L’anima delle cose - Numero 54

L’anima delle cose - Numero 54

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • L’ANIMA DELLE COSE
  • GALLARATE CITTA’ ETICA



    Pubblichiamo due interventi di Paolo Caravati, già vicesindaco di Gallarate nella precedente amministrazione guidata dal sindaco Mucci.

    L’ANIMA DELLE COSE
    Anche le cose hanno un’anima? Lo hanno affermato poeti, scrittori, musicisti. Forse che una città non può avere un’anima creata da chi vi ha vissuto, da chi l’ha governata, da chi l’ha resa famosa, da chi l’ha fatta diventare grande o l’ha impoverita? L’anima di una città: una parte che non si vede, non si sente ma che si intuisce con una particolare sensibilità; il cuore di una cosa che ci trasmette la sua essenza, ci dice come è nata, come è cresciuta, come ha vissuto. Non hanno forse un’anima il mara scuola "Falcone" (non importa se era necessaria per i nostri giovani, se è l’unica scuola che non diploma futuri disoccupati) e, appunto, anche il Ma.G.A. Credo che si possa affermare che l’attuale Amministrazione di Gallarate ha dimostrato di non apprezzare nulla di quanto avevano conseguito i suoi predecessori. Chi aveva realizzato tutte le opere che avevano reso Gallarate una nuova e moderna Città, lo aveva fatto per il bene della Città, dei suoi Cittadini, perché credeva nel grande veicolo di ricchezza morale, economica e di prestigio che ha la cultura; tutto era stato eseguito in modo legittimo, legale e amministrativamente corretto. Non ricordo di aver sentito le opposizioni levare gli scudi contro tutte queste iniziative ed esprimere decisi dissensi. Il PdL nel 2011 ha perso le elezioni e improvvisamente tutto è stato visto sotto un’altra luce: solo sprechi, manie di grandezza, mancanza di oculatezza. La vita del Ma.G.A. è messa costantemente in pericolo, il suo futuro è incerto. La Fondazione culturale (Condominio e Teatro del Popolo) è stata cancellata senza neppure valutare le prevedibili conseguenze che, poi, si sono puntualmente verificate. Tutto quello che era stato fatto con grande impegno, con passione, con amore per la Città, è stato svilito. Oramai il PdL si è abituato: da due anni ogni cosa negativa che accade a Gallarate è colpa delle precedenti amministrazioni Mucci. A tutto questo si sono ribellati i precedenti amministratori, molti cittadini. Poi, come in un sogno di …. mezzo inverno, in un’atmosfera da sabba, tra fumo, fuoco e fiamme, si è rivoltata anche l’anima del Ma.G.A. ed è bruciata di dolore perché in molti non l’hanno capita, non hanno saputo valutare la sua importanza e quello che può offrire alla Città. Non hanno capito che per avere dei risultati importanti bisogna prima investire, curare, coltivare, fare conoscere realizzando eventi importanti. Fantasie medievali, pensieri da mettere all’indice? Forse sì! Ma a volte, invece di pensare, quali squallidi burocrati, a conti, bilanci, impegni di spesa, delibere e determine, regolarità formali, ecc. si impari ad uscire dalla grigia realtà con un po’ d’amore per la nostra Città, con un po’ di genio: con "fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione" (Monicelli). Ma oggi anche queste, ahimè, sono fantasie!

    Paolo Caravati


    GALLARATE: CITTA’ ETICA
    Domenica 27 Gennaio, a Gallarate; Centro Storico allargato, tutti a piedi! Vivo in centro e, con certezza, non posso affermare che c’è stata più gente delle normali altre domeniche. Chi abita nel Centro Storico e dalle 10 in poi doveva muoversi con il proprio automezzo, doveva portarlo, prima, fuori dal Centro. Chi voleva venire da fuori nel Centro storico per pranzare con parenti o amici, per bere un aperitivo, comprare un giornale o fare due chiacchiere doveva farsi un pezzo a piedi anche se non ne aveva voglia. Perché? Perché il sig. Sindaco di Gallarate, l’Assessore all’Ambiente hanno deciso che i Cittadini Gallaratesi devono comportarsi in un determinato modo: come vogliono loro. Come durante il fascismo c’era il "Sabato fascista", domenica 27, a Gallarate (ma non solo), c’è stata la domenica ecologica: tutti a piedi; anche chi non cammina. La differenza con il Ventennio è che, probabilmente, una volta, non si poteva disubbidire! Questa poco brillante idea del Sindaco e dell’Assessore all’Ecologia (unica iniziativa, per quanto ne conosco, della sua attività di amministratore) mi ha portato alla mente Hegel e la teoria dello Stato etico, ripresa nel ‘900 come base della concezione di Stato nazista e comunista. Secondo questa teoria lo Stato è fonte di libertà e norma etica per il singolo. La condotta dello Stato quindi non può essere oggetto di valutazione da parte dell’individuo e lo stato è arbitro assoluto del bene e del male. Questi due ultimi concetti, credo, calzino assai bene con la concezione politica dell’Assessore all’Ecologia e con la personalità del Sindaco. Assurdo il paragone con il "fermo auto" di domenica? Esagerati i confronti con un certo pensiero all’ambientalismo? Al "fermo" delle auto non crede più nessuno; non porta nessun risultato utile! Perché attuarlo ancora? Ho il dubbio che sia solo per "segnare il territorio" in modo evidente con temi di interesse della Sinistra; ma la cura dell’ambiente interessa tutti i cittadini: di sinistra, di destra e di centro; non è un monopolio di Legambiente o della Sinistra! Forse questo inutile "fermo auto" è solo per fare rimarcare chi ha il potere. Per far capire a tutti con un semplice "fermo auto" l’importanza che hanno quelli che appartengono ad una determinata area di sinistra che ha appoggiato e continuerà ad appoggiare il Sindaco. Se si vuole educare alla cura dell’ambiente ci sono molti altri metodi più utili anche se, forse, meno visibili: la pulizia dei boschi, la pulizia delle strade e dei marciapiedi dagli escrementi animali, la cura di alcune parti storiche della Città (i portici vecchi, ad esempio), l’attenzione nei confronti del verde pubblico, il ritiro della spazzatura abbandonata in alcuni luoghi della Città, la pulizia del letto dell’Arno, ecc. Quale sarà il prossimo segnale di fumo per dimostrare alla Sinistra che il Sindaco crede nella sua esistenza e nella sua importanza? I matrimoni gay?

    Paolo Caravati

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