Furbi e fessi - Numero 52

Furbi e fessi - Numero 52

L’Italia è in grandi difficoltà economiche e morali; la situazione sociale è in fibrillazione; si vanno costituendo nuove formazioni politiche, il Paese sta, insomma, cambiando. No, non è l’Italia di oggi. E’ l’Italia alla fine della I Guerra mondiale. Nel 1921 Giuseppe Prezzolini pubblica il "Codice della vita italiana", un testo di drammatica e vivace attualità, qualche anno fa ripubblicato dall’editore Robin. Ecco alcuni aforismi.


I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un fesso.

I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.

Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.

Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.

Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.

I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla,spendono e se la godono.

Chiudete gli occhi e pensate : ecco l’Italia di oggi. E’ invece l’Italia di quasi cento anni fa; ma quanto è cambiata? Perché cambiano le mode, i vestiti, le abitudini alimentari e l’informazione, il modo di mettere su famiglia e le abitudini sessuali, l’educazione dei figli, la scuola, la leva militare, ecc. ecc., ma l’italiano è lo stesso di sempre. Nel suo DNA c’è il furbo che pensa di fregare il fesso, sempre; c’è il furbo che crede di essere più in gamba degli altri, più "furbo" degli altri, di arricchirsi alle spalle degli altri. Siamo un popolo di straccioni, morali prima che economici. E’ l’Italia descritta da Alberto Sordi, da Totò, dalla "commedia italiana" . E’ l’Italia che viene sbugiardata da "Striscia la notizia", l’Italia dei guaritori, dei lestofanti, degli ospedali che non funzionano, del maltrattamento degli animali, degli arricchiti in modo disonesto, dei falsi invalidi. L’Italia. Allora sfociò in una dittatura e oggi? Per ora abbiamo perso la sovranità economica. Il futuro è nelle mani di Dio: speriamo che non si distragga!

A.F.V.

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