An pigliatutto - Numero 43

An pigliatutto - Numero 43

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • AN PIGLIATUTTO
  • MALPENSA: UCCIDERE MILANO PER FAR RISPLENDERE BRESCIA


    AN PIGLIATUTTO

    Fini deve amare il gioco di carte "asso pigliatutto" perche’ da anni cerca con AN di fare altrettanto sul tavolo del "casino’" della politica italiana.

    In un periodo di repentini e bruschi sconvolgimenti politici e’ meglio essere chiari: Forza Italia sparira’ e verra’ assorbita da AN all’interno del Popolo delle Liberta’. La gente di destra la finisca di fare inutile vittimismo dicendo che stiamo dando via l’anima. Sono quelli di Forza Italia che, se avessero un’identita’ chiara e definita, dovrebbero preoccuparsi di perderla. Non avendola, problemi non se ne pongono.

    Io sono da sempre a favore del partito unico. Ne ho scritto piu’ volte e continuo a ripetere che sia la soluzione migliore per noi come per il Paese.

    Con il Popolo delle Liberta’ stiamo semplicemente facendo un secondo (dopo Fiuggi) restyling al partito. Niente di piu’. Il passaggio dal MSI ad AN ha portato nuove persone e nuove culture che in breve tempo hanno trovato un loro spazio e si sono, piu’ o meno, fuse nell’identita’ della destra. Oggi dobbiamo fare un po’ di spazio anche ai mille rivoli di Forza Italia. Vedrete che anche loro si ritaglieranno i loro spazi e in breve tempo correremo in un’unica direzione: la nostra.

    Ma davvero dobbiamo dubitare che continueremo a fare politica come oggi? Ma davvero dobbiamo dubitare che la destra scenda ancora nelle strade, nelle scuole, nelle aziende? Piuttosto e’ probabile l’azione contraria: saranno quelli di Forza Italia a seguirci ed appoggiarci nelle mille iniziative politiche e sociali che promuoveremo. Chi ha un’identita’ piu’ forte prevale. Berlusconi e Fini lo sanno benissimo. Berlusconi probabilmente sara’ l’ultima volta che si candida e Fini sara’ il suo successore (con tutta proabilita’ il futuro passaggio di leadership sara’ definito entro il 2008 conferendo a Fini la presidenza del Popolo delle Liberta’).

    Alleanza Nazionale e Azione Sociale hanno aderito al progetto unitario promosso da Berlusconi. Anche altri confluiranno… tuttavia saremo noi di destra a caratterizzare il nuovo partito. E’ paradossale ma mentre molti rivendicano identita’ e simboli ci troviamo di fronte ad una svolta sostanziale: il Popolo delle Liberta’ rappresentera’ sempre piu’ la destra italiana. Certo una destra piu’ aperta, moderna e meno di "testimonianza storica". Il centro ci sara’ ma non saremo noi: saranno Casini, Bianchi, Mastella e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Il centro non saremo mai noi… non lo saremo non perche’ ce ne andiamo in giro dicendo che "non moriremo democristiani" bensi’ perche’, semplicemente, siamo culturalmente piu’ forti, attivi e identificabili dei militanti di Forza Italia. La logica conseguenza sara’ che ovunque i rappresentanti dell’attuale AN saranno facilmente piu’ visibili rispetto a quelli dell’attuale Forza Italia. Non preoccupiamoci di non portare avanti le nostre battaglie: lo faremo senza dubbio… e lo faremo all’interno di un soggetto che ci dara’ ancora piu’ risalto.

    Se si forma un nuovo centro composto da tutti i veri democristiani della politica italiana, il Popolo delle Liberta’ non potra’ fare altro che continuare a caratterizzarsi come centro-destra. Un centro-destra pero’ nelle iniziative sempre piu’ di destra e sempre meno di centro. Qualcuno e’ in grado di immaginare un partito dove i giovani dell’attuale Azione Sociale della Mussolini e quelli di Alleanza Nazionale di Fini si facciano dare ordini da quelli di Forza Italia!? Io no. Molto piu’ probabile il contrario. Qualcuno pensa veramente che la nostra cultura sparira’? E’ piu’ probabile che si diffonda tra la gente di Forza Italia.. Certo ci saranno delle contaminazioni… ma questo non e’ un male. Magari oltre a parlare dei nostri scrittori, eroi e filosofi faremo qualche conferenza su De Gasperi e Don Bosco, sulla liberal democrazia e il capitalismo. Ma e’ anche vero che e’ improbabile che giovani ed adulti che vivono parlando di valori e identita’ di destra spariscano dall’oggi al domani. Molto piu’ probabile che il partito unitario si caratterizzi a destra e lasci al centro i democristiani. Molto piu’ probabile che molti dei posti chiave siano assegnati ai vari La Russa, Gasparri, Alemanno, Mantovano, ecc ecc. che hanno maggior esperienza e radicamento sul territorio dei rappresentanti di Forza Italia. Un conto e’ se si parla di due soggetti diversi, un altro e’ se stiamo tutti insieme: i migliori prevarranno e non c’e’ dubbio che i "nostri" lo siano piu’ dei "loro". Ma pensiamo anche ai coordinamenti regionali, al lavoro sul territorio, all’associazionismo… e’ assolutamente improbabile che la cosiddetta "militanza" che da sempre caratterizza la destra sia soppiantata da occasionali esibizioni di gazebo. Piu’ probabile che ci siano entrambe le cose e che a tirare le redini a livello organizzativo siano coloro che piu’ di tutti hanno esperienza e che lavorano tutto l’anno sul territorio: i giovani di destra. Facciamoli pure i gazebo un paio di volte all’anno dove coinvolgere casalinghe e universitari che raccontano di quando hanno stretto la mano a Silvio e che non si sono mai visti in sezione ma non facciamo finta di non sapere che la destra continuera’ a lavorare sulla strada con banchetti e volantinaggi, davanti e dentro le scuole, nei sindacati e nelle aziende. Saremo noi a trainare il partito unitario come e’ normale che sia quando si uniscono due soggetti di cui uno e’ piu’ radicato.

    Finiamola con il vittimismo. La nascita del partito unico e’ una cosa positiva per l’Italia e per la destra che noi rappresentiamo. Dovremo cambiare qualcosa, dovremo confrontarci di piu’… ma di cosa dovremmo aver paura? Facciamo un vanto dei nostri valori e della nostra cultura identitaria e poi ci preoccupiamo che perderemo tutto solo perche’ facciamo un partito unico. Pensiamo piuttosto con la mentalita’ del bicchiere mezzo pieno… una volta sciolti i partiti non ci saremo piu’ NOI e LORO… dovremo semplicemente continuare a portare avanti le nostre idee ma in un contenitore piu’ grande che ci dara’ la possibilita’ di diffonderle maggiormente.

    Mi si critichera’ di troppo ottimismo… vedremo a breve cosa succedera’.

    Vito Andrea Vinci


    MALPENSA: UCCIDERE MILANO PER FAR RISPLENDERE BRESCIA
    Lo scempio che si sta perpetrando a Malpensa è sotto gli occhi di tutti.

    Il ricorso del Governo contro la legge della Regione Lombardia in merito al caso, è l’archetipo dell’isolamento politico della Moratti e di Formigoni messo in atto anche dai sedicenti alleati.

    Qualche settimana fa un imprenditore bresciano mi ha detto: "A noi di Malpensa non importa un fico secco. Abbiamo acquistato i terreni confinanti con l’aeroporto di Montichiari al fine di allungare le piste in modo che possano essere usate anche dai Jumbo. Stiamo, inoltre, lavorando alacremente per far decollare definitivamente l’area espositivi di Brescia 2000. Advisor dell’operazione è Banca Intesa"

    A questo punto forse temo che il ragionamento dei politici lombardi, a qualunque schieramento appartengano, potrebbe essere: "Milano è saldamente in mano ai berlusconiani, Varese è orientata al centro destra per ragioni storiche. Montepaschi, con l’acquisizione di Antonveneta ha posto una testa di ponte economico-elettorale al nord est. Quindi la partita si gioca in quell’area. Se Milano muore le cose non cambiano. Basta dare qualche incentivo e le attività economiche vengono spostate ad est. Inoltre i tedeschi non dovrebbero più fare i conti con il polo fieristico Pero - Rho. Formigoni(che è antipatico anche a molti in casa sua) farebbe la classica figura del cioccolataio (miliardi di euro buttati alle ortiche ed ambizioni azzerate); idem dicasi per la Moratti che vedrebbe sfumare nel nulla l’Expo 2015".

    Inoltre Roma potrebbe guadagnare punti per l’assegnazione di un’Olimpiade che potrebbe esserle assegnato a titolo di risarcimento all’Italia per aver prescelto Smirne per l’Expo.

    Fantapolitica, me lo auguro ma ne dubito, poiché purtroppo oggi imperano :
    • la modestia di intelligenze che siedono sugli scanni parlamentari
    • l’imperio del pensiero debole e della cultura dell’effimero
    • il disconoscimento dei cardini fondanti la Dottrina dello Stato e la Scienza della politica
    Ritengo pleonastico aggiungere altro se non "De profundis clamavi ad Te Domine pro Insubria" .

    Maurizio Turoli

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