INGENUITA’ E/O STUPIDITA’?! - Numero 15

 

Ci risiamo! Abbiamo nuovamente scoperto l’acqua calda e , meraviglia, la scoperta è stata fatta dalla Commissione Cultura della Camera: i libri di testo di storia sono di parte! Quindi si chiede al governo di vigilare sulla loro obiettività. Ma non facciamo ridere, o piangere a seconda dei punti di vista! Bene ha fatto il ministro Giovanardi a dichiarare la risoluzione "irricevibile". L’opposizione è insorta parlando di "censura" ( Belillo); di "intimidazione molto grave"( Violante); di " misure fasciste" ( Diliberto); era scontato: l’oggetto della polemica è stato servito su un piatto d’oro massiccio. Sappiamo tutti che è vero, sappiamo tutti quanto siano squallidamente faziosi molti libri di storia, e non solo, ma la soluzione non è la loro censura. Alla cultura si risponde con la cultura, alle idee si contrappongono idee. A parole, anche il professore più fazioso dichiara di "insegnare secondo criteri oggettivi, rispettosi della verità storica" e che i testi in adozione sono " di assoluto rigore scientifico" Si è iniziata una battaglia sacrosanta, ma nel modo più ottusamente sbagliato che si potesse immaginare. A proposito chi sono quelle aquile che hanno votato questa risoluzione? Immagino che l’ineffabile on. Fabio Garagnani non sia stato il solo. Condivido quanto affermato dall’on. La Russa che " l’importante è non negare che il problema esiste", ma occorre chiedersi perché si è giunti a questo e, soprattutto, che cosa fare in concreto invece di sollevare inutili e dannosi polveroni. Purtroppo per 50 anni una classe politica insipiente e poco lungimirante ha consegnato la cultura, quindi la scuola e l’editoria quasi interamente nelle mani della sinistra. La colpa però non è di chi, seguendo con intelligenza e sagacia gli insegnamenti di Gramsci, ha okkupato quegli spazi che erano liberi. La colpa è di chi non ha saputo andare al di là del presente, di chi ha sottovalutato il valore e l’importanza della scuola e della cultura e, colpevolmente cieco, ha creduto che tutto avesse un prezzo e che tutto si sarebbe comperato. Quella classe politica è stata in parte spazzata via, in parte si è riciclata, si è fatta il lifting, ha cambiato il pelo senza però riuscire a perdere il vizio. La cosa più preoccupante è però che la nuova classe politica di centro-destra non mi pare proprio che abbia capito la lezione, anzi sotto certi aspetti è , tolte alcune lodevoli eccezioni, peggio di prima. Suscita polveroni, ma non investe concretamente in cultura. Non basta pubblicare qualche libro ogni tanto o uscire con qualche exploit, occorre un lavoro di costruzione, occorre puntare sulle persone culturalmente qualificate che veicolino ai giovani e ai meno giovani idee diverse. Persone che sappiano denunciare i colpevoli silenzi, persone che con rigore e onestà intellettuale abbiano il coraggio e la forza di fare cultura alternativa, alternativa al conformismo e alla malafede imperanti. Queste persone vanno però messe concretamente nelle condizioni di operare: non si tratta di inventare chissà quali strategie, basta guardare che cosa ha fatto e continua a fare la sinistra. Don Chisciotte non è un eroe, e non bastano, forse anzi non servono proprio alcuni Don Chisciotte sparsi qua e là a combattere solitarie battaglie. Occorre creare strutture, formare persone e dare a chi ha voglia, entusiasmo, desiderio e,conditio sine qua non, competenza, i mezzi per poter lavorare. I risultati non saranno immediati, è un investimento a lungo termine, i bilanci di queste imprese saranno per qualche tempo in perdita, ma i risultati pagheranno ampiamente. C’è qualcuno in grado di vedere al di là del proprio utile immediato? C’è qualcuno che ha l’intelligenza per capire l’importanza della cultura, c’è qualcuno che ha a cuore davvero le sorti dei nostri giovani? Se c’è si faccia avanti, si dia una mossa perché il tempo sta scadendo.

Pierangela Bianco