI PIRRO - Numero 41

 

Dire " vittoria di Pirro", come noto, vuol dire aver conseguito un apparente successo che maschera, invece, una cocente sconfitta.
Così è stato a Legnano.
La grande vittoria ottenuta da Lorenzo Vitali, candidato sindaco della CdL, già assessore alle Attività produttive, è stata offuscata dalle lungaggini delle "trattative" seguite alla vittoria e miranti alla costituzione della nuova Giunta. La stampa ha tenuto a sottolineare a più riprese che è stata AN a mettersi di traverso e più volte chi scrive ha dovuto stigmatizzare che le cose stavano diversamente. E’ stato necessario, infatti, ricordare agli alleati che gli accordi preelettorali andavano in tutt’altra direzione.
Prima delle elezioni Alleanza Nazionale aveva fatto un "passo indietro", rinunciando alla candidatura a sindaco ed avendo la formale promessa che avrebbe avuto "in cambio" la carica di vicesindaco e due assessorati. Il solito "poltronismo", come qualcuno ama ripetere! Ed invece no, perché se un partito raccoglie consensi, partecipa al successo del candidato comune, si impegna con tutte le sue forze per la comune vittoria, è non solo giusto, ma doveroso nei confronti dei propri elettori assumersi delle responsabilità amministrative, per attuare il piano di governo della città. Così non è stato.
Ad urne chiuse si è appreso che gli "accordi"…erano già stati fatti! E cioè il vicesindaco andava alla Lega, più un assessorato; quattro assessorati "pesanti" a Forza Italia e quello che restava ad AN. All’UDC, che pure aveva partecipato con impegno alla campagna elettorale, nulla, se non la carica del Difensore civico! Per altro in seguito rifiutata.
Alla fine della contesa Alleanza Nazionale otteneva tre assessorati, l’ultimo a "compenso" della mancata carica di vicesindaco.
Sì, ma quale assessorato? Le deleghe assegnate a questo "pollicino" recitano così: assessorato alle Consulte territoriali, Servizi demografici e cimiteriali, Ufficio relazioni con il pubblico, Formazione professionale! Il nulla! Un assessorato a "varie ed eventuali", come qualcuno lo aveva subito ribattezzato. Un’offesa per qualsiasi partito e per qualsiasi assessore! Ma davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato ai cimiteri? Davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico? Davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato alla formazione, quando si sa che la formazione dovrebbe avere fra non molto altre destinazioni strutturali? Eppure è proprio così!
La sezione locale, i consiglieri eletti, il coordinatore di Legnano, si erano espressi diversamente; ma strategie di partito, scelte di carattere politico hanno fatto sì che venisse praticata questa scelta. L’alternativa era la presenza in posti chiave, accanto ai due assessorati, di uomini di AN nelle strutture di Società municipalizzate. In questo modo Alleanza Nazionale a Legnano avrebbe avuto, forse, meno visibilità ma indubbiamente più capacità, molto più, di gestione amministrativa. Resta l’amaro in bocca per una decisione non condivisa dal gruppo cittadino; resta un’ingiusta voce popolare di "poltronismo" ( mentre appare evidente che si tratta proprio del contrario, paradossalmente…); resta la frustrazione d’aver lavorato, e bene, da parte di tutti i candidati per, alla fine, ottenere il nulla.
A Legnano Alleanza Nazionale ha ottenuto l’11,7%, ben al di là delle previsioni che la davano al 7/8 %; è il secondo partito della coalizione, anche se per pochissimi voti; ha perso un consigliere, è vero, ma veniva da un successo storico nelle precedenti elezioni, quando s’era fatto il pieno di voti, inaspettato dai suoi stessi iscritti. Ma soprattutto Alleanza Nazionale veniva da un recente passato fatto di lacerazioni, di divisioni interne, con una sezione rimasta chiusa per anni e solo ultimamente nuovamente riaperta. E’ fortemente significativo che nelle precedenti elezioni, quelle del boom, i candidati - senza contare i voti espressi solo al partito - avevano riportato 1801 voti; in queste, con una situazione di difficilissima gestione per i motivi ricordati, i candidati hanno totalizzato 2136 voti.
Ora è tempo di archiviare le polemiche, di guardare avanti, di lavorare per il futuro. I nostri assessori, Codazzi, Colombo, Gangemi; i nostri consiglieri, Baggio, Commodaro, Barone e il capogruppo Guarnieri ( tre su quattro alla prima esperienza) sapranno sicuramente ben fare. Sono uomini che si sono sempre spesi per il Partito, che ad essi deve guardare sempre con riconoscenza.

Antonio F. Vinci

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