Addio Fini - Numero 50

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • ADDIO FINI
  • LA TERZA GAMBA


    ADDIO FINI

    Quanto mi rincresce scrivere queste righe! Non avrei proprio voluto farlo. Inutilmente ho atteso in questi mesi un cambiamento di rotta; inutilmente ho sperato che gli altri si fossero ingannati; inutilmente mi sono illuso. Colui che da queste pagine abbiamo sostenuto e difeso in tutti questi mesi ha voluto fare il "grande passo", svelando le sue vere intenzioni: Fini fonda un suo partito. E lo fonda dopo che ci aveva convinto, noi tutti che venivamo da AN (e molti come me dal vecchio MSI) a passare nel nuovo contenitore, nel PdL. Molti di noi si erano espressi per essere solo "federati" con Forza Italia, per restare con le mani libere ed essere solo leali alleati, come la Lega. Invece bisognava passare nel PdL armi e bagagli, valori e gagliardetti, insieme a coloro che guardavamo - perchè non dirlo - spesso con la puzza sotto il naso… Alla fine ci siamo convinti un po’ tutti, per amore o per forza. Una fusione a freddo - si diceva - ma forse no…Avremmo potuto far valere in una compagine più ampia i nostri valori, i nostri ideali - si diceva - ma forse no… Diversamente saremmo spariti - si diceva - ma forse no… Così siamo entrati nel PdL, siamo diventati un grande partito liberal-conservatore-cattolico-moderato-dicentrodestra e chi più ne ha più ne metta! Siamo entrati con il timore di essere risucchiati, di perdere la nostra identità, ma convinti che valesse la pena tentare di far nascere un grande partito conservatore, liberale, moderato. La scommessa è in buona parte riuscita, al di là dei mal di pancia, delle incomprensioni (ma non lo sapevamo già dall’ inizio?). La Destra ha rivestito incarichi che mai avrebbe sperato (sindaco di Roma, diversi ministeri, compreso l’importantissimo Ministero della Difesa, la Presidenza della Camera…). E non si tratta solo d’immagine, perchè la Destra ha inciso profondamente nella determinazione dei nuovi scenari politici. E Fini? Per noi rappresentava la coscienza critica della Destra. Una Destra moderna, democratica, europea. Questo credevamo che fosse il suo disegno. Lo abbiamo sempre creduto, anche quando faceva affermazioni non sempre condivisibili, talvolta estemporanee, criticabili. Ma gli credevamo. E lo abbiamo sempre sostenuto; lo testimoniano gli articoli apparsi nel tempo sul Barbarossaonline. Una coscienza critica, sì. Ma all’ interno del PdL. Fuori, e in competizione, con il partito di cui è stato cofondatore, non lo seguiamo più. Timori di una deriva autoritaria? Timori di cesarismo? Non è che in AN si respirasse questa grande aria di libertà, di Congressi, di discussioni…e pare che anche Futuro e libertà si stia incamminando sulla stessa strada… gli stava "stretta" la Presidenza della Camera? E’ pur sempre la terza carica dello Stato… e poi... chi lo aveva costretto ad assumerla? Fini avrebbe potuto restare nel partito e guidarlo direttamente, se lo avesse voluto. Forse che Berlusconi non lo aveva già riconosciuto in qualche occasione come il suo delfino? No, caro Fini. Ti abbiamo seguito per anni, dal tempo del MSI, ora non più. Ora sei seguito (lo vediamo specialmente in provincia, nel tanto "amato" e sempre "lodato" territorio) da chi è rimasto deluso dal PdL (leggi: deluso dalla mancanza di qualche poltrona); da chi segue chi gli ha dato a suo tempo la cadrega; da chi spera di riciclarsi, correndo tra i primi sul nuovo carro… Noi restiamo nel PdL, anche se non tutto ci convince, e sempre; restiamo nel PdL, anche e proprio perchè lo vogliamo diverso; restiamo nel PdL perchè crediamo - al di là dei suoi guai giudiziari - che Berlusconi resta un vero leader. E sai perchè ? Perchè anche se si comporta con gli altri capi di governo come i nostri alunni in gita scolastica… anche se fa le corna quando si mette in posa per una fotografia ufficiale… anche se canterà qualche canzone napoletana rinverdendo il mito di spaghetti e mandolino… è molto più credibile dei tanti che si prendono troppo sul serio, tronfi uomini politici pieni di sé, lontani dal popolo.

    Antonio F. Vinci


    La "terza gamba"

    Gran parlare in questi mesi di Fini, finiani, Futuro e libertà, e…terza gamba. "Terza gamba" del centrodestra! A parte che avrei preferito un’altra espressione: "terza componente", "terza forza" (Terza posizione" certamente no…per richiami fin troppo facili… all’ organizzazione neofascista della fine degli anni Settanta); ma "terza gamba" proprio no. Mi ricorda le barzellette sconce, doppi sensi "da caserma", come si diceva una volta… No, cominciamo proprio male, cari ex camerati… se dobbiamo far riferimento alla… terza gamba per far nascere un nuovo movimento politico! E poi terza gamba de che! Facile uscire dal PdL e poi proclamarsi "terza gamba": una stampella, un aiuto alla maggioranza da parte di chi quella maggioranza la sta indebolendo. Bisognava pensarci prima. Fini doveva ascoltare (ma qualche volta ascolta i suoi?) chi gli consigliava di federarsi con F.I. e non di sciogliersi in una marmellata comune, in una fusione a freddo. Se il berlusconismo gli stava stretto, doveva pensarci prima. Non è che tutti siano convinti di dover seguire sempre e comunque le giravolte del capo! Il berlusconismo si può, si deve, correggerlo; il PdL non sta bene a molti, anche ex F.I.; ma si lavora insieme, lealmente, nella Casa comune del centrodestra. Questo chiamarsi fuori, queste adesioni di ex aennini sanno troppo di nuovo posizionamento, di ricerca di vendette personali, di scontenti, di caccia di nuove poltrone. Basta guardare i movimenti nelle diverse provincie... Certo, c’è anche chi in buona fede vuole cambiare la gestione della politica per il bene comune (non diciamo per il bene del Paese, sa troppo di retorica…); ma di "uscite" finiane ne abbiamo viste anche troppe in questi anni, con i risultati che conosciamo… Nelle elezioni amministrative i "futuristi" (Marinetti si starà rivoltando nella tomba, lui che è rimasto fedele sino alla fine dei suoi giorni ai suoi ideali…) giocheranno al rialzo: appoggeranno il PdL in cambio di… quanti assessori? Quanti CdA? Sempre per il bene del Paese, naturalmente; per segnare la nuova svolta, quella della "terza gamba".

    Barbarossa