Legnano 1 - Numero 14

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

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  • Legnano 2
  • Parabiago


    LEGNANO

    Falco o avvoltoio?
    Il male della politica secondo Claudio Massenzana.


    Sul numero del 29 novembre de "l’Inform@zione" è apparso un articolo-intervista a Claudio Massenzana, personaggio politico noto a Legnano, per la sua militanza nel MSI. Qui il Massenzana, riprendendo un articolo apparso sul numero 25 del settimanale di Busto, ricostruisce il passaggio dall’ex MSI ad Alleanza nazionale di Franco Falco, attuale assessore alla Polizia urbana e al Commercio della Giunta legnanese. Un cambiamento ideologico che a Massenzana sembra chiaro solo se quantificabile in "duemila ragioni al mese", corrispondenti a "quattro milioni di vecchie ragioni", un mutamento sospetto. Indubbiamente Franco Falco è passato con "persone considerate da sempre portatrici di idee diametralmente opposte", ma non più di tanto, in effetti; e comunque non più di Massenzana che nelle ultime elezioni amministrative si è candidato nella lista di Marco Turri, anche se come indipendente. Conosciamo Franco Falco e sappiamo che il suo passaggio ad AN, che abbiamo personalmente perorato più volte insieme ad altri amici, non può essere dettato da simili interessi di bottega. Falco non è il tipo, non ha bisogno, è persona troppo consapevole per cadere in simili trappole. Certo per Massenzana resta il dispiacere di aver perso un amico che era un punto di riferimento, ma la carica che Falco si trova a ricoprire più che un premio al suo passaggio è un riconoscimento al suo passato. Lo stesso Ignazio La Russa pubblicamente, in un Convegno di qualche mese fa, riconosceva in lui "il figliol prodigo" che tornava alla casa del padre … e sappiamo che il vitello grasso fu ucciso per chi era creduto perso ed era stato ritrovato, non per chi era rimasto a lavorare con il genitore. Indubbiamente Falco ha le capacità intellettuali e professionali per andare avanti e già ci sono le solite voci dei bene informati che parlano di una sua candidatura per le prossime elezioni- anche se lontane - a sindaco ( non potendo Cozzi ricandidarsi per la terza volta). E pensare che c’è chi afferma che con Falco in AN è rientrato il vecchio MSI, la vecchia guardia; e pensare che al tempo delle elezioni c’era chi, nell’ambito del partito, gli faceva la fronda, temendo il ritorno del vecchio, presentandosi in alternativa come la vera e nuova Destra, salvo poi finire tutto a "tarallucci e vino" una volta finite le elezioni. Rispetto per la coerenza di Claudio Massenzana, ma rispetto anche per il travaglio di Franco Falco, che ha guadagnato una nuova posizione certamente non a cuor leggero.


    LEGNANO

    Case dov’era il deserto.

    Serata interessante quella di giovedì 21 novembre presso la Famiglia Legnanese. Organizzato dall’Associazione Italia-Israele dell’Altomilanese si è svolta una conferenza del Keren Kayemeth Israel. Associazione non profit che si occupa di organizzazione ecologica, è la più antica del mondo, essendo stata fondata nel 1901. In un periodo in cui assistiamo ad un processo di desertificazione, il KKL è riuscito a strappare al deserto ampi spazi che sono diventati insediamenti abitativi. Grazie alla loro opera, piantando circa quattro milioni di alberi l’anno, Israele è l’unico paese al mondo dove il rimboschimento è di gran lunga superiore all’abbattimento degli alberi. La serata è stata condotta da Marina Ergas Schiff, procuratore del KKL Gerusalemme per l’Italia, davanti ad un pubblico numeroso ed attento, trasmettendo un messaggio di pace e di fratellanza che può essere la vera carta vincente in un conflitto che insanguina i Luoghi santi da decenni.


    PARABIAGO

    Il Crocifisso nelle scuole: un falso problema

    Il Capogruppo di An al Comune , prof. Tiziano Zappa, ci ha inviato questo intervento in Consiglio comunale su una petizione di Forza Italia sul Crocefisso nelle scuole.

    Consiglio Comunale del 28 ottobre 2002

    Il Crocifisso nelle aule scolastiche è un falso problema; non è certamente un crocifisso in più che vediamo nella nostra giornata che ci può cambiare le cose; basta aprire occhi ed orecchi per accorgerci che il simbolo più importante per la fede cristiana, o un suo richiamo, ci circonda come l’aria che respiriamo. Se non bastassero i rintocchi dell’Ave Maria all’alba a svegliarci, per programmare la giornata, bisogna guardare il calendario in cucina con l’elenco dei santi e dei martiri cristiani. Prendiamo la macchina con il santino vicino al volante; nell’andare a scuola, passiamo per la piazza della chiesa, ci troviamo di fronte i necrologi con la croce e l’ora della messa da requiem e arriviamo all’antico convento cistercense, già incamerato da Napoleone, che oggi funziona come edificio amministrativo e scolastico.

    Quanti simboli cristiani, quante croci nelle vie più importanti della mia città dedicate a personaggi del Vangelo e della storia della Chiesa. Anche in questa aula Consiliare un grande santo ci ammonisce col suo scudiscio a essere dalla parte della giustizia e del bene, cristianamente inteso. Insomma, ci vuole proprio un crocifisso in più per ricordarci che non possiamo non dirci cristiani? Anzi, cattolici. A dispetto del quasi venti per cento di frequenza alla Messa domenicale, nelle scuole, il novantacinque per cento degli allievi ha scelto di frequentare l’ora di religione; chissà quale recondito,ancestrale pensiero li ha fatti decidere che non se ne può fare a meno: forse perché sono cristiani senza saperlo! La nostra vita pubblica, sociale, culturale è permeata del pensiero cristiano. Un censimento ha rilevato che i due terzi del patrimonio artistico mondiale si trova in Italia, dove la stragrande maggioranza di esse è di carattere religioso, il più delle volte commissionate direttamente dalla Chiesa o dal popolo cristiano (che è poi è la stessa cosa) . Tutti sanno quale ricchezza culturale, di pensiero e anche economica è tutto ciò per l’Italia! Cosa sarebbero oggi l’Italia e l’Europa se la Chiesa non avesse affrontato e convertito Ostrogoti, Vandali, Longobardi e Franchi? Avremmo la steppa promessa da Attila.! Come sarebbe l’Occidente senza la Battaglia di Lepanto? Le sue belle città sarebbero irte di minareti, visto che i mussulmani erano già arrivati al centro della Francia e sotto le mura di Vienna. Arte, scienza, filosofia e letteratura, in Italia e in tutto l’Occidente hanno basi cristiane. E cosa sarebbe il Diritto senza il concetto cristiano di "persona", solo individui di fronte allo strapotere del più forte. Non solo il Crocifisso nelle aule scolastiche, quindi, ma in tutti i luoghi dove la vita umana acquista un senso non banale: negli ospedali, nei cimiteri, nei tribunali, nelle fabbriche… Il problema, dicevamo, non è solo il Crocifisso nelle aule scolastiche, ma il tentativo mai pienamente riuscito, ma più volte tentato da laicisti, illuministi, atei e mangiapreti di ogni tempo, di separare il cristianesimo dalla realtà della vita umana per lasciarlo sopravvivere, al massimo, come filosofia consolatoria per tranquillizzare le vecchiette e far obbedire i bambini. Scherno, futilità e distorsioni storiche continuano a denigrare gli uomini di chiesa nonostante vi siano affermazioni contrarie di storici non credenti e laici seri. Il crocifisso nelle aule scolastiche, quindi, non solo perché non possiamo non dirci cristiani, ma proprio perché vogliamo dirci cristiani ed educare cristianamente le nuove generazioni. Solo così, queste potranno vivere consapevolmente in questa società sempre più multietnica e multireligiosa, radicati in una cultura, un’etica e una tradizione che li preservi dall’essere "come penna ad ogni vento", alla mercé delle false ideologie che hanno insanguinato il mondo dal 1789 al 1989, e coscienti di se stessi di fronte ai nuovi scontri di civiltà che non sono più favole esotiche per sognatori delle Mille e una Notte. Con buona pace di tutti i pacifisti e buonisti, capaci di grida stridule nei girotondi solo quando sono gli occidentali a difendersi con le armi. Quando sono i loro vecchi alleati, si tratta solo e sempre di inevitabili tragiche decisioni.