IL NAZIONAL POPOLARE - QUANDO IL GHETTO E’ A DESTRA DI A.N. - Numero 22

IL NAZIONAL POPOLARE - QUANDO IL GHETTO E’ A DESTRA DI A.N. - Numero 22

 

C’è un area nota a pochi, in Italia, dove si tratta una politica da punti di vista differenti e sotterranei, una zona grigia dove gli estremismi di Destra spesso si avvicinano a movimenti similari dalla parte opposta per intenti e tematiche e che solo recentemente, con la fuoriuscita dell’On.Mussolini da Alleanza Nazionale, cercano di emergere alla luce del sole. Si definiscono "Nazional popolari" e sono un singolare crogiuolo di nostalgie e rivalutazioni dal Fascismo in chiave R.S.I. e del Nazionalsocialismo, dei poeti francesi collaborazionisti di Vichy e delle Croci Frecciate Ungheresi e sembra abbiano alcuni tratti in comune: una feroce avversione per tutto ciò che odora di ebraismo e l’odio per gli Stati Uniti d’America. A loro, a parte la fugura del Duce, interessa relativamente poco della cultura e del ruolo nazionale, dell’anticomunismo militante, del concetto di "Patria" e del giuoco politico in chiave moderna e democratica. Per questo si dichiarano accerrimi detrattori di Alleanza Nazionale e dei suoi leader che, scandalo tra gli scandali, hanno permesso la traumatica visita del Presidente Fini ad Auschwitz e peggio che mai la sua visita in Israele al punto che gli stessi leader del Likoud, la Destra capitanata dal Primo MInistro il Gen. Sharon, hanno dichiarato che Fini è uno dei pochi leader politici vicini ad Israele di tutta Europa. Forza Nuova, Fascismo e Libertà, Fiamma Tricolore, movimenti e gruppuscoli di ogni genere orbitano nel microcosmo del Nazionalpopolare che ha come primario organo informativo il mensile Orion e un buon numero di Fanzines stampate alla buona ma "ricche" di contenuti. Che purtroppo nascono e muoiono in ben pochi temi: il revisionismo, la menzogna delle camere a gas e della Shoa, l’odio per la modernità, un interesse per le tradizioni nordiche e i relativi miti, la visione epica ed eroica del vivere, la validità dell’ hitlerismo e delle sue fonti di ispirazione. Non frequentano congressi e corsi politici veri e propri ma cercano di informarsi tramite le proprie fonti stampa, spesso parecchio distanti dalla realtà oggettiva ;viaggiano su Internet e si incontrano sulle varie chat line dei siti quali Kommando Fascista, S.P.Q.R. Home Page, Italia Volontaria, Club Nostalgici Fascisti, Il Franco Tiratore, Omaggio al Duce, Nucleo C.Z. Codreanu F.N. e tanto, troppo nazismo. La figura del Duce e soprattutto il Ventennio,a parte le ovvie formalità, risultano poi non troppo interessanti sotto vari punti di vista: se il nazionalsocialismo proponeva differenti chiave di lettura e un aspetto misterico il Fascismo era troppo fulminante, diretto e relativamente povero di quei contenuti tanto ricercati dagli editorialisti di Orion e tanto ambiti dai propugnatori che vedono il prossimo avvento dell’Homo Superior. Politicamente risultano nulli anche perchè assolutamente al di fuori dei parametri del contesto democratico e nel loro disperato rimanere ai margini dello stesso odora di ghetto, ben più ebraico di quello che essi stessi immaginano. Occorre ammettere che essi non hanno tutti i torti da alcuni punti di vista nè si può negare un certo coraggio nella ricerca di qualcosa di innovativo in una Destra sempre più distante da certi concetti di fondo senza per questo scadere nelle nostalgie del "Quando c’era lui..!". Dialogano con i giovani, sostengono le loro iniziative quali l’occupazione di aree da adibire a spazi sociali e centri culturali, propongono un ritorno a valori legati a una visione del ritorno a dimensioni più naturali e una rivalutazione del ruolo nazionale. Quel che vorrei dir loro è: perchè noi no!? Il dilemma, a parte l’odioso antimericanismo assoluto pur rendendosi conto di essere anch’essi succubi del ruolo americano e l’ancor più ripugnante anti ebraismo che sembra tutto possa giustificare ai loro occhi, è che non si rendono conto che politicamente non hanno nulla da offrire, nè nulla da opporre proprio perchè impossibilitati ad entrare in un contesto democratico attuale. Basti pensare che attualmente, e questo soprattutto dopo la visita di Fini in Israele, cercano di darsi un tono utilizzando l’icona dell’ On. Mussolini come se avesse davvero qualcosa a che vedere con la figura del Duce oltre che il cognome, l’ex attricetta da quattro soldi tollerata in A.N. per motivi a me realmente misteriosi oltre che venati di un indubbio cattivo gusto. Dopotutto un cognome non fa l’uomo così come una Mussolini non potrà fare di certo il ben differente nonno. Sconcertanti propagande con terminologie e caratteristiche che ben pochi apprezzano se non qualche giovinastro e qualche Skinhead voglioso di violenza da stadio, un odio da indirizzare sui soliti bersagli ma che ultimamente solidarizzano con le azioni dei fondamentalisti islamici, ovviamente in chiave anti-modernista e anti-ebraica, con la "resistenza" dei Feddayin iracheni di Saddam Hussein, con le spettacolari azioni di Al -Queda. Il che porta a riflessioni che riguardano noi, la Destra di Alleanza Nazionale, noi che dal M.S.I. abbiamo fatto muro e combattuto la battaglia democratica ( e non solo) contro le azioni e l’influenza del Comunismo interno fatto dal più potente partito rosso d’Europa e quello esterno della Cortina di Ferro, noi che abbiamo avuto il coraggio di crescere e tentare, magari sbagliando e imparando dai nostri errori, piuttosto che fossilizzarci e morire assieme ai nostri ideali. Perchè non si riesce a dialogare con questi giovani? Perchè nessuno ha intenzione di iniziare a porre quesiti a questi che sembrano i "reietti" della Destra? Forse perchè manca il denominatore comune? Perchè ai loro "Neo gerarchi" non interessa? Perchè non interessa ai nostri dirigenti? Perchè fa comodo avere un ‘ area su cui riversare elementi negativi e tensioni quando non responsabilità e colpe? Occorre ricordare ciò che accadde nei decenni passati, e soprattutto durante i tragici e contraddittori eventi degli "Anni di piombo", quando le schegge impazzite della Destra e delle Sinistre si unirono in comunione di intenti pur differenti a livello ideologico: un anarchismo armato e violento fine a se stesso che portò lutti e tragedie non del tutto dimenticati. Quindi vestiamoci da cattivi ma...discutiamo anche con loro.

Fabrizio Bucciarelli

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