La sindrome di napoleone - Numero 53

La sindrome di napoleone - Numero 53

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LA SINDROME DI NAPOLEONE
  • OLTRE LA CRISI



    LA SINDROME DI NAPOLEONE

    Berlusconi è sceso nuovamente in campo. In questi mesi di trepidante "attesa" ci ha tenuti tutti sulla corda : scende, non scende, forse scende, non scende più, forse, ma, non si sa, sicuramente sì…Insomma il Cav. ha preso una decisione sofferta ( sofferta più da noi che da lui …) e alla fine ha deciso : scende in campo. Ritiratosi ( per carità, ricordiamo che si è dimesso senza avere la sfiducia del Parlamento…) per cedere il posto a Monti, Berlusconi ha meditato a lungo il rientro. Alti si sono levati gli inni di ringraziamento per il ritorno; commosse folle hanno plaudito alla nuova apparizione dopo mesi di silenzio; ceri sono stati accesi ed ex voto appesi per il miracolo … C’è in molti, a sentire certa stampa, un senso di rivincita, un "adesso vi facciamo vedere noi, altro che Monti", che sgomenta e quasi intenerisce i cuori …

    Ma Berlusconi farebbe bene a meditare ancora. Seriamente. Indubbiamente Berlusconi ha segnato un momento importante nella recente storia politica italiana, nel bene e nel male, come si suol dire. Indubbiamente Berlusconi ha portato una ventata di liberismo che sarebbe servita a svecchiare l’Italia. Peccato che non ci sia riuscito. Ora da più parti si levano mea culpa, testimonianze che rilevano come "abbiamo sbagliato in tutti questi anni", una voglia di riprendere la guida del timone della nave-Paese con atteggiamenti diversi. E chi dovrebbe guidare questa rivincita? Berlusconi, naturalmente. Il suo nome evoca consensi elettorali con percentuali a due cifre, dicono. Esattamente con la stessa sicurezza con la quale c’era chi prevedeva un crollo dello spread alle sue dimissioni (cosa che, notoriamente, non è avvenuta). Eppure Berlusconi aveva incominciato bene la sua seconda fase: aveva portato avanti Angelino Alfano ( forse Fini avrà pensato, amaramente, che quel posto l’avrebbe potuto avere lui …), una figura "nuova", giovane, determinata. Poi l’inversione di rotta. Il vecchio capitano non resiste alla voglia di continuare a comandare la nave. Non crediamo che la politica debba essere legata necessariamente ad una sola persona; ma in Italia è così. Il mito dell’uomo forte, che sia Cavour o Crispi, Giolitti o Mussolini, De Gasperi o Fanfani, Andreotti, Craxi, quel mito che personalizza il potere, resiste. Berlusconi ha fatto dell’immagine, della sua immagine, il passepartout della politica. Ha curato la sua immagine personale, anche nel senso fisico del termine, come una star, perché era quella l’immagine con la quale l’Italia si presentava all’estero come sulla scena della politica italiana. Ma quell’immagine ora è deteriorata, Cavaliere. Non entro nel gossip della sua vita privata, che è appunto sua, ma indubbiamente l’immagine pubblica ne ha risentito. E poi, e poi, dopo la figura di Mario Monti, così compassato, per nulla trasgressivo, con un incedere e un eloquio proprio da docente universitario, in una parola, sobrio, come possiamo ritornare alla figura di un primo ministro che racconta barzellette? Certo è la sostanza che conta non la forma, ma la forma è sostanza come insegna paradossalmente proprio questo mondo dell’apparenza e dell’apparire…Quel mondo al quale un po’ ci ha abituato proprio lei, caro Cavaliere. E poi, come non ricordare che i ritorni sulla scena della politica come dello sport e spesso di qualsiasi altra forma pubblica, porta male? Forse lei non è superstizioso, ma anche Napoleone venne accolto con entusiasmo dopo la caduta dell’Impero. Ma durò solo 100 giorni. E l’altro Cavaliere? Anche Mussolini ritornò e proprio nella sua Milano ebbe tanto consenso da ricordargli il ventennio. Poi finì a Piazzale Loreto e tutti quelli che lo avevano osannato si ritrovarono democristiani, socialisti, comunisti, rinnegando il loro passato. In attesa di servire un altro, nuovo, uomo "forte".

    Fin qui l’articolo; poi, mentre stavamo per andare online, l’ennesimo cambiamento. Berlusconi, in ossequio alle "richieste" della Lega, non si candida più come premier ma come leader della coalizione! Facendo il fatidico passo indietro Berlusconi porta a casa l’appoggio della Lega! Ancora una volta Berlusconi ha stupito i suoi avversari : chi avrebbe osato pensare che Berlusconi, sceso in campo così determinato (dopo i tanti tentennamenti…), tanto da far saltare le primarie del suo partito e far nascere la costola di "Fratelli d’Italia" avrebbe avuto la capacità politica di rinunciare al suo ruolo? Va dato atto della sua capacità politica di sbaragliare le fila degli avversari… Non solo : Berlusconi appoggia ora anche Roberto Maroni come governatore della Lombardia. Se l’operazione riesce non solo la maggioranza in Senato è a portata di mano del PdL e associati, ma il Nord sarà tutto appannaggio della Lega : un colpaccio che alla Lega non era riuscito neppure nei tempi migliori.

    Barbarossa


    OLTRE LA CRISI
    CREARE SINERGIE PER CRESCERE UNITI

    Le aziende nascono dai sogni e dalle speranze delle persone che le costituiscono. In un periodo di crisi, come quello che viviamo ormai da tre anni, le aspettative possono essere state disilluse e aver portato a licenziamenti, riduzioni di stipendi, chiusura definitiva nella peggiore delle ipotesi. L’imprenditore deve affrontare con coraggio le sfide del mercato... ma deve imparare a sfruttare la crisi a suo vantaggio. Finiamola con il "veder tutto nero" e ascoltare mesti i telegiornali che ci parlano di spread e crolli della borsa. Questi eventi (peraltro ciclici in economia) non devono intaccare la fede dell’imprenditore nel proprio sogno. L’Italia si basa sulle PMI. PMI nate da sogni e speranze degli imprenditori che oggi, ancora più di ieri, devono rimboccarsi le maniche. Certo che abbiamo anche grandi imprese. Certo che siamo fieri dei marchi italiani che dominano alcuni settori dei mercati internazionali. L’Italia però pone le sue fondamenta su un tessuto sociale di imprese piccole e medie. Sono queste la vera ricchezza del Paese. L’imprenditore deve attraversare la crisi con la consapevolezza che può essere il momento opportuno per cambiare e rinnovarsi. Come? La strada per attraversare la crisi ed andare oltre e’ creare sinergie. Il detto "l’unione fa la forza" dovrebbe essere il motto con cui iniziare ogni mattina di lavoro. Sinergie tra imprese ma anche tra persone. E’ l’uomo ad essere il vero centro dell’azienda. I periodi di crisi sono proprio i momenti migliori per lanciare nuove sfide, aprirsi a nuovi mercati, creare partnership per business dal ritorno a medio termine. La crisi indubbiamente porta ad una selezione naturale e, per questo motivo, consente all’imprenditore di comprendere meglio quali interlocutori avere per lavorar bene. Ogni impresa ha delle specifiche attività in cui riesce meglio di altre (solitamente grazie alle persone che vi lavorano in quanto ognuno di noi sviluppa capacità particolari, più o meno evidenti, che portano valore aggiunto). Soltanto unendo le forze e quindi trovando accordi commerciali tra aziende e persone che sono semplicemente brave in quello che fanno si può affrontare la crisi nel modo opportuno ovvero rinnovando il proprio modo di lavorare e più in generale l’approccio al mercato della propria azienda. E’ necessario riservare parte del proprio tempo ad incontrare altri imprenditori e partecipare a business meeting non semplicemente nell’ottica di vendere i proprio prodotti o servizi ma anche per ascoltare e conoscere altre realtà con la convinzione che trovare un buon partner sia altrettanto importante che trovare clienti.

    Vito Andrea Vinci

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