Legnano e altomilanese - Barbarossa

Legnano e altomilanese

 

Dire " vittoria di Pirro", come noto, vuol dire aver conseguito un apparente successo che maschera, invece, una cocente sconfitta.
Così è stato a Legnano.
La grande vittoria ottenuta da Lorenzo Vitali, candidato sindaco della CdL, già assessore alle Attività produttive, è stata offuscata dalle lungaggini delle "trattative" seguite alla vittoria e miranti alla costituzione della nuova Giunta. La stampa ha tenuto a sottolineare a più riprese che è stata AN a mettersi di traverso e più volte chi scrive ha dovuto stigmatizzare che le cose stavano diversamente. E’ stato necessario, infatti, ricordare agli alleati che gli accordi preelettorali andavano in tutt’altra direzione.
Prima delle elezioni Alleanza Nazionale aveva fatto un "passo indietro", rinunciando alla candidatura a sindaco ed avendo la formale promessa che avrebbe avuto "in cambio" la carica di vicesindaco e due assessorati. Il solito "poltronismo", come qualcuno ama ripetere! Ed invece no, perché se un partito raccoglie consensi, partecipa al successo del candidato comune, si impegna con tutte le sue forze per la comune vittoria, è non solo giusto, ma doveroso nei confronti dei propri elettori assumersi delle responsabilità amministrative, per attuare il piano di governo della città. Così non è stato.
Ad urne chiuse si è appreso che gli "accordi"…erano già stati fatti! E cioè il vicesindaco andava alla Lega, più un assessorato; quattro assessorati "pesanti" a Forza Italia e quello che restava ad AN. All’UDC, che pure aveva partecipato con impegno alla campagna elettorale, nulla, se non la carica del Difensore civico! Per altro in seguito rifiutata.
Alla fine della contesa Alleanza Nazionale otteneva tre assessorati, l’ultimo a "compenso" della mancata carica di vicesindaco.
Sì, ma quale assessorato? Le deleghe assegnate a questo "pollicino" recitano così: assessorato alle Consulte territoriali, Servizi demografici e cimiteriali, Ufficio relazioni con il pubblico, Formazione professionale! Il nulla! Un assessorato a "varie ed eventuali", come qualcuno lo aveva subito ribattezzato. Un’offesa per qualsiasi partito e per qualsiasi assessore! Ma davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato ai cimiteri? Davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico? Davvero Legnano aveva bisogno di un assessorato alla formazione, quando si sa che la formazione dovrebbe avere fra non molto altre destinazioni strutturali? Eppure è proprio così!
La sezione locale, i consiglieri eletti, il coordinatore di Legnano, si erano espressi diversamente; ma strategie di partito, scelte di carattere politico hanno fatto sì che venisse praticata questa scelta. L’alternativa era la presenza in posti chiave, accanto ai due assessorati, di uomini di AN nelle strutture di Società municipalizzate. In questo modo Alleanza Nazionale a Legnano avrebbe avuto, forse, meno visibilità ma indubbiamente più capacità, molto più, di gestione amministrativa. Resta l’amaro in bocca per una decisione non condivisa dal gruppo cittadino; resta un’ingiusta voce popolare di "poltronismo" ( mentre appare evidente che si tratta proprio del contrario, paradossalmente…); resta la frustrazione d’aver lavorato, e bene, da parte di tutti i candidati per, alla fine, ottenere il nulla.
A Legnano Alleanza Nazionale ha ottenuto l’11,7%, ben al di là delle previsioni che la davano al 7/8 %; è il secondo partito della coalizione, anche se per pochissimi voti; ha perso un consigliere, è vero, ma veniva da un successo storico nelle precedenti elezioni, quando s’era fatto il pieno di voti, inaspettato dai suoi stessi iscritti. Ma soprattutto Alleanza Nazionale veniva da un recente passato fatto di lacerazioni, di divisioni interne, con una sezione rimasta chiusa per anni e solo ultimamente nuovamente riaperta. E’ fortemente significativo che nelle precedenti elezioni, quelle del boom, i candidati - senza contare i voti espressi solo al partito - avevano riportato 1801 voti; in queste, con una situazione di difficilissima gestione per i motivi ricordati, i candidati hanno totalizzato 2136 voti.
Ora è tempo di archiviare le polemiche, di guardare avanti, di lavorare per il futuro. I nostri assessori, Codazzi, Colombo, Gangemi; i nostri consiglieri, Baggio, Commodaro, Barone e il capogruppo Guarnieri ( tre su quattro alla prima esperienza) sapranno sicuramente ben fare. Sono uomini che si sono sempre spesi per il Partito, che ad essi deve guardare sempre con riconoscenza.

Antonio F. Vinci

Lonate pozzolo - Numero 40

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LONATE POZZOLO
  • PARABIAGO
  • LEGNANO
  • APPUNTAMENTI



    Lonate Pozzolo
    Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dell’Associazione Excalibur. La stazione ferroviaria del Malpensa Express di Lonate-Ferno è stata completamente avvolta nella notte da un lungo striscione "firmato" Excalibur con la scritta: STAZIONE DELLA VERGOGNA. GRAZIE MALPENSA Non sappiamo chi abbia affisso lo striscione e per quale motivo l’ha firmata con il nostro nome - la cosa è per noi del tutto marginale - ciò che conta è il significo dell’azione che condividiamo pienamente. Completata nel lontano 1999 e costata svariati miliardi di vecchie lire, questa stazione di transito per il collegamento veloce Milano - Malpensa, non è mai entrata in funzione. E mai lo sarà, aggiungiamo noi. Il motivo è semplice. Questa "cattedrale nel deserto", realizzata a tempo di record e poi completamente abbandonata, doveva contribuire, nelle intenzioni inconfessabili dei nostri politici e imprenditori, a creare nell’opinione pubblica locale l’illusione che con Malpensa saremmo diventati tutti ricchi, che l’ampliamento dell’aeroporto avrebbe portato lavoro per tutti, benessere diffuso e nuovi servizi a vantaggio delle popolazioni residenti. Tutto questo per far digerire le devastazioni ambientali e l’aumento impressionante dell’inquinamento acustico e atmosferico causati dal nuovo aeroporto. La realtà è invece ben diversa e sotto gli occhi di tutti. Malpensa ha portato sì lavoro, ma precario ed extracomunitario (le attività che impiegano il maggior numero di lavoratori quali catering, facchinaggio e pulizie, sono affidate a cooperative esterne che assumono prevalentemente extracomunitari, gli unici in grado di accettare condizioni di lavoro e retributive al limite dello sfruttamento); Malpensa sta realizzando sì nuove strade, ma per camion e TIR che le solcheranno a centinaia, giorno e notte, per portare i prodotti provenienti dall’Oriente e destinati ai nostri mercati e a tutta Europa (con buona pace di chi, leghisti in testa, tuona ad ogni piè sospinto contro l’invasione di prodotti cinesi salvo poi costruirgli un aeroporto su misura). Riguardo all’ambiente, poi, il Parco del Ticino, zona classificata dall’UNESCO come riserva naturale della biosfera e per tale motivo "protetta", è invaso da attività d’ogni genere: capannoni industriali, megaparcheggi, centri commerciali, grandi alberghi… A ciò si aggiunge l’incubo della terza pista, che se realizzata darebbe il colpo di grazia a ciò che resta del nostro parco naturale, con danni irreparabili al delicato equilibrio ecologico dell’intera Valle del Ticino. Senza contare gli enormi costi che il nostro Comune deve sostenere per assicurare all’aeroporto i servizi di Polizia Urbana e amministrativi, cui si aggiungono le spese per la sicurezza a seguito dell’aumento della criminalità indotta dal nuovo scalo (da Malpensa transita di tutto, droga compresa). Questo è il prezzo da pagare per il progresso e per lo sviluppo della nostra terra? No, è il conto che tutti noi paghiamo per consentire ad alcune multinazionali estere, che han fatto man bassa di terreni nel pieno del Parco del Ticino, alle società d’importazione e alla Sea (la società di gestione dell’aeroporto di proprietà del Comune di Milano e della Provincia di Varese) di consolidare i propri bilanci. Cosa legittima, quest’ultima, se non avvenisse a scapito del nostro ambiente e della nostra salute. L’ambiente non si usa, si rispetta - il vero progresso è quello sociale, non solo economico Excalibur - alternativa verde 18 Novembre 2006


    Parabiago

    Comunicato stampa

    Il 12 novembre 2003 è stato un giorno di lutto per tutti gli italiani: in un vile attentato contro la nostra caserma a Nassyriah sono caduti 19 nostri connazionali impiegati in una missione di pace richiesta dall’ONU. La commossa partecipazione ai funerali di quei soldati ha mostrato allora il vivo senso di identità e di Patria che anima il popolo italiano; quest’anno, però, con colpevole leggerezza ed evidenziando ancora una volta la sua distanza dalla maggioranza del popolo italiano, il governo Prodi ha annullato le celebrazioni commemorative che da allora si tenevano per ricordare quel sacrificio, suscitando non poche polemiche tra i politici e tra gli italiani, ma soprattutto ferendo con un nuovo dolore i familiari dei nostri caduti, per lo più giovani spose rimaste sole a crescere i figli. Di fronte ad un simile esecrabile comportamento, anche quest’anno il Circolo D’Annunzio di Parabiago ha voluto con maggiore fermezza ripetere ciò che dal 2003 è diventata una orgogliosa tradizione: sabato 11 novembre un delegazione del Circolo, formata da Presidente Pino Galvagno, dai Consiglieri comunali Tiziano Zappa e Cesare Sala, dal Presidente di Azione Giovani Andrea Ferrante e da numerosi militanti, si è recata alla Caserma dei carabinieri di Parabiago per portare una corona d’alloro e per commemorare con il Comandante Sansone i commilitoni caduti nel compimento del loro dovere. Con loro sono stati ricordati tutti i caduti su vari fronti in cui sono impiegate le nostre forze armate. Inoltre, per stigmatizzare il comportamento del governo di Roma, domenica 12 è stato organizzata da AN e Azione Giovani in Piazza Maggiolini, dalle 10 alle 12.30, una distribuzione di volantini commemorativi. Parabiago, lì 12/11/06

    Alleanza Nazionale - Azione Giovani Parabiago Consiglio comunale del 27 novembre 2006

    In riferimento alla mozione unitaria della minoranza di censura al Sindaco Garavaglia per la partecipazione del Vicesindaco Borghi alla manifestazione di Forza Italia tenutasi domenica 29 ottobre ad Arconate,

    AN innanzitutto respinge con fermezza tale mozione ed esprime con forza la propria solidarietà morale e politica al Sindaco, ribadendo, in risposta anche a certe pretestuose e stucchevoli critiche della Sinistra sulla presunta "solitudine" di Garavaglia, che Olindo è il nostro Sindaco per la comunanza di Valori che ci lega: questo è il minimo comune denominatore, il segno di appartenenza e di vicinanza spirituale che non farà mai far venire meno la fiducia in lui riposta, anche nella eventualità di possibili disaccordi su alcune scelte amministrative. Questa comunanza di Valori, ci rende convinti che la nostra città, sia rappresentata da qualcuno che condivide quei principi e valori fondanti della triade " DIO, PATRIA, FAMIGLIA", la cui difesa contraddistingue il nostro impegno quotidiano.

    Nel merito, non riteniamo che il 29 ottobre u.s. abbia rappresentato un gesto di "parzialità, arroganza e spregio delle Istituzioni", come pretende la minoranza, anzi, ringraziamo il Sindaco ed il suo Vice per l’intervento con la fascia tricolore ad una manifestazione come quella di Arconate, che ha dato voce e visibilità al profondo scontento popolare, nei confronti di un Governo che si è reso responsabile di una delle finanziarie più inique ed inutilmente vessatorie di questi ultimi decenni, che ha come unico precedente, similmente nefasto,la finanziaria del famoso prelievo notturno dai conti correnti degli Italiani operata dal governo Amato (figura che, ahimè, ci siamo ritrovata tra i membri dell’attuale Governo). La presenza di Franco Borghi e, tramite lui, del Sindaco di Parabiago ad Arconate quindi, non ha fatto altro che interpretare la volontà di protesta in primis dell’elettorato di centro - destra parabiaghese (che, lo ricordiamo, costituisce la maggioranza dei cittadini del nostro Comune), ma in seconda istanza, crediamo, anche, lo scontento profondo di chi alle ultime elezioni ha votato Unione ed ora vede tradite molte delle promesse pomposamente espresse nel voluminoso programma e puntualmente disattese alla prova dei fatti.

    Dovere di ogni buon Sindaco è farsi portavoce delle istanze della maggioranza dei suoi cittadini (non ho detto degli elettori della sua parte!) e proprio questo è stato fatto da Garavaglia e Borghi.

    Si evince, da queste semplici considerazioni, quanto la mozione della minoranza sia inconsistente, pretestuosa, ispirata, con evidenza, ad una nostalgica ottica marxista, ma soprattutto colpevolmente finalizzata a nascondere alla gente di Parabiago, ma prima di tutto a se stessa, la grande insofferenza popolare verso l’azione politica di un Governo cui essa ideologicamente si riferisce e che, rappresenta, il vero scandalo di queste settimane, non in una prospettiva comunale ma in quella ben più ampia della intera nostra Nazione.

    I Consiglieri comunali di Alleanza Nazionale

    Un recente episodio, ripreso dai mass media a livello nazionale, ha generato una manifestazione di Alleanza Nazionale e Azione Giovani a Parabiago negli ultimi giorni delle festività natalizie. Ecco il testo del documento di protesta.

    PARABIAGO ENTRA NELLA CRONACA NAZIONALE GRAZIE ALLA MATTANZA DI PECORE ED AGNELLI PERPETRATA DALLA COMUNITA’ ISLAMICA

    Sabato 30 dicembre, come tutti noi abbiamo potuto vedere dalle immagini dei telegiornali nazionali, la comunità islamica parabiaghese ha festeggiato la festa del Sacrificio (Aid al Adha). Infischiandosene di tutte le leggi nazionali e regionali che regolano la macellazione, senza alcuna autorizzazione,gli adepti di questa comunità hanno sgozzato, decapitato, scuoiato decine di animali, per poi bruciare, in un grande falò, le teste delle povere bestie. TUTTO ALLA VISTA DEI CITTADINI CHE VIVONO NEI DINTORNI O SI SONO TROVATI A PASSARE PER CASO NEL LUOGO DOVE CIO’ E’ ACCADUTO. Non possiamo accettare che per simboleggiare una ricorrenza religiosa, siano sacrificati degli animali facendoli morire tra atroci sofferenze. Cosa hanno da dire in merito Verdi e lega ambiente? QUESTA BARBARIE E’ CONTRARIA ALLE NOSTRE TRADIZIONI, OLTRE CHE ALLE COMUNI REGOLE DEL VIVERE CIVILE! Ogni religione ha le proprie tradizioni: CHE SI PRATICHINO NEI LUOGHI DI CULTO PREPOSTI. INTEGRAZIONE
    significa
    RISPETTO DELLE LEGGI DELLO STATO

    PARABIAGO NON VORRA’ E NON DOVRA’ PIU’ TOLLERARE UN TALE SCEMPIO! Invitiamo le FORZE DELL’ORDINE a vigilare affinché ciò, o cose simili, non possano più turbare la vita di noi cittadini.

    NON SI ONORA IL PROPRIO DIO SGOZZANDO GLI ANIMALI

    NO AI SACRIFICI DI SANGUE


    Legnano

    Il cammino verso le elezioni amministrative a Legnano, una delle più importanti città in Lombardia in cui si va a votare in primavera, è ancora lungo, ma mostra già le prime fibrillazioni. Incertezze e prime schermaglie per quanto riguarda la formazione delle liste e le aggregazioni nei poli, ma soprattutto manovre, grandi o piccole, per il candidato sindaco della Casa delle libertà. Alleanza Nazionale, come noto, aveva già avanzato la richiesta di candidatura per bocca del suo commissario provinciale Umberto Maerna, ma l’esito è tutt’altro che scontato. Forza Italia presenta l’assessore uscente Lorenzo Vitali, che al momento è il candidato più quotato di tutta la coalizione. Di Vitali abbiamo già parlato nello scorso numero del Barbarossaonline e non intendiamo qui riprendere i tratti della sua personalità politica; è sufficiente ricordare che abbiamo sempre condiviso le sue scelte e il suo comportamento come amministratore. E’, invece, di Alleanza Nazionale che vogliamo parlare. Verso la fine di novembre è apparsa sulla stampa una nota di Franco Falco, assessore alla polizia locale e vicesindaco, in cui si diceva :" Con riferimento a quanto apparso sulla stampa locale vorrei precisare, a conferma di quanto ho già avuto modo di far presente in occasione di sollecitazioni al riguardo destinatemi, che da tempo ho maturato la decisione di considerare concluso il mio impegno amministrativo una volta esaurito il vigente mandato. Ciò senza entrare nel merito delle dichiarazioni attribuite al commissario provinciale, Umberto Maerna, che ritengo debbano essere oggetto di valutazioni in altra sede". L’uscita di Franco Falco dalla competizione elettorale è, indubbiamente, il fatto nuovo a tutt’oggi più rilevante. Sorprende scoprire che da tempo avesse maturato questa decisione, di cui francamente nulla si sapeva. Infatti Falco era indicato da tempo, anche se solo come vox populi, come il probabile candidato sindaco di Alleanza Nazionale. Contrasti interni al partito avevano resa più improbabile la candidatura, ma nulla faceva presupporre una soluzione del genere. Ora si aspettano le, eventuali, mosse. Falco starà a guardare? Vorrà creare una sua lista? Il fatto è che risulta difficile quantificare il suo seguito, anche perché è da molti anni che Falco, figura storica della Destra legnanese, non partecipa direttamente alla competizione elettorale per contare i suo elettori. Intanto Alleanza Nazionale farà una pubblica assemblea il 2 febbraio presso il Palazzo Leone da Perego per ascoltare e raccogliere idee e proposte dei Legnanesi. L’obiettivo prioritario è quello di poter predisporre un programma elettorale adeguato da discutere con gli alleati della Casa delle Libertà. Alleanza Nazionale, come ogni altro partito sia dell’opposizione che della maggioranza, si troverà a gestire una città in sviluppo. Ma è proprio nella specificità del suo progetto che si distinguerà dalle altre forze politiche. E allora suggeriamo alcuni spunti : fermare la cementificazione della città; incentivare il piccolo commercio; dare maggiore sicurezza alla città; non dimenticare le periferie; maggiore attenzione alle categorie deboli;una cultura più vicina ai giovani; maggiore attenzione all’ambiente; riflessione sulla città metropolitana. E poi: Legnano è il Palio, ma non è solo il Palio. Anzi, perché non cercare di fare del Palio, della sua tradizione, della sua struttura, uno strumento nobile di crescita cittadina? Sono temi non nuovi, certo, ma la capacità degli uomini e delle donne di Alleanza Nazionale di Legnano si misurerà proprio nella capacità del fare e non solo del dire. E, ad esser franchi, l’esperienza amministrativa degli uomini e delle donne di Alleanza Nazionale è stata sino ad ora positiva. Per il futuro non resta che continuare e migliorare.



    APPUNTAMENTI

    Parabiago
    Sabato 20 gennaio ore 21.00, presso la Villa Corvini, avrà luogo la proiezione del documentario: Italia e Islam dalla guerra di Libia a Nassirya, edito dall’ Istituto Luce. Sarà presente l’autore: RENATO BESANA (editorialista di Libero e giornalista RAI).

    Sabato 10 febbraio,Giorno del Ricordo, ore 21.00 presso la Villa Corvini: COMMEMORAZIONE MARTIRI DELLE FOIBE E ESODO GIULIANO-DALMATA. Interverrà il noto giornalista, scrittore, filosofo MARCELLO VENEZIANI.

    Legnano
    Venerdì 2 febbraio ore 21.00, presso il Palazzo Leone da Perego, Alleanza Nazionale incontrerà i cittadini per "ascoltare" e raccogliere idee e proposte dei Legnanesi per il futuro della città, in vista del programma elettorale da discutere con gli alleati della Casa delle Libertà. Saranno presenti assessori, consiglieri, parlamentari e rappresentanti regionali e provinciali.

    Castellanza
    Martedì 23 gennaio, alle ore 21.00, presso il Teatro di Via Dante, Concerto di canti della tradizione ebraica dell’Agorà Ensemble, in occasione della Giornata della Memoria.

Legnano - Numero 39

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LEGNANO
  • CASTELLANZA
  • MALPENSA



    LEGNANO

    Una poltrona per due?

    La prossima primavera non porterà solo le rondini ma anche il nuovo sindaco di Legnano. Eh sì, perché le amministrative già incalzano in città e i preparativi, le alleanze, i "si dice" ormai sono all’ordine del giorno. Su "Il Giorno" di domenica 22 ottobre, inserto di Legnano, intervista al sindaco Cozzi. Non si sbilancia più di tanto l’avvocato Cozzi, ma noi pensiamo proprio che la prossima Amministrazione, in caso di vittoria della Casa delle libertà, lo possa vedere, anzi lo debba vedere, presente, pur con un ruolo diverso rispetto al passato. Infatti l’attuale legge elettorale non permette una sua terza candidatura a sindaco. Certo il riferimento all’assessore Lorenzo Vitali come a suo probabile successore non è esplicito, ma dalla stessa intervista si evince che Cozzi pensi a lui come al nuovo inquilino a Palazzo di Città. D’altra parte Vitali è stato stretto collaboratore di Cozzi, ha sempre operato bene, è persona corretta ed efficiente, lontano dalle beghe e dalle polemiche : un galantuomo. E Cozzi potrebbe cogliere la realizzazione del suo programma proprio nel mandato a Vitali. Ma le altre forze politiche della città cosa potrebbero dire? Cozzi è stato espressione di Forza Italia, pur non essendo direttamente impegnato in quel partito. La valutazione del suo operato è, secondo chi scrive, più che positiva; Cozzi era apparso sulla scena pubblica,lo ricordiamo bene, come nome nuovo, come un non politico, come un personaggio che pochissimi conoscevano, se non dal punto di vista professionale. Ma indubbiamente Cozzi ha fatto il bene della città; le critiche, poi, sono sempre possibili, ma l’unanimità in politica non la si raggiunge neppure all’interno dello stesso partito, immaginarsi in una città. Ma forse ora le altre forze politiche potrebbero chiedere a Forza Italia di passare la mano. Oltre tutto sulla sua strada c’è stato il macigno dell’arresto del vice sindaco Carmelo Tomasello, e questo - senza entrare nel merito della vicenda - non depone certo favorevolmente per l’immagine degli azzurri. E’ proprio Alleanza Nazionale che può, a questo punto, rivendicare la poltrona di sindaco. Dalla sua ci sono i numeri e ci sono le persone. Alleanza Nazionale è cresciuta come non mai alle ultime amministrative. A Palazzo Malinverni An è ben rappresentata: ci sono 5 consiglieri, di cui uno è il Presidente del Consiglio comunale,l’ ottimo Massimo Colombo, e due assessori : Franco Falco e Rosamaria Codazzi. E su questi due ultimi nomi si potrebbe giocare la prossima candidatura. A meno che non si faccia avanti un nome, se non nuovo, al di sopra delle parti. D’altronde anche Cozzi è stato uomo al di sopra delle parti. Franco Falco è la figura storica della destra legnanese. I suoi anni di presenza al Consiglio comunale, la sua competenza, l’incarico che attualmente ricopre di vicesindaco sono tutti aspetti che lo spingono verso la candidatura. Rosamaria Codazzi è una donna tenace e capace, assessore all’istruzione, dove ha ben lavorato; conosce bene la macchina amministrativa ed ha un suo seguito personale nella città. Ora : non nascondiamoci dietro un dito. I due personaggi sono ugualmente validi; la differenza la farà l’appartenenza ad una corrente piuttosto che ad un ’altra ( con buona pace di chi sostiene che le correnti non ci sono più nel partito…). Falco rappresenta la continuità, la correttezza, la Destra che è giunta al governo della città dopo tanti anni di dura opposizione, quando c’era anche il pericolo per la propria vita ad essere di destra. Codazzi rappresenta la grinta di chi è cresciuto in AN, il modo di fare di chi vive nelle cose, l’altra metà del cielo che è rappresentata anche a livello di Coordinamento regionale sia in AN che in Forza Italia.

    Antonio Vinci


    CASTELLANZA

    Tra i due litiganti…la maggioranza gode

    La barca dell’Amministrazione di Fabrizio Farisoglio ha ormai preso il largo. A Castellanza la Giunta di centrodestra veleggia tranquilla in un mare sostanzialmente a calma piatta. Certo ogni volta che si apre una seduta del Consiglio comunale ci sono i soliti interventi estemporanei dettati più dalla voglia di protagonismo che da reali motivi amministrativi, ma questo fa parte del gioco. A volte la retorica politica si taglia a fette come la polenta… o gli interventi rassomigliano più a dei comizi… ma la disponibilità del Presidente del Consiglio, Maurizio Frigoli, permette queste lungaggini che, tutto sommato, possono servire ad un più approfondito dibattito interno al Consiglio stesso. O, per lo meno, vediamola così… La novità di questi giorni è rappresentata, invece, dalle dimissioni di Benedetto Di Rienzo, capogruppo di "Castellanza Democratica". Al suo posto è subentrato il primo dei non eletti : Mario Rossi. Indubbiamente si è notato in Consiglio un certo imbarazzo, perché Mario Rossi alle ultime elezioni era il candidato del centrodestra, che ora lo vede in una lista di minoranza e di opposizione. E l’altra sera, all’atto del suo insediamento, Rossi ha voluto fare una distinzione fra l’essere minoranza e l’essere opposizione, dove quest’ultima può essere vista come una posizione preconcetta da evitare. Indubbiamente è stata una trovata elegante che ha rasserenato un po’ l’atmosfera : vedremo ora con il passare del tempo. Non si placa, invece, la polemica tra "Castellanza Democratica", specialmente nella persona dell’ex sindaco Livio Frigoli e "Impegno per la città", in modo specifico nella persona del suo capogruppo e sindaco uscente Maria Grazia Ponti. Anche i cittadini presenti avvertono il fastidio della continua querelle tra i due gruppi, mentre la maggioranza sta a guardare, come invitati un po’ annoiati… Con la prossima seduta consiliare si dovrebbe entrare nel vivo della gestione della città, considerato che bisognerà affrontare il non piccolo problema del Bilancio. Ci aspettiamo dalle minoranze un’opposizione critica e costruttiva ( come da lessico politicamente corretto…), per il bene della città.

    Barbarossa




    COMUNICATO STAMPA
    AEROPORTI E ALITALIA: LOBBIES A CONFRONTO E... IL RITORNO DI PRODI

    Quando fu inaugurata Malpensa 2000 il dualismo tra i due aeroporti non esisteva, Fiumicino si lasciò scippare numerosi voli ed Alitalia si lasciò attirare nella trappola del secondo hub... e poi si videro i risultati: nei primi 4 anni (1998-2002) il deficit di Alitalia divenne una deriva fuori controllo ed il titolo in borsa passò da 5.000 lire a 0,20 €. Strano? No, ovvio: nessuna Compagnia ha due hub, perché è una situazione che raddoppia i costi (ma non i ricavi) e lo si è visto nei bilanci di Alitalia. Da allora, infatti, Alitalia viene tenuta in vita con un accanimento terapeutico mangiasoldi palesemente assurdo. Come assurdo è il dualismo per due semplici ragioni: le differenze nei lay-out dei due aeroporti ed i problemi di Malpensa. Confrontare Malpensa e Fiumicino è come paragonare una vasca da bagno ad una piscina olimpionica. Il numero di piste di Fiumicino è doppio di quelle di Malpensa ed i problemi di Malpensa sono almeno 10 volte quelli di Fiumicino. Malpensa è interamente nel Parco della Valle del Ticino, Riserva della Biosfera dell’UNESCO (ed è già un fatto assurdo) e, in sovrappiù si continuano a progettare ed a realizzare ampliamenti perché, come scrive anche l’acuto Severgnini, "è nato vecchio". Anche perché, come forse non tutti sanno, è stato progettato e costruito per un ruolo diverso: non hub ma point-to-point e doveva solo "affiancare" Linate, con il limite di 3-400 voli al giorno. Invece vi è stato forzosamente trasferito traffico, togliendolo da altri aeroporti, fino a 8-900 voli/giorno (vedi Decreti Burlando e Bersani), con tutte le conseguenze note. Non vorremmo certo fare noi il piano del traffico aereo nazionale, ma ci chiediamo quale ruolo stia svolgendo ENAC ed a quali giochi si presti. Vorremmo anche capire perché, ad esempio in Spagna, nessuno abbia mai tentato di spostare l’hub da Madrid a Barcellona mentre invece, in Italia, si vuol spostarlo da Roma a Milano: che Paese saremmo con l’aeroporto di riferimento in un sito diverso dalla capitale? E’ in gioco la credibilità del Paese, conseguenza e causa della situazione di Alitalia e, soprattutto il Governo (Prodi per primo), dovrebbe capire gli errori del passato ed evitare di ripeterli. I fans di Malpensa usano lo slogan "qui si stacca il 70% dei biglietti aerei" (al nord? nella sola Lombardia?), ma è il 70% dei biglietti business pari a meno dell’1% del totale nazionale. Progettano anche "azioni bipartisan", in Consiglio regionale lombardo, "per la valorizzazione di Malpensa" e non pensavamo che si potesse arrivare, dall’una e dall’altra parte, ad un tale livello di irresponsabilità politica che ha già creato conseguenze evidenti, devastanti e contrarie all’interesse nazionale. E nessun commento meritano infine quei sindaci che su Malpensa si sono ormai compromessi. Ci insegnano gli esperti che le infrastrutture "scambiano danno ambientale con beneficio sociale", invece Malpensa, aggiungono, "produce danno ambientale e maleficio sociale" come dimostra la V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) redatta a cura del Parco del Ticino.

    Gallarate, 13 ottobre 2006

    WWF ITALIA, LEGAMBIENTE, C.OVES.T. ONLUS, UNI.CO.MAL. LOMBARDIA, EXCALIBUR, AMICI DELLA NATURA AD ARSAGO

Castellanza (va) - Numero 38

 

Con piacere pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che, per essere un imprenditore di una microazienda, come lui stesso la definisce, ben rappresenta il disagio nella presente situazione politica di questa gloriosa realtà dell’ economia lombarda e italiana.

COME TI INCENTIVO LE PICCOLE AZIENDE...

Sino a qualche giorno fa ero una persona serena e ottimista innamorata del proprio lavoro. Rappresento il superstite della quinta generazione consecutiva di una famiglia di artigiani orafi. Gente tosta, indipendente, conscia di poter fare conto solo sulle proprie energie senza mire espansionistiche, ma ciascuno con la propria realtà mantenuta della conduzione familiare. (Presenza in Milano dal 1912 con 15 negozi). Appartengo pertanto a quella realtà delle microaziende che, secondo le opinioni della stampa, costituiscono l’ossatura dell’economia nazionale. La mia storia comincia nel 1952 quando all’età di 14 anni inizio l’apprendistato dapprima con uno zio, poi con mio padre, con una retribuzione simbolica e senza assunzione per la durata di nove anni. Contrariamente a quanto normalmente la gente pensa, non solo non mi sento sfruttato e maltrattato, ma tuttora sono estremamente grato a queste due persone che, trasmettendomi il loro sapere sulle lavorazioni e riparazioni orafe e orologiaie, sono state determinanti per la mia preparazione professionale. Contemporaneamente di sera, inizio, all’istituto Galileo Galilei la scuola comunale di orologeria di Milano, che dopo cinque anni mi porterà al diploma. Dal 1957 mi occupo anche dell’istruzione di apprendisti, uno per volta, dando loro praticamente lezione privata a tempo pieno. Alcuni di loro hanno avuto un brillante successo. Smetterò nel 1968, incalzato dai concetti sindacali: "non si può" … "è sfruttamento" … "vanno assunti regolarmente". Da molti anni ormai morto e sepolto l’artigianato ad alto livello, chi vuole imparare può rivolgersi a scuole private con costi adeguati dove docenti non sempre con adeguata preparazione impartiscono lezioni collettive. Nel 1961, sentendomi pronto, apro un piccolo negozio con un affitto stratosferico cui faccio fronte a fatica. Inizio molto duro: dormire nel retrobottega per evitare l’assicurazione sugli oggetti in riparazione di proprietà dei clienti, mentre l’autorità impiega sette mesi a concedermi la licenza di vendita, poco male perché non avevo un gran che da vendere. In questo periodo apprendo che, nonostante lavori dalle 9 alle 20 senza intervallo, non posso considerarmi un lavoratore visto che sono un imprenditore autonomo. La cosa mi lascia perplesso. Nel 1968 mi trasferisco, sempre in affitto, in un negozio più grande; è con me mia madre, già coadiuvante nel negozio di mio padre nel frattempo ammalatosi gravemente. Rimarrà con me fino al 1998 totalizzando settantasei anni lavorativi. Trascorrono gli anni: il restauro degli orologi antichi e dei gioielli antichi , la creazione di gioielli unici, il taglio delle gemme di colore, il diploma di gemmologo, l’incarico non retribuito di assistente di laboratorio serale ai diplomandi in gemmologia , tutte attività che mi hanno riempito la vita dandomi grandi soddisfazioni professionali e personali. Nel 1996, avendo compiuto 35 anni di contribuzione, percepisco la prima pensione. Mi viene alla mente una frase di mio padre: "L’INPS è una tassa come un’altra, pagala e se poi ti arriverà qualcosa sorprenditi". Ben presto l’errore di mio padre non sembra più tale. Apprendo che non essendo un lavoratore, ma un imprenditore indipendente che continua a lavorare, la pensione mi viene decurtata di una grossa fetta. Ad un certo punto un legislatore si rende conto dell’incongruenza ed elimina questa ingiustizia, ma per poco tempo. Mi risulta che ora il lavoratore che continua il suo incarico da pensionato, percepisce uno stipendio superiore. Nel 2003, dopo 42 anni di attività in affitto, la società proprietaria mette in vendita l’immobile in cui lavoro. All’età di 65 anni, dopo oculati calcoli, acquisto il negozio con mutuo decennale. Il passo è impegnativo anche perché i miei figli hanno scelto strade diverse. 2006, nuovo Governo. Leggo sulla stampa: "la situazione è grave… dobbiamo tirare la cinghia per risanare il paese. Tutti devono collaborare". Decreto governativo retroattivo di cinque anni, se ho ben capito: arimorta l’IVA sugli immobili non può essere riconsiderata come tale e quindi messa in detrazione. Coloro che l’hanno fatto devono pagarla allo stato in unica soluzione (in tre anni). Non vedo in coscienza quale crimine abbia commesso non riuscendo, per motivi diversi, ad acquistare il mio negozio prima del 2003 per essere trattato come facevano le SS con la decimazione: 1, 2, 3, … questo va al muro. Per far tacere il mio senso di giustizia sarei contento di vedere emettere un decreto secondo il quale, oltre a trattare in egual modo tutti gli altri contribuenti, si rendesse obbligo ai membri dell’attuale governo di versare alle casse dello stato il 20% dei propri stipendi ed eventuali altri proventi degli ultimi cinque anni. Questo farebbe tornare il sorriso sul mio volto.

Luigi

Castellanza (va) - Numero 37

Un sindaco per cambiare pagina


Ormai la data delle elezioni amministrative è dietro l’angolo: si vota domenica 28 maggio e lunedì. Gli schieramenti sono appaiati, come le quadrighe nella famosa scena di "Ben Hur", pronti per lo sprint finale.
Ma quali le novità? Non che si debba necessariamente essere "innovativi" per avere successo o,meglio, per rispondere alle esigenze della cittadinanza, ma cambiare aria in effetti si può, si deve.
E Castellanza ha bisogno di cambiare aria.
Gli schieramenti sono quattro:

  • Insieme per Castellanza, guidata da Lidia Zaffaroni, che raccoglie tutte le forze del centro-sinistra, ad eccezione della Margherita;
  • Castellanza democratica, guidata da Benedetto De Rienzo, formata dal "grande centro" di Mario Rossi e dai seguaci di Livio Frigoli;
  • Impegno per la città, guidata da Maria Grazia Ponti, il sindaco uscente;
  • Casa delle libertà, guidata da Fabrizio Farisoglio, e che comprende anche la lista civica capitanata da Antonio Tellarini.

A leggere i programmi delle diverse liste il cittadino attento non nota questa grande differenza nei contenuti. E non per insipienza dei redattori, ma perché - ovviamente - i problemi della città sono sempre quelli a tutti noti da anni e di non semplice risoluzione. Mutamenti radicali, geniali risoluzioni non sono sempre a portata di mano, perché si scontrano con la limitata riserva delle risorse, che - notoriamente - non sono infinite e sono ulteriormente limitate da priorità da cui non si può prescindere.
Eppure Castellanza, si diceva, deve cambiare aria.
Da anni si perpetua una situazione che vede protagonisti gli stessi personaggi, con frequenti attriti fra di loro, con un fare politica tra conventicole e confraternite, senza una reale partecipazione della cittadinanza. Anche perché la cittadinanza, diciamo la verità, non è particolarmente interessata a questa gestione del potere; non la capisce; non la segue.
I cittadini di Castellanza non hanno capito il perché di questa crisi amministrativa, o forse lo hanno capito fin troppo bene, quando il sindaco uscente ha mostrato la sua determinazione nel non farsi manovrare dalla sua stessa maggioranza.
A Castellanza la scelta elettorale è fondamentalmente dettata - come in tutti i paesi di provincia - da appartenenze, amicizie, legami di genere diversi.
Muovendoci tra la gente in questi giorni di campagna elettorale abbiamo sentito motivazioni le più varie in merito alla preferenza da accordare: è un mio coscritto; abbiamo fatto tutte le scuole assieme; abitavamo da piccoli nello stesso cortile…Come se queste potessero essere delle motivazioni serie, un giudizio sulla conduzione della città, una valutazione e una prospettiva sul futuro della città.
Con Fabrizio Farisoglio la città può voltare pagina.
E’ un giovane manager, lontano dalle conventicole, presente da anni sul territorio, stimato professionalmente. Nella Casa delle libertà di Castellanza rappresenta il nuovo, che però non si trincera dietro la patente del "tecnico prestato alla politica", una figura che ha fatto ormai il suo tempo, mostrando che laddove c’è una presunta verginità politica spesso ci sono dietro le pressioni dei vecchi volponi della politica.
Farisoglio è abituato alle decisioni, ma non è un autocrate; pronto al dialogo, non si lascia irretire dal "fuoco di sbarramento" degli interlocutori. Il suo essere al di sopra delle parti, non presente nei "circoli", ma attento alla sua città, gli potrà permettere di liberare quelle energie che in Castellanza ci sono, e come.
Castellanza è una città che ha sempre mostrato di possedere grandi risorse, umane e morali.
Pochi sottolineano che questa città ha, ad esempio, tutte le scuole, dalle elementari all’università, private: segno di vivacità culturale, ideale, economica. Oltre, naturalmente, ad avere una significativa presenza di scuole pubbliche.
Questa città ha sul suo territorio due cliniche private di prestigio.
Questa città ha sul suo territorio tre grandi supermercati, scelte fatte in anni in cui non si temeva di mettere in ginocchio il piccolo commercio, ma che - comunque - hanno permesso di calmierare i prezzi.
Questa città ha sul suo territorio una chicca come il Museo Pagani, uno dei più importanti in Italia e in Europa, di proprietà privata ma aperto alla fruizione pubblica. A nostro avviso non sufficientemente valorizzato e sostenuto.
Castellanza è un po’ il laboratorio di un’Italia che vuole fare da sé, che ha sempre fatto da sé e che, laddove non si chiude in cerchie ristrette, sa dare il meglio di sé.

Antonio Vinci

Castellanza (va) - Numero 36

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • CASTELLANZA (VA)
  • LONATE POZZOLO (VA)
  • LEGNANO (MI)
  • VANZAGHELLO (MI)
  • PARABIAGO (MI)



    CASTELLANZA (VA)

    Grandi manovre in questi giorni a Castellanza : finalmente incomincia a delinearsi lo schema delle formazioni elettorali in vista delle amministrative del 28 maggio. Indubbiamente l’attesa dei risultati delle elezioni politiche ha il suo peso, almeno per i partiti della Casa delle libertà, che infatti ancora non sono usciti allo scoperto. La situazione, comunque, oggi presenta queste formazioni: Insieme per Castellanza, che raggruppa i partiti del centrosinistra, esclusa la Margherita; Castellanza democratica, che è formata dal Grande Centro di Mario Rossi e il Centro Civico di Livio Frigoli; Impegno per la città, la lista del sindaco uscente Maria Grazia Ponti. I programmi di tutte le formazioni sono ancora per aria, anche perché le problematiche della città non sono sostanzialmente cambiate dall’ultima tornata elettorale di due anni fa e "colpi d’ala", "uscite di fantasia" non sono molto facili. Oltre tutto, detto fuori dai denti, le formazioni temono il "copia/incolla" reciproco dei programmi. La frammentazione delle forze di centrosinistra rende probabile, più probabile, la vittoria del centrodestra, ma la differenza la farà quasi sicuramente il candidato sindaco e la squadra. E poi, cosa farà la rappresentanza civile di Castellanza? Da che parte si schiererà, ad esempio, Antonio Tellarini e gli "Amici della stazione"? Castellanza si trova ad un bivio: può finalmente cambiare strada dopo anni di centrosinistra; può voltare pagina; può finalmente smetterla del tutto con i "soliti noti" che da troppo tempo amministrano la città, direttamente o indirettamente. Una ventata d’aria fresca può far respirare la città da troppo tempo soffocata da faide, pettegolezzi, recriminazioni, accuse reciproche. Ci vogliono indubbiamente persone nuove, che pensino diversamente la Castellanza del futuro; persone che ridisegnino Castellanza : una città dalle grandi potenzialità umane, dalle grandi opportunità territoriali. E anche se la Casa delle libertà non è uscita allo scoperto, il lavoro di elaborazione del programma, la rosa dei candidati sindaci, la scelta dei candidati al Consiglio comunale, gli accordi tra le diverse anime della CdL sono tutti momenti politici che vengono affrontati con attenzione. Alleanza Nazionale, poi, a Castellanza ha conosciuto un nuovo impulso da quando è stato nominato, ormai da parecchi mesi, Commissario cittadino Emanuele Abruzzo. La presenza della Destra in città è palpabile, per le comunicazioni rivolte ai cittadini con lettere alle singole famiglie, per la diffusione costante di comunicati stampa, per l’installazione di un gazebo fisso di propaganda, per l’allestimento di banchetti, per le riunioni all’interno del direttivo del partito. Queste elezioni amministrative possono essere la vera occasione per far spiccare a Castellanza quel salto di qualità che ancora non è riuscita a fare, pur in presenza di una prestigiosa Università, di un famoso Museo conosciuto a livello internazionale, di un tessuto sociale operoso anche se sempre più minacciato dalla crisi. Pensare alla grande: questo vogliamo per Castellanza, questo vuole la Destra castellanzese. I cittadini vorranno cambiare pagina o vorranno continuare a credere a chi li ha già delusi più di una volta?

    Antonio F. Vinci


    LONATE POZZOLO (VA)

    11 marzo 2006
    Una delegazione del circolo Excalibur ha partecipato alla cerimonia commemorativa in onore di Gabriele D’Annunzio nell’ottantesimo anniversario della sua visita all’aeroporto di Lonate da lui ribattezzato Campo della Promessa, avvenuta l’11 marzo del 1926. Erano presenti autorità civili, militari, religiose e rappresentanti delle associazioni d’arma. Nel corso della cerimonia, alla presenza di un picchetto d’onore dell’Aeronautica militare, è stata scoperta la lapide in granito recentemente ritrovata e restaurata con incise le parole del Vate in ricordo dei caduti dell’aria della grande guerra, mentre due velivoli dell’epoca solcavano i cieli. Sono state deposte due corone di fiori da parte delle associazioni d’arma e del circolo culturale Excalibur. L’iniziativa è terminata nella sala polivalente del Comune dove è stata allestita una mostra fotografica e di cimeli della seconda guerra mondiale ritrovati all’interno del Campo della Promessa e restaurati da un gruppo di volontari lonatesi. Interessante è stata la ricostruzione storica fatta dall’addetto stampa dell’Aeronautica militare che ha ricordato le fasi salienti di questo aeroporto costruito nel 1916, potenziato durante il secondo conflitto mondiale e divento sede di un reparto dell’aeronautica militare repubblicana dopo l’8 settembre del 1943, per essere poi abbandonato con la fine della guerra.


    LEGNANO (MI)

    Era un Ignazio La Russa stanco per un tour elettorale intenso, ma sempre attento ed appassionato, quello che domenica 26 si è presentato all’Hotel Elitis di Legnano. Un incontro con la città in vista delle imminenti elezioni politiche. Il numero due nazionale di AN prendeva subito la parola per illustrare il programma della Casa delle libertà; soprattutto insisteva sulla necessità di convincere gli indecisi ad andare a votare. E’ diventato, infatti, un ritornello quello che se alle elezioni andrà più dell’82% degli aventi diritto al voto, la Casa delle libertà ce la farà ad essere riconfermata alla guida del Paese. Ma La Russa, che alle 22.00 riprendeva già il suo giro elettorale per andare a Varese, ricordava prima di tutto i successi conseguiti dal centro-destra in questi cinque anni: le riforme ( in primis quella della scuola); l’aumento delle pensioni minime; l’abolizione del servizio militare obbligatorio; le grandi opere; la legge contro la droga; la legge sull’immigrazione ecc. ecc. Ma, soprattutto La Russa ricordava come finalmente non ci si vergogna più di parlare di Patria…"Se prima eravamo in pochi a parlare di Patria, ora siamo la maggioranza"…come recita un fortunato slogan elettorale. La serata, condotta dal Presidente provinciale di Alleanza Nazionale Umberto Maerna, proseguiva con l’esposizione del senatore Giuseppe Valditara, che metteva il dito sulle tante contraddizioni del programma dell’Unione e con gli interventi dei candidati alla Camera locali Rosa Maria Codazzi e Vincenzo Carnuccio.


    VANZAGHELLO (MI)

    Bandiere rosse, pagine nere : questo il titolo del Convegno tenuto a Vanzaghello il 30 marzo, organizzato dal Circolo territoriale di Alleanza Nazionale di Magnano con la collaborazione di quelli di Bienate, Arconate, Dairago, Vanzaghello, Villa Cortese Sono intervenuti il senatore Franco Servello, il dottor Gabriele Fontana, il prof. Antonio F. Vinci, nostro direttore, il dottor Giovanni Grigillo e i candidati alla Camera dei deputati Paola Frassinetti e Fabrizio Allevi. I crimini commessi dai comunisti nella storia sono stati variamente trattati dai singoli relatori : se Grigillo, Presidente del Comitato Provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha ricordato la tragedia delle Foibe, Vinci ha sottolineato la censura che sui libri di scuola è stata condotta da sempre nei confronti delle Foibe e dei 350.000 esuli della Dalmazia e dell’Istria. Sono stati ricordati pure i crimini commessi dai partigiani nel triennio seguente la fine della guerra, ma soprattutto il nostro direttore ha voluto sottolineare la matrice ideologica dell’odio dei comunisti, concludendo il suo applaudito intervento con una frase dello storico François Furet : "L’assurdità della fede comunista è manifesta. Appellandosi alla credenza nella libertà umana, essa ha prodotto un sistema di oppressione senza pari nella storia". Il dottor Fontana, di Alleanza Cattolica, ha voluto mettere in evidenza la disumanità del comunismo, della sua ideologia, mentre il senatore Servello, che si è definito un pensionato della politica, ha voluto ricordare come a conclusione del suo lungo iter politico come deputato e come senatore abbia avuto la soddisfazione di veder consegnata la medaglia d’oro al valor civile, alla memoria, alla martire istriana Norma Cossetto. L’anziano senatore ha voluto pure ricordare la consegna di un’altra medaglia d’oro, per l’assegnazione della quale si erano mobilitati tutti i militanti di AN per la raccolta delle firme, proprio in questi giorni : quella alla memoria di Fabrizio Quattrocchi. I due candidati Frassinetti e Allevi hanno dato un taglio più strettamente politico ai loro interventi, com’era ovvio, riuscendo a far percepire al folto ed attentissimo pubblico l’autentica differenza tra le forze in campo per le prossime elezioni.


    PARABIAGO (MI)

    Pubblico attento venerdì 31marzo al Convegno Scuola : il progresso dell’Italia,tenutosi presso la Villa Corvini, organizzato dal Circolo di Parabiago "Gabriele d’Annunzio". Dopo l’introduzione di Umberto Maerna, Presidente provinciale di Alleanza Nazionale, ha preso subito la parola Paola Frassinetti, candidata alla Camera dei deputati. La Frassinetti, che conta nel suo lungo curriculum di politico in AN anche la carica di Assessore per la Provincia di Milano all’Istruzione, ha parlato con consapevolezza della situazione scolastica, sin dai tempi in cui era studentessa lei pure. Ma indubbiamente il clou della serata è stato l’intervento del senatore Giuseppe Valditara, uno dei protagonisti della Riforma Moratti. Con puntuale precisione Valditara ha enucleato tutti i punti fondamentali della riforma stessa, sottolineando come ormai, finalmente, ci si spinga verso una concezione meritocratica della scuola nella sua totalità. Ciò sia per quanto riguarda una maggiore serietà negli studi che per quanto riguarda l’assunzione e la retribuzione de personale docente. Il professor Antonio Vinci, nostro direttore, è intervenuto tra i relatori dando uno spaccato della scuola italiana da parte di chi vive la sua esperienza di docente e di preside ormai da più i trent’anni, mentre il professor Agostino Parasmo, assessore all’istruzione di Parabiago e già preside di prestigiosi Istituti, ha chiuso la serata mostrando quanto nei fatti e nel quotidiano possa incidere una politica dell’istruzione e della cultura da parte di uomini di Alleanza Nazionale.

Castellanza - Numero 35

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • CASTELLANZA
  • TURBIGO
  • MILANO



    A Castellanza è don Pino Marelli che solleva la questione morale.

    Castellanza si avvia alle elezioni amministrative nella più completa confusione, senza che la cittadinanza abbia veramente capito le ragioni per cui il sindaco Maria Grazia Ponti è tornata a casa. Provate a sentire quanto dice la gente per strada, dal panettiere, all’uscita dalla chiesa.
    Già, la chiesa. Il prevosto di Castellanza, don Pino Marelli, ha lanciato un’intemerata contro i politici locali :"La nostra città è passata dall’essere indicata come un modello di ottima amministrazione (si pensi al sindaco Moroni) alla decisione di togliere la fiducia al sindaco. Non vuole essere un giudizio alle persone, ma un giudizio amaro e severo sulla situazione. E’ umiliante per tante persone oneste, dover constatare che di fatto non emergono persone veramente capaci di lavorare per il bene della città". E più avanti:"chi governa male deve avere l’umiltà di riconoscerlo e deve avere il coraggio di mettersi in disparte". Ma con chi ce l’ ha don Pino? Ovviamente tutti si sentono immuni e scaricano la "condanna" sugli avversari.
    Ma ricostruiamo un po’ il clima politico della città.
    Partiamo da Mario Rossi, avvocato, candidato sindaco alle ultime elezioni per Orizzonte- Polo per Castellanza. Rossi si è dimesso da Forza Italia e ha dato vita al Grande Centro. Come ha dichiarato a La Prealpina del 13 gennaio scorso "ho impostato il dialogo con rappresentanti di Insieme, con i sei dissidenti e il gruppo che fa capo a Frigoli. Ma non disdegno neppure la lista di Maria Grazia Ponti e le forze del centrodestra". Che dire? Rossi vuole dar vita al partito unico, una grande marmellata di posizioni diverse, antitetiche, in contrasto le une con le altre, purché vinca. Ah, dimenticavamo: Mario Rossi ha dichiarato che non si candiderà a sindaco. Per evitare di fare un’altra brutta figura come alle ultime elezioni?
    Livio Frigoli, il grande elettorale di Maria Grazia Ponti, sindaco uscente, ma anche l’autore del grande ribaltone che ha cacciato la Ponti da Palazzo Brambilla. Anche lui dichiara di non volersi candidare a sindaco. Intanto forma un gruppo di "salute pubblica" (sono sue parole) che si chiama Gruppo Civico non disdegnando l’appoggio di Mario Rossi, l’avversario di ieri. Vuole fare una lista sovrapartitica, ma intanto a Milano è tra i fondatori del Partito democratico e viene nominato vicepresidente dell’Associazione per la costituzione del nuovo organismo. Come si dice nella Carta Costitutiva dell’Associazione :" vogliamo tentare di rappresentare un pezzo importante della società civile e politica, quell’area civico-ulivista che costituisce una risorsa preziosa ed ineludibile per ridare al Paese la certezza di un impegno e la speranza in un futuro migliore".
    Insieme per Castellanza decide di allearsi con Mario Rossi, contenti che tra i loro soci ci siano dei candidati alle prossime elezioni. Chi e dove? Cosimo Cerardi per i Comunisti italiani; Andrea Barcucci, per i Verdi; l’ex sindaco di Castellanza degli anni passati Luigi Roveda per l’Udeur: questi i compagni di viaggio di Mario Rossi! La benedizione è venuta dal personaggio storico della sinistra castellanzese, Mario Palazzo : "Io non mi vergogno di sedere ad un tavolo con gli ex democristiani". A questo punto vi state ancora chiedendo a chi si riferiva don Pino?
    Ma non finisce qui. La confusione regna sovrana, con alleanze che si fanno e si disfano; voci che si rincorrono e si smentiscono; grandi appelli per il bene della città.
    Ma chi crederà loro? Perché i cittadini di Castellanza dovrebbero credere a questi personaggi che con grande disinvoltura passano da uno schieramento all’altro, formando coalizioni contro il buon senso oltre che contro ogni coerenza politica? Perché i Castellanzesi dovrebbero dare fiducia e votare per chi già in passato hanno bocciato? Perché i Castellanzesi dovrebbero dare fiducia e votare per chi già in passato ha sbagliato sostenendo un candidato che poi ha buttato giù?

    Antonio F. Vinci


    Cinque anni di amministrazione di centrodestra a Turbigo

    Sono quasi trascorsi cinque anni da quando nel maggio 2001 il centrodestra vinse per la prima volta le elezioni amministrative a Turbigo. Un risultato schiacciante, grazie al quale gli esponenti locali di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega Nord ottennero una vittoria netta sulle altre compagini politiche. Ma la storia nasce prima, nelle esperienze fatte a partire dal 1997 in minoranza, in cui il gruppo di Alleanza Nazionale e Forza Italia lavorava separatamente dagli altri due gruppi di minoranza: Lega Nord e una lista civica. L’attività di opposizione ha mostrato molti punti in comune tra i tre schieramenti ed ha infine portato a condividere un progetto unitario che si è dimostrato vincente nella successiva tornata elettorale. Volti giovani, un programma chiaro e tanta voglia di dimostrare che il centrodestra non solo è in grado di fare opposizione ma anche e soprattutto di amministrare seriamente ed onestamente: sono stati questi i principali ingredienti che hanno permesso di raccogliere la fiducia dei cittadini e hanno così decretato la vittoria amministrativa.
    Il bilancio di cinque anni non può che essere variegato. Essere seriamente e operativamente in giunta ed in maggioranza non è come sedere tra i banchi dell’opposizione, in cui tutto è più facile ed anche la vena politica è maggiormente viva e visibile. Amministrare seriamente implica prendere delle scelte per conto di tutta la cittadinanza e per il bene del paese. Amministrare significa risolvere i problemi ereditati da due decenni in cui Turbigo ha subito tre commissariamenti, ed affrontare i problemi generati e lasciati aperti dalla passata amministrazione di sinistra. E’ evidente come ogni scelta possa trovare il consenso di una parte degli elettori e le critiche invece di un’altra parte. Ma la coerenza, l’onestà e la determinazione del lavoro alla fine portano a raccogliere i frutti.
    Numerosi sono i lavori pubblici iniziati, alcuni terminati ed alcuni che prenderanno forma purtroppo solo nei prossimi mesi. Diverse sono state le iniziative organizzate per il tempo libero, lo sport, la cultura e l’aggregazione: da anni a Turbigo non si vedeva tanta gente in piazza. L’attenzione alle problematiche relative ai servizi sociali hanno inoltre mantenuto uno stretto e continuo contatto con le fasce di cittadini maggiormente bisognose. La redazione del nuovo PRG, il problema della restituzione dell’impianto di depurazione al Consorzio del Magentino, il raddoppio della linea ferroviaria FNM, il potenziamento della centrale termoelettrica hanno poi assorbito molto del tempo e delle forze che l’amministrazione ha messo in campo, giungendo da un lato a risolvere diverse problematiche e, dall’altro, ad affrontare seriamente temi di grande rilievo che continueranno a farsi sentire nei prossimi anni di amministrazione.
    L’identità politica dei partiti che compongono la maggioranza non è certo venuta a mancare. Innanzitutto, la serietà, l’approfondimento e la coerenza nel portare avanti i lavori ha segnato un nuovo modo di affrontare le problematiche, che alla fine si è tradotto in cinque anni di amministrazione compatta, che in un paese che ha subito recentemente tre commissariamenti, come detto, sembra essere già stato un grande risultato. Inoltre, alcune delle iniziative hanno chiaramente mostrato la sensibilità tipica degli uomini di destra: l’intitolazione di una via al "9 Novembre 1989"; il dibattito e la mostra fotografica sulla tragedia delle Foibe; l’introduzione del "buono-sport"; il potenziamento della sicurezza col sistema di videosorveglianza e con opportune convenzioni di polizia locale,; il ricordo delle vittime del terrorismo dell’11 Settembre con la piantumazione di due cipressi di fronte all’attuale sede municipale; il raddoppio del numero di borse di studio per studenti meritevoli; il sostegno alla scuola materna privata "Ente Morale".
    Certo è che una maggiore identità politica di destra non farebbe altro che bene all’attuale compagine amministrativa… il prossimo programma, le prossime votazioni e i prossimi anni ci diranno qualcosa in merito!

    Christian Garavaglia
    (Assessore al Bilancio, Sport-Tempo Libero e Pubblica Sicurezza del Comune di Turbigo)


    Un profilo del candidato sindaco di Milano dell’Unione visto (molto) da vicino

    L’ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, a scrutinio quasi ultimato, ha palesemente vinto le primarie della sinistra avendo ottenuto circa il 67 per cento dei consensi. Un ottimo risultato. Un risultato sicuramente atteso visto che era sostenuto da un’ampia coalizione ma che rimane una significativa vittoria per Ferrante. A Dario Fo, appoggiato da Rifondazione comunista, è andato circa il 23 per cento delle preferenze, a Milly Moratti, sostenuta da una parte dei verdi, il 5,8 e a Dario Corritore, un indipendente il 3,3. In totale hanno votato circa 80.000 milanesi... cifra modesta rispetto alla popolazione della citta’ ma, fatte le dovute considerazioni, rappresentativa certamente del cuore militante delle sinistre.

    Bruno Ferrante e’ una persona come si deve, una persona in gamba. Lo posso dire con maggior cognizione di altri avendolo conosciuto molti anni fa quando ancora era vice-prefetto e agli importanti incarichi ministeriali che sono seguiti a Roma ancora non pensava. No no... non pensate alla conoscenza dal sapore "romantico" del giovane contestatore che doveva confrontarsi con polizia e prefettura. No. Una cosa piu’ banale: ero compagno di classe della figlia e quindi frequentavo casa sua.

    Di certo Bruno Ferrante e’ una persona di cui ci si puo’ fidare e che ha rappresentato per molti anni la citta’ con un ruolo importante e difficile. Mi ha sorpreso non poco la sua scelta di abbandonare la prefettura per candidarsi, ahime’ (e ahilui!), per l’Unione. Come potra’, con il suo curriculum e la sua "istituzionalita’", rappresentare tra le altre realta’ Rifondazione Comunisti e No Global?

    E come potranno, a loro volta, queste realta’ sostenerlo dopo decenni dall’altra parte della barricata? Dario Fo che da loro era sostenuto ha gia’ lanciato il primo affondo in merito ad un eventuale sostegno di Ferrante: "Il programma non c’è. Quindi bisogna leggerlo, discuterlo ed essere d’accordo. Vedremo".

    Ferrante prima di poter vincere dovra’ fare i salti mortali per mettere d’accordo una decisamente poco amalgamata coalizione composta da Ds, Margherita, Rosa nel pugno, Udeur, Pdci, Repubblicani europei, Italia dei Valori, Verdi, Rifondazione Comunista e varie piccole frange "indipendenti". Ferrante e’ una persona capace ma dovra’ scrivere un programma che possa andar bene a persone dalle idee che definire contrapposte e’ decisamente un eufemismo. Dovra’ dialogare con i no global che tanto male hanno fatto alla citta’ e con il Leoncavallo che non poche volte hanno creato problemi nelle strade di Milano.

    Diventare Sindaco a Milano e’ un risultato impegnativo da raggiungere. Il Polo ha dalla sua due mandati con grandi risultati portati "a casa" dal buon Albertini (e diciamolo... anche dalla granitica colonna di AN De Corato) e ha deciso di candidare Letizia Moratti, un personaggio di rilievo nazionale.

    Insomma un compito arduo aspetta Bruno Ferrante gia’ soltanto prima di partire mentre il Polo invece e’ gia’ avanti. La coalizione che sostiene la Moratti e’ al governo della citta’ da un decennio quindi il programma c’e’ e i risultati di cio’ che e’ stato fatto fino ad oggi sono sotto gli occhi di tutti i milanesi.

    Che vinca il migliore visti i grandi nomi che si confronteranno non credo sia adatto. Che vinca la coalizione migliore, allora...

    Vito Andrea Vinci (tratto da www.destra.it)

    conosciuto in rete come Vav
    Fondatore e Coordinatore della principale mailing list nazionale dedicata al mondo della destra che dal 1998 riunisce e fa confrontare piu’ di cinquecento dirigenti, militanti e simpatizzanti in un dibattito quotidiano.

    Per iscriversi: azionegiovani-tribe-subscribe@yahoogroups.com

Castellanza - Numero 34

Intervista al nuovo coordinatore cittadino di AN Emanuele Abruzzo


E così, dopo tanto discutere,la Giunta di Castellanza, presieduta dal sindaco Maria Grazia Ponti, è caduta. Il commissario prefettizio Giuliana Longhi, appena nominato dal Prefetto, condurrà il Comune sino alle nuove elezioni comunali di primavera. Il clou è stato raggiunto quando il 3 gennaio si sono dimessi 11 consiglieri comunali e cioè sei della lista Città viva, quella che sosteneva il sindaco; i tre della lista Insieme; Mario Rossi e Luca Galli della Lista Orizzonte. Insomma dell’opposizione non hanno rassegnato le dimissioni Renato Colombo di Orizzonte e Marco Sartori, unico rappresentante della Lega Nord. Una crisi che la cittadinanza di Castellanza stenterà a capire. O meglio una crisi che ha già una sua interpretazione, rifiutata dai dissidenti, ma sostenuta dall’ex sindaco e che rischia di essere facilmente condivisa dalla "voce popolare". Se infatti i dimissionari insistono che la crisi non è stata dettata dalla mancata assegnazione di poltrone, ma da immobilismo amministrativo e mancata realizzazione del programma , l’avvocato Ponti ribadisce esattamente il contrario. La sua risposta, oltre che sugli organi di stampa, è apparsa su una lettera che con grande tempestività è stata recapitata a tutti i cittadini. Qui, dopo aver rilevato che " la crisi è scoppiata perché ho disatteso le aspettative di nomine, orientando le scelte verso persone di comprovata esperienza e professionalità, così come ho fatto per l’assessore al bilancio", Ponti elenca quanto fatto sotto il suo governo in un anno e mezzo di amministrazione della città, intitolando la lettera con un significativo : Perché Castellanza tornerà a votare il proprio Sindaco. Ma, soprattutto, ribadisce come il suo operato sia stato compiuto "senza piegarmi ad imposizioni e senza cedere alle evidenti pressioni cui sono stata fatto oggetto". Ora si sono aperte le danze per i bizantinismi, le interpretazioni più capziose, le questioni di "lana caprina", naturalmente tutti all’insegna - come già sta avvenendo - di un proclamato interesse per il bene di Castellanza… A nostro avviso la crisi andava portata in Consiglio comunale, essendo una crisi interna alla maggioranza e nel suo ambito sarebbero dovute scoppiare le contraddizioni e i contrasti. Secondo noi il consigliere Renato Colombo ha agito correttamente, rifiutando di dimettersi. Ed ora? Maria Grazia Ponti sembra decisa a ricandidarsi. Da sola? Con l’appoggio di quali forze? Il gruppo che fa capo all’ex sindaco Livio Frigoli, da molti ritenuto il vero regista della crisi, potrebbe dar vita ad una nuova formazione. Da soli? Si parla a questo proposito già di nuove alleanze. Su La Prealpina del 4 gennaio l’ex assessore Paolo Frigoli ha lasciato la seguente dichiarazione in proposito: "Un’alleanza che si baserebbe sui contenuti, su un programma amministrativo condiviso. Una scelta di questo tipo potrebbe includere ovviamente personalità che fanno capo a realtà politiche differenti, ma che sarebbero accomunate dalla volontà di fare il bene di Castellanza". In questa situazione un ruolo importante potrà giocare la Destra castellanzese. Alleanza Nazionale, che non aveva un suo rappresentante nel Consiglio comunale uscente, è comunque un partito che ha un suo peso politico ed elettorale rilevante.

Il nuovo coordinatore cittadino di Alleanza Nazionale di Castellanza è Emanuele Abruzzo. Da due mesi ha preso in mano le redini del partito e ora si appresta ad affrontare un lungo periodo di campagna elettorale in quanto, oltre alle elezioni politiche nazionali ci saranno,appunto, anche quelle amministrative. Gli abbiamo rivolto alcune domande:

CHI E’ EMANUELE ABRUZZO?
Vengo da Gallarate, dove sono cresciuto e ho studiato. La mia passione per la politica nasce quando ero molto giovane. A differenza dei miei coetanei adolescenti ho incominciato presto ad interessarmi agli accadimenti nel mondo e mi sono subito appassionato agli avvenimenti politici e ai relativi dibattiti . Terminati gli studi ho iniziato subito a lavorare in aziende nell’ambito commerciale arrivando poi a ricoprire mansioni di responsabile commerciale e marketing. L’insieme di esperienze lavorative e personali hanno fatto in modo che il mio pensiero politico trovasse corrispondenza nella destra italiana.

COME MAI A CASTELLANZA?
Con sincerità posso dire che sia stato il caso. Mi sono sposato e abbiamo optato per Castellanza. Dopo un’analisi della situazione politica locale mi sono proposto ai vertici di partito per poter dare vita a un progetto che permettesse di avere una rappresentanza effettiva.

CON QUALE SCOPO?
Alleanza Nazionale esce da un decennio di grande dialogo interno, a volte tumultuoso e a volte no, sicuramente non semplice. Questo è stato percepito e capito dalla popolazione italiana. Il partito è cresciuto. Ciò è avvenuto anche a Castellanza arrivando ad ottenere in alcuni seggi oltre il 10% (certo, non è in linea con la media provinciale ma è un risultato ottenuto senza presenza effettiva di un circolo); in virtù di tale crescita è nata la necessità di dar vita ad un interlocutore reale che si presentasse come portavoce dei sostenitori del partito.

SI E’ FATTO UN’IDEA SULLA SITUAZIONE POLITICA DI CASTELLANZA?
Penso che l’intera classe politica debba combattere contro un esempio del passato che incombe e si erge a modello: l’ex sindaco Moroni. I cittadini infatti non perdono occasione per fare paragoni e confrontare il decisionismo inappellabile da prima repubblica con il brio ed il fermento (e a volte lo stallo politico) che si genera con la presenza di più identità politiche. Tale processo diventa inevitabile quando si arriva ad una situazione come quella odierna. Finalmente, dopo più di due legislature, il fermento ed il dinamismo politico offrono alla destra cittadina la possibilità di riscattarsi. Gli avvenimenti che hanno portato alla caduta della giunta Ponti hanno destato i cittadini che oggi si interrogano sul significato di due legislature di sinistra: chi non sta al gioco viene schiacciato. Dal mio punto di vista, oggi più che mai, occorre fare una scelta coraggiosa e, se mi è consentito, dare un’iniezione di futurismo. Coraggio, identità e valori sono fra gli ingredienti necessari per dare una svolta. Il coraggio di affermare che un pensiero politico ha una sua identità e soprattutto far in modo di evitare ed allontanare quel relativismo imperante che sfocia in un politically correct ,che sta intasando l’agire politico, sono passaggi obbligati. Trasportando il tutto a livello locale ritengo che i cittadini chiedano posizioni ben precise e una guida sicura ed affidabile. Sono sicuro che queste caratteristiche calzino perfettamente alla destra di Castellanza: una forza politica capace di modellarsi ai rapidi cambiamenti sociali ed economici locali.

LEI COSA PREVEDE?
Gli attori della destra cittadina hanno l’opportunità di dare un nuovo messaggio, di non cadere nelle trappole che dissapori del passato stanno preparando e reagire. E’ fondamentale porre l’attenzione non su identità personali ma sui valori base dei movimenti politici del centro destra. Rendersi conto che, in prospettiva di andare al governo, nessuno è più sufficiente a se stesso e che il risultato di domani sarà positivo solo con il dialogo interno ed esterno ad ogni soggetto. Per questo auspico l’apertura di una nuova stagione che porti all’appuntamento con le amministrative con un unico programma. Segnali in questa direzione stanno già arrivando e sono certo che con il serio impegno che siamo già stati capaci di dimostrare centreremo l’obiettivo.

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L'ombra di Federico I di Hohenstaufen, il Barbarossa, appunto, si aggira tra le nostre contrade , da quando a Legnano venne sconfitto dalle truppe dei Comuni alleatisi nella Lega lombarda. L'imperatore aveva cercato di difendere le sue terre da quei Comuni che volevano la libertà, aveva cercato di tenere saldo l'Impero, ma non poteva andare contro la storia. Aveva accarezzato il lungo sogno di restaurare il... Continua >>

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