NON E’ SOLO QUESTIONE DI GNOCCA! - Numero 42

 

Scrivere per un periodico è sempre difficile, perché devi correre sui tempi. Mentre scrivi un pezzo e pensi di andare in stampa dopo dieci giorni, ecco che lo scenario muta improvvisamente e devi riscrivere il tutto… per non mettere on line, nel nostro caso, notizie "vecchie". Proviamo a riepilogare quanto è successo in questi ultimi giorni, con tutte le incertezze del caso…

La Destra di Storace è ufficialmente nata. L’Assemblea costituente di Roma ha firmato l’atto di nascita della nuova formazione politica. Madrina, inattesa ma graditissima alla platea, è stata Daniela Santanché, che ha lasciato Alleanza Nazionale. Ignazio La Russa, che l’aveva portata dentro il partito di Fini, ha preso le distanze dopo vari tentativi di non perderla. L’interrogativo che ci poniamo tutti è quanto la nuova formazione potrà dare "fastidio" ad Alleanza Nazionale. Sono passati con La Destra personaggi noti, ma non di primissimo piano, se si eccettua, a parte ovviamente Storace, Buontempo e appunto la Santanchè. L’interrogativo riguarda l’elettorato, i comuni cittadini, perché ben difficilmente ci saranno altre fughe in avanti di personaggi di rilievo. Non dimentichiamo, fra l’altro, che spira pur sempre il vento di nuove elezioni e certamente scoprirà d’avere un cuore "duro e puro" chi già sa che non sarà ricandidato… Secondo l’esperto di sondaggi Luigi Crespi, Storace potrebbe prendere il 3 per cento, equamente diviso tra ex elettori di AN e coloro che si sono sempre qualificati di destra ma che non votavano più. In effetti Storace in più occasioni va ricordando che non vuole fare sempre polemiche con AN; che il suo partito - come gli ha preconizzato Berlusconi - recupererà non tanto i delusi di AN ma coloro che non andavano più a votare, pur essendo di destra; che sarà fedele alla coalizione; che ha avuto il placet da Berlusconi, in quanto capo del centrodestra ( fino a quando c’era un centrodestra…); ecc. ecc. Insomma, Storace non ha mai usato toni troppo duri con i suoi ex camerati, sostenendo sostanzialmente che il percorso che ha scelto è diverso da quello scelto da AN e che quindi si chiama fuori. Eppure…eppure…la scelta di un vecchio leone come Teodoro Buontempo; la presenza di una donna fascinosa ed accattivante come la Santanchè; la folla che ha partecipato all’Assemblea costituente; il deciso schieramento a suo favore e contro AN di donna Assunta Almirante; i "però ha le sue ragioni" borbottati dai militanti di An…beh tutto questo non potrà non pesare. Sembra intanto che alcuni strappi si stiano ricucendo: Alessandra Mussolini è in marcia di avvicinamento verso AN; il leader di Fiamma tricolore, Luca Romagnoli, si è incontrato recentemente con Fini e pare stia per entrare nel gruppo di Uen, lo stesso gruppo del parlamento europeo in cui milita AN.

Intanto scoppia il caso Berlusconi.
Liquidata la Casa della Libertà, il cavaliere si inventa un nuovo soggetto politico. Dura la reazione di Fini e Casini. Il gioco viene sparigliato. Che succede? Che succederà? Per Vittorio Feltri, direttore di Libero, è solo questione di gnocca…A parte l’eleganza e la profondità dell’analisi…Feltri ha perso un’altra occasione per stare zitto, come si dice. Feltri ha doti di grande giornalista (come negarlo ? ) ma il suo dire ricorda spesso il Bossi della migliore tradizione…Feltri sa bene che non è possibile ridurre tutto il cataclisma che è scoppiato solo alla legittima ira di Fini per aver visto su Striscia la notizia dileggiare la sua nuova compagna. Fini se la sarebbe presa con Berlusconi e questi avrebbe rotto la CdL. Ma davvero crediamo che sia così? Forse che Fini non sa che Berlusconi non può sapere, per ovvie ragioni, i contenuti dei palinsesti delle sue trasmissioni? Ma Feltri, così pronto a mettere alla berlina la classe politica, doverosamente, cosa fa se non buttare tutto in barzelletta? Feltri è lo stesso Feltri che cura la rubrica, su una Tv locale, per attribuire il bamba della settimana a questo o a quel personaggio politico. Distribuisce pagelle, il Feltri , ma non dà il buon esempio, per amore della battuta.
Il Partito del popolo italiano della libertà, o come si chiamerà, invece, risponde ad una precisa esigenza, a nostro avviso : formare il nuovo centro, la nuova Balena bianca, la nuova Dc, che possa attrarre i Dini, i Mastella e perché no, i Di Pietro della politica italiana che nella defunta CdL non sarebbero mai entrati. Di Pietro? Certo e perché no? Forse ora sembra impossibile, ma non ha forse dichiarato in televisione che la prossima volta non sceglierà tra destra e sinistra ma per la politica del "fare"? E cosa dice Berlusconi se non che dobbiamo "fare"; che lascia a Fini e Casini i progetti e lui si prende i voti degli elettori, per operare, per fare? Con un nuovo partito, che non dovrebbe riprendere solo i voti di FI ( altrimenti che senso avrebbe questa operazione?) né i voti degli ex alleati ( altrimenti che senso avrebbe questa operazione?) Berlusconi - irrobustito dai nuovi elettori - può pensare di federarsi con AN e l’UDC per vincere le elezioni. Dov’ è lo scandalo?

Beh uno scandalo c’è, per chi è abituato a fare politica, a credere nella Politica : non si può giocare a chi stupisce di più per prendersi la scena; non si può dare un esempio di una politica che punta sull’appeal mediatico del proprio leader. E’ cattiva politica, è cattiva democrazia.

Antonio F. Vinci