Legnano e altomilanese - Barbarossa

Legnano e altomilanese

Legnano - Numero 33

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LEGNANO
  • PARABIAGO 1
  • PARABIAGO 2
  • PARABIAGO 3



    Legnano

    L’arresto del vicesindaco Carmelo Tomasello, dell’imprenditore Vinicio Vinco, dell’architetto Ermanno Ranzani e del consulente del Comune Emanuele Di Dio, ha suscitato - come ovvio - scalpore e sconcerto nella città. Pesanti le accuse, in quanto si tratta di un presunto giro di mazzette pagate da Vinco in merito al piano regolatore cittadino. Ora attendiamo le indagini della magistratura. Ed eventuali, nuove, rivelazioni. Ci aspettiamo soprattutto, comunque, chiarezza. La nuova colata di fango, perché come noto a Legnano non è la prima volta che la magistratura indaga sui pubblici amministratori, se ha gettato nello sconcerto la maggioranza di centro-destra, ha ringalluzzito l’opposizione, che ha chiesto le dimissioni del sindaco. Nel Consiglio comunale del 29 novembre il sindaco Maurizio Cozzi, confermando invece di non aver alcuna intenzione di dimettersi, ha dichiarato: "Quando ho saputo quello che è successo mi è sembrato di aver buttato via otto anni della mia vita". Il sindaco non si dimette perché intende rispettare il mandato degli elettori e perché pensa " di non avere responsabilità di sorta, né come guida del governo cittadino, né come componente della maggioranza". Conosciamo da anni l’avvocato Maurizio Cozzi e non abbiamo dubbi sulla correttezza del suo comportamento. Resta che il vulnus subito dalla città non è di poco conto. Le dimissioni, però, sembrerebbero a nostro avviso un’ammissione di colpa. All’’opposizione, in vista delle elezioni, non sembra vero aver ottenuto questo inaspettato "regalo di Natale", ma la richiesta delle dimissioni del primo cittadino, la bagarre che viene suscitata, le accuse che vengono lanciate sanno troppo di interesse di bottega. Se la magistratura dovesse appurare la veridicità delle accuse, il primo ad essere moralmente deluso e colpito sarebbe proprio Cozzi, che nel suo vicesindaco aveva certamente riposto molta fiducia. Come è normale che sia per il proprio "braccio destro". L’interesse di Legnano deve essere al di sopra degli interessi di parte. Se, come pare, tutti sono comunque convinti dell’estraneità del sindaco e della Giunta agli eventi, non si può invocare la "responsabilità politica", quasi che ci sia sempre e comunque un modo per far pagare ad altri - per motivi di interesse partitico - colpe, per altro ancora presunte, non proprie. Legnano non ha bisogno di una nuova stagione di accuse e recriminazioni; se qualcuno ha sbagliato, e la magistratura dovesse appurarlo, pagherà. I cittadini hanno un modo per far valere le proprie ragioni : il voto. Non abbiamo bisogno di "processi in piazza, come qualcuno ha scritto, né di dar vita ad una caccia alle streghe.


    Parabiago

    Il Circolo di Alleanza Nazionale "G. D’ANNUNZIO", che comprende gli iscritti di Parabiago, Canegrate e Cerro Maggiore, ha inviato il seguente comunicato:

    Giovedì 27 ottobre, presso un noto ristorante di Parabiago, si è festeggiato l’ ottantatreesimo anniversario della MARCIA SU ROMA. Davanti a un folto numero di militanti, iscritti e giovani è intervenuto il Presidente del Circolo sig. Giuseppe Galvagno che ha relazionato i presenti sulle attività del Circolo e i legami ideali e culturali che la comunità militante parabiaghese ha con il Fascismo e Benito Mussolini. Ha preso la parola, poi, Andrea Ferrante, reggente di AZIONE GIOVANI di Parabiago, che ha sottolineato come sia fortemente sentito nel mondo giovanile il mito di Benito Mussolini e che le istanze sociali trasmesse dal Fascismo sono alla base della politica che in questi anni ha contraddistinto l’azione sul territorio dei giovani di AN di Parabiago ( supporto agli inquilini delle case popolari di via Carso nei lavori di manutenzione generale degli stabili, studio assistito gratuito agli studenti delle medie e superiori, assistenza legale gratuita). A chiusura della serata, ad introduzione della visione di una videocassetta delle EDIZIONI LUCE sulla cronaca della Marcia su Roma, il prof Antonio Vinci ha magistralmente presentato le cause storiche e politiche che hanno portato all’avvento del Fascismo in Italia.


    Parabiago

    Comunicato stampa

    Oggi, 12 novembre 2005, in occasione del secondo anniversario dalla strage di Nassiriyah, una delegazione dei dirigenti di Alleanza Nazionale e Azione Giovani Parabiago si è recata presso il comando dei Carabinieri di Parabiago per rendere omaggio ai Militari caduti in Iraq.

    Accolti dal maresciallo Gatto, Vice Comandante della caserma di Parabiago, la delegazione ha consegnato un piccolo omaggio come segno di gratitudine e rispetto per l’opera quotidianamente svolta dai militi, sia sul territorio nazionale che nelle missioni di pace all’estero.

    Il maresciallo, visibilmente commosso, ci ha significato il suo personale apprezzamento e quello della BENEMERITA.

    A differenza di coloro che nelle manifestazioni aggrediscono le Forze dell’Ordine, o di coloro che diventano martiri, pur avendo tentato di colpire con un estintore un Carabiniere, NOI siamo orgogliosi e fieri dei nostri militari che ogni giorno rischiano la vita per tutelare la nostra libertà e salvaguardia.

    Siamo orgogliosi e fieri di tutti i Carabinieri che sono in missione di Pace all’estero, e non solo dove i riflettori sono accesi, come in Iraq.

    Siamo orgogliosi e fieri dei nostri compatrioti che hanno perso la vita nel tentativo di portare democrazia, libertà e ordine in un paese che è passato in poco tempo dalla dittatura di un tiranno, all’anarchia fondamentalista.

    La visita di oggi è stata l’occasione giusta per ricordare il loro sacrificio.

    Alleanza Nazionale Parabiago
    Azione Giovani Parabiago


    Parabiago

    In bagno, alla biblioteca civica di Parabiago,bisogna andare in coppia.

    Curioso incontro nel bagno della Biblioteca Civica di Parabiago fra due persone di sesso opposto.

    Durante una rappresentazione teatrale , come succede spesso fra un atto e l’altro ,molte persone approfittano per andare in bagno. Dove andare? I servizi non sono segnalati . La gentile custode mi indica la strada e qui avviene la cosa buffa. Due porte senza nessuna scritta ."Quasi quasi vado a sinistra". Chiusa, disabilitata ; Mi tocca andare a destra. Apro la porta e all’interno dove c’è il lavabo una graziosa signora imbarazzata non sa cosa fare o meglio come fare. "Signora non si preoccupi le faccio da guardiano,si fidi, sono una persona per bene". "La ringrazio gentile signore ma il problema è che la porta non si chiude anzi accostandola si apre per buona parte". E’ chiaro che non posso stare nell’antibagno così il guardiano lo faccio dall’esterno. Esce soddisfatta la signora che con un pizzico d’ironia mi dice"La prossima volta mi tocca venire a teatro con un’amica". Per fortuna io per compagnia avevo mia moglie che mi ha fatto da tutor . Voglio saperne di più e chiedo spiegazioni alla custode " E’ da quando sono qua che esiste questa situazione e nessuno prende provvedimenti ". E la signora parla di ben quattro anni. Non è passato troppo tempo per rendere agibili in maniera civile dei servizi di pubblica utilità? Dimenticavo! L’immancabile lavata di scarpe, è stato il regalo ricevuto , quando ho premuto il pulsante della turca.

    Vincenzo Ponzo

Parabiago - Numero 32

 

Riportiamo un Comunicato stampa della sezione di Alleanza Nazionale "Gabriele d’Annunzio" di Parabiago.

Nel Consiglio Comunale del 28 settembre 2005 è stato approvato il Piano Generale del Traffico Urbano.

L’Amministrazione Garavaglia ha preso un preciso e serio impegno per portare al compimento questo lavoro che cercherà di risolvere le problematiche viabilistiche di una città come Parabiago, in continua espansione, e risponde alle richieste della Regione Lombardia che, nel lontano 1993, aveva inserito la nostra città nell’elenco dei comuni tenuti alla redazione del Piano Urbano del Traffico.

Essere riusciti, in pratica al primo mandato amministrativo, a portare a compimento la realizzazione di un così importante documento va a merito del nostro Sindaco e della sua Maggioranza e, lasciatecelo dire, del fruttuoso lavoro degli uomini di Alleanza Nazionale che si sono succeduti, nello scorso mandato, alla guida dell’Assessorato competente; Bruno Falcone realizzando i primi importanti documenti che hanno avviato il lavoro su cui il suo successore, Agostino Parasmo, ha potuto completarne l’opera.

Alleanza Nazionale vuole sottolineare i meriti del Sindaco e della sua Maggioranza perché sono riusciti dove precedenti Amministrazioni di vari colori che si sono succedute a Parabiago, hanno fallito in maniera eclatante e scandalosa. ECLATANTE in quanto in ben dieci anni hanno prodotto il nulla; SCANDALOSA perché per produrre il nulla hanno buttato al vento quasi 110000.00 euro di soldi dei cittadini parabiaghesi. L’Amministrazione Garavaglia, ribadiamo e sottolineiamo, ha ottenuto questo risultato spendendo circa la metà.

Le continue critiche da parte dell’Opposizione catto-comunista, vengono, come al solito, smentite dai fatti

IL PRESIDENTE
Giuseppe Galvagno

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • LETTERA DI MASSIMO CORSARO
  • FESTA TRICOLORE DI MILANO



    Milano

    Il 25 luglio scorso (data significativa nella storia d’Italia…), in una riunione di circa 500 tra militanti ed iscritti ad AN, presso l’hotel Executive di Milano, è stata presentato ed approvato un Ordine del Giorno da consegnare alla riunione della Direzione Nazionale del partito. E’ stato un atto d’accusa degli iscritti lombardi alla gestione del partito da parte del Presidente Fini che, nel suo azzeramento delle cariche, non solo ha decapitato Ignazio La Russa dai vertici nazionali ma ha anche rimosso tutti i Coordinatori regionali, compreso Massimo Corsaro. Al suo posto, come Coordinatore lombardo, è stata nominata Cristiana Muscardini : una nomina non certo casuale, risultando un vero e proprio affronto alla componente larussiana, in Lombardia praticamente dominante, di cui la Muscardini è fiera avversaria.

    Vi proponiamo il testo che Massimo Corsaro ha inviato a tutti gli amici di Destra Protagonista, in seguito all’avvenuta riunione della Direzione del Partito:



    Carissimi, anche a seguito di un impegno che Viviana Beccalossi ed io avevamo assunto con tutti voi nella riunione di lunedì scorso, trasmetto di seguito i principali esiti della Direzione Nazionale del partito riunita ieri, 28 luglio, a Roma:
    1. 1) come ampiamente riportato dagli organi di stampa, alla Direzione è stato presentato un documento sottoscritto dalla maggioranza assoluta dei componenti; ciò è stato possibile anche a seguito di intesa politica raggiunta tra Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri con Gianni Alemanno e Francesco Storace, che auspichiamo possa consentire l’individuazione di una linea politica più certa per il futuro del nostro partito;
    2. 2) Nel documento, su esplicita richiesta mia e di Viviana, è stato assunto l’impegno del documento da tutti voi sottoscritto a Milano, recante l’impegno ad avviare la regionalizzazione del partito, individuando al più presto un criterio territoriale per l’indicazione dei coordinatori regionali;
    3. 3) Il Presidente Fini si è dichiarato inizialmente indisponibile a recepirlo in quanto - a suo dire - non compatibile con la lettera dello statuto. Ne è quindi emerso un acceso confronto nel corso del quale Ignazio ha fortemente invitato Fini a trovare una soluzione di comune favore, ed Alemanno ha espresso al Presidente la totale insoddisfazione circa le modalità di nomina dei nuovi coordinatori regionali, facendo esplicito riferimento alla inadeguatezza della scelta recentemente operata in Lombardia;
    4. 4) Fini ha quindi dovuto prendere atto (non senza un visibile imbarazzo) della determinazione espressa dalla maggioranza della Direzione ed ha chiesto un emendamento nel quale, confermando la richiesta di avvio della fase di regionalizzazione, si demandasse alla prossima riunione di Assemblea nazionale l’incarico di individuare le modifiche statutarie necessarie per cambiare le modalità di indicazione dei coordinatori regionali;
    5. 5) Questa proposta è stata da noi accettata e validata dal voto unanime della Direzione (unico voto contrario il nuovo coordinatore della Puglia; quello della Lombardia non aveva diritto di voto).
    Ritengo pertanto che l’esito dell’incontro sia, alla luce delle considerazioni espresse lunedì scorso, ampiamente soddisfacente rispetto le attese dei lombardi; sia in termini del modificato rapporto tra il Presidente ed il resto del partito, sia in ordine al preciso contenuto del documento approvato dalla Direzione.

    Da notare, da ultimo, come nell’incontro tra Fini ed i coordinatori regionali svolto nella mattinata di mercoledì 27, il neo coordinatore lombardo ha chiesto di poter commissariare le Federazioni della nostra regione(!). Il Presidente, richiamando tutti al pieno rispetto dello statuto, ha ricordato che il commissariamento di presidenti provinciali regolarmente eletti può essere disposto da lui stesso solo nel caso di gravi e comprovati motivi, di fatto inesistenti in queste circostanze. Anche in questo caso dunque, le decisioni sono in linea con quanto da noi espresso lunedì scorso.

    Credo quindi che il mandato che avete conferito a me e Viviana sia stato portato a compimento con soddisfazione. Ovviamente, siamo più che mai determinati a proseguire il nostro lavoro a partire da un nuovo incontro collegiale che organizzeremo ai primi di settembre, alla ripresa dei lavori.

    Nel frattempo, sento di dovervi un ulteriore sentito ringraziamento per l’affetto ed il contributo che una volta di più mi e ci avete garantito.

    Buone vacanze ed un abbraccio a tutti.

    Massimo Corsaro


    Festa tricolore

    Anche quest’anno Milano ospiterà la Festa tricolore, come da diciassette anni. L’appuntamento è, al solito, presso la Palazzina Liberty di Largo Marinai d’Italia dal 23 settembre al 2 ottobre. Ma quest’anno la tradizionale kermesse è stata turbata dalla presa di posizione di Cristiana Muscardini, neo coordinatrice regionale al posto di Massimo Corsaro dopo il recente repulisti di Fini. L’on. Muscardini ha pensato bene di organizzare quattro giornate di manifestazioni, ad iniziare dal 20 settembre, su argomenti di grande attualità come il terrorismo, gli anziani e i giovani, ma in alternativa alla festa Tricolore, sulla quale si è espressa in modo negativo. Peccato. La Muscardini, che abbiamo sempre apprezzato per grinta, combattività e per la lunghissima dedizione al partito, esordisce nel suo ruolo in un modo non felice. La Lombardia è praticamente tutta sulla linea di Ignazio La Russa e di Alemanno, Destra protagonista e Destra sociale da poco alleate; il seguito della Muscardini è stato sempre piuttosto limitato. Questa presa di posizione dà la chiara impressione di voler giocare in un ruolo di "muro contro muro" che non sarà capito dall’elettorato, non gioverà a nessuno e meno che mai al partito. Crediamo che la Muscardini abbia perso un’occasione storica per presentarsi come veramente al di sopra delle parti, in un momento in cui in Alleanza Nazionale si proclama la morte delle correnti e del correntismo.

    Il Barbarossa

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • INTERVISTA AD UMBERTO MAERNA
  • DIBATTITO SUL PARTITO UNICO A MILANO
  • UN GIARDINO PER SERGIO RAMELLI



    Abbiamo rivolto alcune domande al Commissario Provinciale di Alleanza Nazionale, per la Provincia di Milano, Umberto Maerna. Designato dalla Direzione Centrale del partito nel mese di maggio, Maerna è un ingegnere elettronico, attualmente amministratore delegato della filiale italiana di un’azienda giapponese nel settore della ricerca scientifica. Dal punto di vista politico è figura nota per essere stato assessore provinciale ai Parchi, Agricoltura, Protezione civile, Cave ed Edilizia dal 1999 al 2004; attualmente vice sindaco di Segrate , è sempre stato attento, anche per precedenti incarichi, all’attività politica di AN nella provincia di Milano. Per questo non solo la sua nomina non giunge inaspettata ma risulta gradita, in quanto esperto conoscitore del territorio.

    Il tuo nuovo incarico giunge in un momento di particolare fibrillazione all’interno di Alleanza Nazionale, anche per l’insuccesso alle elezioni regionali. In Lombardia, però, e specificatamente in Milano e la sua provincia, i risultati sono stati positivi. Qual è stato il valore aggiunto di questo successo? Esiste una ricetta "lombarda", oltre tutto in presenza di una Lega che è cresciuta, "esportabile"?
    Confermo che il buon successo, sia in Provincia ma soprattutto nella città di Milano è stato il frutto di una campagna elettorale del partito e dei singoli candidati molto capillare ed iniziata molti mesi prima delle elezioni.Anche grazie al contributo dei militanti che, nonostante le recenti crisi che hanno caratterizzato il nostro movimento, è stato consistente. Poi indubbiamente il voto giovanile ha premiato. Con questo non significa che il Partito non abbia bisogno in Provincia e in città di perfezionare la struttura.

    Sulla stampa non si fa che parlare del partito unico. Il partito intende sentire anche la base? E se sì, come e quando?
    Sì, certamente sì. Infatti ho già spedito una comunicazione a tutti i Coordinatori di Collegio ed entro il 17 giugno verranno svolte riunioni ed assemblee aperte ai quadri e ai dirigenti di partito per i problemi di cui dicevamo prima e per discutere della questione del partito unico. Nel mese di luglio si terrà a Roma l’assemblea nazionale, a cui io stesso parteciperò, per discutere questo problema.

    Ora che ricopri questo incarico così delicato, come intendi rispondere alla richiesta di molti militanti che vorrebbero un’attività politica più viva e continuativa nelle sezioni e non soltanto in occasione di elezioni?
    E’ vero che esiste una problematica legata alla continuità della politica attiva nelle sezioni e nelle piazze, anche in periodi non elettorali. Teniamo conto, però, che ormai siamo in una fase di perenne campagna elettorale.Quindi già da ora , in vista della campagna elettorale per le Politiche del 2006, per chi vuole darsi da fare, gli spazi ci sono; il problema è riattivare le motivazioni ideologiche, morali e le sane battaglie in difesa dei valori fondanti del nostro fare politica, a partire dalla tutela della vita oggetto del prossimo referendum per il quale invitiamo a non andare a votare.

    Quali sono le difficoltà maggiori in cui si dibatte il partito in provincia di Milano?
    Penso che il Partito stia vivendo, come altri partiti strutturati sul territorio, difficoltà legate al venir meno delle ideologie ed il senso di appartenenza che hanno caratterizzato la vita politica nel secolo scorso. Noi puntiamo sul recupero dei Valori ed una capillare organizzazione sul territorio..

    Alleanza Nazionale parla da tempo di andare "oltre il Polo", ricordando le affermazioni del compianto Tatarella. Alle prossime elezioni, senza con queste voler scoprire le carte…, si intende e come attuare questo proposito?
    Il sottoscritto è sempre stato e cresciuto politicamente nel filone culturale di Almirante e Tatarella, per cui ho sempre condiviso la politica dell’ allargamento della coalizione che in un sistema maggioritario diviene indispensabile. Riguardo il partito unico, non sono contrario in via pregiudiziale, ma bisogna salvare l’identità del partito. La nascita del cosiddetto partito unico non potrà che avvenire con gradualità, ma quello che conta è che il centrodestra si presenti unito. Solo così l’elettorato ci premia.

    Nel partito si avverte sempre più la necessità di un "rilancio": tutti ne parlano ma nessuno dice cosa e come fare. La provincia di Milano ha sempre esercitato un ruolo importante sia numericamente che qualitativamente; forse proprio dalla nostra provincia potrebbe venire questo rilancio. Quali potrebbero essere delle strade percorribili?
    C’è un problema di leadership a livello nazionale non più eludibile. Dalla Lombardia partiranno proposte e indicazione in tal senso e relativamente a tutte le problematiche sociali che caratterizzano la Lombardia…


    DIBATTITO SUL PARTITO UNICO A MILANO

    Alleanza delle Liberta’, questo il tema dell’incontro promosso dalla Fondazione Punto Italia che si e’ tenuto il 18/06/2005 presso la Palazzina Liberty di Milano. Un interessantissimo dibattito dalle 16 alle 20 di sera, senza pause, che ha visto succedersi sul palco numerosi personaggi di spicco della politica italiana. Innumerevoli, ovviamente, quelli di AN ma nutrite e significative anche le rappresentanze di Forza Italia e UDC. Showman, come sempre negli eventi milanesi legati ad Alleanza Nazionale, un effervescente Ignazio La Russa che oltre a condurre il dibattito ha successivamente intrattenuto piu’ di 800 persone durante la cena di gala, a cui hanno partecipato anche i cantanti Paolo Meneguzzi e Marco Masini, con cabaret finale di Renato Converso.

    Ma andiamo con ordine…
    Come premessa per commentare le quattro intense ore di dibattito si puo’ dire che nessuno ha detto "no" al partito unico. Si e’ piuttosto distinta una corrente di pensiero semplicisticamente definibile in "sì, ma prima bisogna fare…". Una linea condivisa da tutti i relatori anche se, chiaramente, ci sono stati dei distinguo, per lo piu’ provocati dall’intervento quasi in apertura dell’ottimista Ferdinando Adornato ormai abituato ad eventi come questo. C’e’ chi vorrebbe il partito unico, chi il partito unitario (un cambio di aggettivo proposto da Berlusconi qualche giorno prima dell’evento e raccolto da molti), chi una federazione di partiti . Tuttavia a tutti e’ risultato palese che, con un sistema elettorale di tipo maggioritario, non si puo’ pensare di avere meta diversa dall’unione dei partiti di centrodestra. La questione e’ solo la forma che il nuovo soggetto politico deve assumere.

    Tutti hanno espresso quindi un parere positivo verso l’idea generale di maggior legame evidenziando pero’ alcune tappe intermedie da conquistare. Tutti, compresi il sanguigno Buontempo, il cauto Contestabile, il passionale Servello, il riflessivo Biondi, il sorridente Salvatore Tatarella, l’elegante Moroni hanno espresso il loro interesse pur mettendo le mani avanti sui pericoli che ogni partito attuale potrebbe avere durante il traghettamento verso una realta’ unitaria. In linea tra loro, per quanto esprimendo preoccupazioni differenti sul progetto, gli interventi di Gasparri e Storace che pur rappresentando correnti politiche solitamente in contrapposizione hanno evidenziato una comune sensibilita’ verso il tema dell’incontro. Ben ragionati i commenti di Scajola e D’Onofrio che tentavano gia’ di indicare i contorni del partito unitario. Ottimisti, come sempre, il Sindaco di Milano Albertini e il Presidente della Regione Lombardia Formigoni che hanno portato il loro appoggio istituzionale all’iniziativa. Ottimista anche l’intervento di Valentina Aprea che insieme a Daniela Santanche’, presente ma silenziosa ed austera, e’ sempre impegnata sul lavoro legato alle pari opportunita’. Propositivo anche l’intervento di Valditara, a quasi chiusura dell’incontro, che ha annunciato un’iniziativa editoriale di confronto nel Polo delle Liberta’ che vedra’ la luce come inserto dell’Indipendente.

    Molti i temi interessanti affrontati dai relatori del dibattito.
    Importante il richiamo a tornare sul territorio per costruire una politica vicina agli interessi dei cittadini. Altrettanto sentito il desiderio di preservare le identita’ dei singoli partiti pur volendo evolvere in un contenitore piu’ ampio. E’ emersa l’esigenza di convocare assemblee e congressi nazionali dei vari partiti per discutere in modo ufficiale della nuova strada da percorrere insieme. Intensi gli appelli al coinvolgimento della base, spesso sostituita da giochi fatti ai vertici dei partiti, alla necessita’ di stabilire un "regolamento" condiviso che segni i binari su cui far muovere il progetto, al concetto di primarie per stabilire i rappresentanti.

    Quattro ore di interessanti interventi che hanno visto, in sala, oltre ai numerosi relatori la presenza di un’ampia rappresentanza dell’establishment politico del centrodestra. Personaggi come Lupi, Ronchi, Gamba, Ferretto, Prosperini, Armani, Alboni, Maerna, Corsaro, De Corato, Landi di Chiavenna e molti altri. Il pubblico, nonostante la durata dell’evento, e’ apparso attento e desideroso di ascoltare i commenti su questo importante tema che e’ oggi centrale per il futuro dei partiti del Polo delle Liberta’.

    Vito Andrea Vinci


    A MILANO UN GIARDINO PER SERGIO RAMELLI
    Venerdì 29 aprile: il giardino pubblico tra via Pinturicchio e via Bronzino viene intitolato, come già è successo a vie e piazze d’Italia, a Sergio Ramelli, studente diciannovenne ucciso a colpi di chiave inglese da giovani di Avanguardia Operaia nell’ormai lontano 1975. Presente tutto il Gotha di Alleanza Nazionale, il sindaco Albertini, la madre di Ramelli. Ci colpisce che sulla targa venga scritto "un’unica pietà per tutte le vittime innocenti della nostra storia, come monito alle generazioni future affinché simili fatti non accadano più". Che la morte di Sergio sia il seme per una pacificazione nazionale da troppi anni attesa.

    Il Barbarossa

 

Come noto la Lombardia e il Veneto hanno salvato la faccia alla Casa delle Libertà e in Lombardia Alleanza Nazionale ha ottenuto un buon risultato. Ignazio La Russa ha dato vita, insieme ai suoi Coordinatori, a delle liste in cui la cosiddetta società civile è stata largamente rappresentata, ma soprattutto sono stati presentati, forse mai con la proporzione di questa volta, candidati non iscritti al partito. E questa scelta è stata premiante. La macchina del partito si è mossa bene, anche se alcuni momenti di aggregazione pubblica sono stati sospesi per l’aggravarsi delle condizioni di salute del Pontefice. Come abbiamo detto in altra parte del giornale, è sembrata mancare, o perlomeno essere scarsamente presente, sul territorio la rappresentanza locale dei nostri deputati e senatori. La presenza di Alemanno e Gasparri, notoriamente eletti in altri collegi, ha ulteriormente evidenziato questa anomalia. Sorprese ci sono state tra gli eletti : Carlo Borsani, capolista a Milano, assessore uscente alla Sanità, non è stato eletto ( ha ottenuto solo 6.460 voti). I suoi voti, probabilmente, sono stati captati dalla candidatura di Paola Frassinetti che, comunque, non ha raggiunto il quorum previsto conseguendo 4.343 voti. Ottimo il risultato, invece, di Pier Gianni Prosperini (18.422 voti) ed anche di Silvia Ferretto (7.882 voti), riuscendo ad imporsi nonostante le polemiche all’interno del partito milanese nei mesi scorsi. Ora il Consiglio regionale ha questa composizione della maggioranza : Forza Italia 24 consiglieri ( ne aveva 27); Lega Nord 15 ( prima 11 ), UDC 3 (nel precedente Consiglio Cdu e CCd avevano 2 consiglieri a testa), 2 consiglieri del Presidente, Alleanza Nazionale 8 (8). Da questi numeri emerge chiaramente quanto la Lega giochi un ruolo decisivo all’interno della maggioranza. Considerazione tanto più importante se riferita alle polemiche di questi giorni a proposito del peso effettivo esercitato dalla Lega a livello di governo nazionale rispetto al suo peso elettorale. Riportiamo alcuni dati che illustrano la situazione locale di Alleanza Nazionale nella provincia di Milano.


Parabiago

Si è votato non solo per le regionali, ma anche per le comunali a Parabiago. Il sindaco uscente, Olindo Garavaglia, rappresentante del centrodestra, si è riconfermato con il 60,68 % contro il 39,32% di Giorgio Nebuloni. Buono il successo di Forza Italia che si è confermato il primo partito con il 26,12%, anche se partiva da un precedente 35,21 % . In casa AN si guarda con soddisfazione all’8,05 guadagnato, partendo dalle altre amministrative con il 7,82. Ma, soprattutto, Alleanza Nazionale ha conquistato due consiglieri: il giovane Cesare Sala e Giuseppe La Torre; resta fuori il leader storico di Parabiago, Tiziano Zappa, e quarto si colloca l’assessore uscente Agostino Parasmo. Alle regionali 2005 AN a Parabiago ha ottenuto 1151 voti (il 9,7), mentre nel 2000 aveva ottenuto 1143 voti.


Legnano

A Legnano la situazione di AN è sostanzialmente stabile. Nelle regionali del 2000 aveva ottenuto 2832 voti con il 10,24 %; nel 2005 il 10,9 % con 2753 voti; alle europee del 2004 il risultato era stato di 2733. Il regresso lo si nota rispetto alle comunali del 2002, quando aveva totalizzato il 13,5 % , ottenendo un record storico.

Ecco altri centri significativi della provincia di Milano: la prima cifra si riferisce alle regionali del 2000, la seconda alle attuali regionali: Magenta da 1099 a 883 (7,4%); Abbiategrasso da 1229 a 1321 (9,7%); Arese da 1206 a 1082 (12,1%); Bollate da 2274 a 1466 (8,3%), Cornaredo da 1018 a 938 ( 9,7%); Garbagnate da 1312 a 1063 (8,5%); Rho da 2814 a 1967 (8,3%).

Sul totale dei voti di lista di AN nella Provincia di Milano, cioè 136.418 voti, le preferenze sono state 44.828, cioè quasi solo un quarto, a dimostrazione di come scarsa sia la propensione dell’elettorato a barrare la preferenza per i candidati del proprio partito.

Nella Provincia di Milano Alleanza Nazionale ha raggiunto l’11,5 %, mentre in Lombardia oltre il 9%.

Milano - Numero 28

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • MILANO
  • BUSTO ARSIZIO



    MILANO

    Quando la Destra si sveglia

    Presentazione al Grand Hotel e de Milan il 18 dicembre della candidata, alle regionali del 3 e 4 aprile, Paola Frassinetti. Già assessore provinciale all’Istruzione nella Giunta Colli, la Frassinetti è espressione della Destra sociale in AN ed è nota sul territorio per le molte e difficili battaglie che ha sempre condotto da dirigente storico prima del FdG e del MSI ed ora di AN. Presentata dal Vicepresidente nazionale giovanile Carlo Fidanza, alla presenza del giovane onorevole Alberto Arrighi e del ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno, la Frassinetti ha presentato il suo programma elettorale. La Destra sociale oggi sembra godere di buona salute non solo per la presenza nel triumvirato che guida AN di Gianni Alemanno, passando così dalla "monarchia" finiana alla "repubblica", ma soprattutto perché ancora recentemente la Destra sociale ha sottolineato il suo richiamarsi a "radici partecipative, comunitarie e solidaristiche, lontane dall’idea di una destra liberal-liberista di stampo anglosassone". Ribadita la falsità di chi vuole vedere la Destra sociale come "centralista, meridionalista, assistenzialista", la Frassinetti propone - insieme a tutta la Destra sociale - un modello improntato alla sussidiarietà, con la "valorizzazione dei territori, le categorie, l’associazionismo, la cooperazione ed il terzo settore, tutte quelle realtà che contribuiscono a creare legami comunitari". Ma è scorrendo il programma, il progetto politico ciclostilato e dato a tutti i partecipanti alla riunione, in una sala gremitissima, che si viene a conoscenza di critiche tutt’altro che di poco conto: " Oggi AN è in difficoltà a Milano perché non riesce a rappresentare le esigenze delle categorie, perché è rappresentata complessivamente da una classe dirigente selezionata secondo criteri lontani dalla meritocrazia, perché è amministrativamente appiattita su Forza Italia, perché salvo rare eccezioni non ha una classe di sottogoverno in grado di rispondere alle sollecitazioni politiche del Partito, perché è poco radicata sul territorio." Non c‘è che da rallegrarsi per simile schiettezza. E più avanti : "Oggi AN, a Milano, e nella sua provincia, è spesso rappresentata da personale politico non all’ altezza. (…) …si deve tornare ad un Partito che sappia rappresentare e mobilitare le energie di base, non più il terreno di conquista per questo o l’altro esponente ma il terreno in cui una classe dirigente misura la sua capacità di dare risposte alla comunità che la sceglie, alle istanze della società, ai milanesi tutti". La speranza è che questi temi, questi toni, non siano solo occasionali, dettati dalla contingenza delle elezioni regionali prossime. La Destra, come Barbarossaonline va dicendo da tempo, ha bisogno di "rileggersi" , di ritrovare la sua identità. Prima che sia troppo tardi.

    Vivere di odio

    Il premio Isimbardi è il premio che la Provincia di Milano assegna a cittadini benemeriti, che hanno operato per il bene della Provincia. Quest’anno la nuova Giunta provinciale, presieduta dal diessino Filippo Penati, ha voluto premiare fra gli altri l’associazione delle mamme antifasciste del Leoncavallo, " per il suo contributo nella difesa dei diritti fondamentali e dei diritti dei piu’ deboli". Anche chi non è milanese o lombardo sa cos’è il Leoncavallo: leoncavallino è diventato sinonimo di giovane contestatore di sinistra, della cui violenza la città di Milano è stata testimone per troppi anni. I militanti di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani hanno protestato, il 16 dicembre, giorno della cerimonia, davanti al Palazzo della Provincia collocando un albero di Natale che al posto di fiocchetti e palline colorate aveva chiavi inglesi e spranghe; come dire gli "strumenti di lotta" dei leoncavallini. Paola Frassinetti, già assessore all’ Istruzione nella Giunta precedente capitanata da Ombretta Colli e capogruppo attuale di AN in Provincia, ha dichiarato : ’’Questa decisione inopportuna ha screditato un premio che dal 1953 e’ sempre stato assegnato a chi si e’ distinto per particolare dedizione alla nostra Provincia. Premiare chi da anni contribuisce al diffondersi di illegalita’, saccheggi e violenza e’ un’offesa a tutta la cittadinanza’’. Invece il presidente Penati, nel corso della cerimonia, così aveva detto : "Questa onorificenza si chiamava fino al ’99, anno in cui ha preso il nome di Premio Isimbardi, Giornata della Riconoscenza. Noi da questo nome vogliamo ripartire e quindi, dall’anno prossimo recupereremo la tradizione". Ma non finisce qui. Il noto cantautore Enzo Jannacci, all’uscita dalla cerimonia dove era stato tra i premiati, ha mostrato tutto il suo dissenso non solo con un "I fascisti non rompano", ma anche con una frase ben più grave :"Mi ricordo ancora piazzale Loreto e una donna che sparava alla testa di Mussolini appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora". Paola Frassinetti non solo ha dichiarato che "Jannacci potrebbe essere passibile di denuncia ai sensi della legge Mancino", ma ha aggiunto ’’Jannacci ha inneggiato alla violenza ’armata’, auspicando il riproporsi della ’macelleria’ di piazzale Loreto. Inneggiare a piazzale Loreto, una delle pagine piu’ vergognose della nostra storia, significa continuare a inneggiare alla logica dell’odio e dimostra ancor di piu’ che quest’anno il premio Isimbardi e’ stato trasformato nel premio alla violenza’’. Il consigliere regionale di AN, Silvia Ferretto, non solo aveva inviato al Presidente Penati il dossier sulle violenze commesse negli ultimi vent’anni dai "leoncavallini" per far meglio comprendere l’inopportunità di premiare il Leoncavallo, ma aveva anche diffuso il lungo elenco di reati imputati al Leoncavallo. La Giunta Penati ha commesso un atto gravissimo, ma Jannacci ha mostrato il vero volto di un cantautore antifascista - certo - ma che con le sue canzoni paradossali aveva accompagnato la vita di quelli della nostra generazione, anche di chi non la pensava come lui. Ora, a sessant’anni dalla fine della guerra e della vergogna di Piazzale Loreto ( di fronte alla quale inorridirono gli stessi "liberatori") mostra ancora una volta il vero volto della sinistra, di chi si nutre solo di odio, al di là del finto buonismo imperante.

    La storia sepolta di una tragedia italiana

    Il 18 dicembre il consigliere regionale di AN Silvia Ferretto Clementi è stata premiata per la tesi di laurea "La storia sepolta di una tragedia italiana". Il lavoro di ricerca sulla tragedia delle Foibe è stato considerato come migliore opera della sezione "nuove ricerche, attualizzazione e divulgazione della storia taciuta". Il riconoscimento e il premio di 500 euro le sono stati consegnati a Verona. "Aver ottenuto questo riconoscimento è veramente una grande soddisfazione - ha commentato Silvia Ferretto - soprattutto perché l’intento principale del mio lavoro era proprio quello di contribuire a far venire alla luce tante verità troppo a lungo taciute. Ho scelto questo argomento perché ciò che è avvenuto in quelle terre rappresenta una delle più grandi ingiustizie nella storia dell’Italia. Dopo una spietata "pulizia etnica" - ha proseguito Ferretto - gli istriani, i fiumani ed i dalmati hanno infatti dovuto subire anche una sistematica "pulizia storiografica" a causa della quale la loro memoria è stata per decenni sepolta e infangata. Ricordare queste pagine di storia dimenticate è un passo importante per superare la cultura dell’odio ed arrivare finalmente ad una memoria condivisa. Donerò il denaro vinto con questo premio - ha concluso il consigliere regionale di Alleanza Nazionale - all’Arena di Pola, testata storica del popolo istriano che da sempre rappresenta un punto di riferimento importante per gli istriani in Istria e nel mondo".


    BUSTO ARSIZIO

    Scuola di sussidiarietà

    E’ iniziata il 3 dicembre, presso l’Auditorium della Fondazione San Giacomo, la Scuola di sussidiarietà. Organizzata dalla Compagnia delle Opere Alto Milanese, la Scuola si propone di formare politici, amministratori, persone che lavorano nel non profit con un corso dal titolo "Società e Stato: il principio di sussidiarietà", nell’arco di quattro mesi. Grande richiamo per la prima serata è stata la presenza del ministro Rocco Buttiglione, reduce dalle vicende di Bruxelles. I prossimi incontri avranno luogo con personaggi della politica e della cultura come il professor Alberto Quadrio Curzio, il vice segretario generale della Regione Raffaele Cattaneo, il professore Maurizio Maccarini, l’onorevole Mario Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, il professor Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica. La sera del 3 dicembre, in assenza del prof. Curzio, ha tenuto, con grande competenza e chiarezza, la relazione introduttiva la professoressa Simona Beretta, docente di Politiche economiche internazionali presso l’Università Cattolica.

Milano - Numero 27

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • MILANO
  • BUSTO ARSIZIO



    MILANO

    Quando la Destra si sveglia

    Presentazione al Grand Hotel e de Milan il 18 dicembre della candidata, alle regionali del 3 e 4 aprile, Paola Frassinetti. Già assessore provinciale all’Istruzione nella Giunta Colli, la Frassinetti è espressione della Destra sociale in AN ed è nota sul territorio per le molte e difficili battaglie che ha sempre condotto da dirigente storico prima del FdG e del MSI ed ora di AN. Presentata dal Vicepresidente nazionale giovanile Carlo Fidanza, alla presenza del giovane onorevole Alberto Arrighi e del ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno, la Frassinetti ha presentato il suo programma elettorale. La Destra sociale oggi sembra godere di buona salute non solo per la presenza nel triumvirato che guida AN di Gianni Alemanno, passando così dalla "monarchia" finiana alla "repubblica", ma soprattutto perché ancora recentemente la Destra sociale ha sottolineato il suo richiamarsi a "radici partecipative, comunitarie e solidaristiche, lontane dall’idea di una destra liberal-liberista di stampo anglosassone". Ribadita la falsità di chi vuole vedere la Destra sociale come "centralista, meridionalista, assistenzialista", la Frassinetti propone - insieme a tutta la Destra sociale - un modello improntato alla sussidiarietà, con la "valorizzazione dei territori, le categorie, l’associazionismo, la cooperazione ed il terzo settore, tutte quelle realtà che contribuiscono a creare legami comunitari". Ma è scorrendo il programma, il progetto politico ciclostilato e dato a tutti i partecipanti alla riunione, in una sala gremitissima, che si viene a conoscenza di critiche tutt’altro che di poco conto: " Oggi AN è in difficoltà a Milano perché non riesce a rappresentare le esigenze delle categorie, perché è rappresentata complessivamente da una classe dirigente selezionata secondo criteri lontani dalla meritocrazia, perché è amministrativamente appiattita su Forza Italia, perché salvo rare eccezioni non ha una classe di sottogoverno in grado di rispondere alle sollecitazioni politiche del Partito, perché è poco radicata sul territorio." Non c‘è che da rallegrarsi per simile schiettezza. E più avanti : "Oggi AN, a Milano, e nella sua provincia, è spesso rappresentata da personale politico non all’ altezza. (…) …si deve tornare ad un Partito che sappia rappresentare e mobilitare le energie di base, non più il terreno di conquista per questo o l’altro esponente ma il terreno in cui una classe dirigente misura la sua capacità di dare risposte alla comunità che la sceglie, alle istanze della società, ai milanesi tutti". La speranza è che questi temi, questi toni, non siano solo occasionali, dettati dalla contingenza delle elezioni regionali prossime. La Destra, come Barbarossaonline va dicendo da tempo, ha bisogno di "rileggersi" , di ritrovare la sua identità. Prima che sia troppo tardi.

    Vivere di odio

    Il premio Isimbardi è il premio che la Provincia di Milano assegna a cittadini benemeriti, che hanno operato per il bene della Provincia. Quest’anno la nuova Giunta provinciale, presieduta dal diessino Filippo Penati, ha voluto premiare fra gli altri l’associazione delle mamme antifasciste del Leoncavallo, " per il suo contributo nella difesa dei diritti fondamentali e dei diritti dei piu’ deboli". Anche chi non è milanese o lombardo sa cos’è il Leoncavallo: leoncavallino è diventato sinonimo di giovane contestatore di sinistra, della cui violenza la città di Milano è stata testimone per troppi anni. I militanti di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani hanno protestato, il 16 dicembre, giorno della cerimonia, davanti al Palazzo della Provincia collocando un albero di Natale che al posto di fiocchetti e palline colorate aveva chiavi inglesi e spranghe; come dire gli "strumenti di lotta" dei leoncavallini. Paola Frassinetti, già assessore all’ Istruzione nella Giunta precedente capitanata da Ombretta Colli e capogruppo attuale di AN in Provincia, ha dichiarato : ’’Questa decisione inopportuna ha screditato un premio che dal 1953 e’ sempre stato assegnato a chi si e’ distinto per particolare dedizione alla nostra Provincia. Premiare chi da anni contribuisce al diffondersi di illegalita’, saccheggi e violenza e’ un’offesa a tutta la cittadinanza’’. Invece il presidente Penati, nel corso della cerimonia, così aveva detto : "Questa onorificenza si chiamava fino al ’99, anno in cui ha preso il nome di Premio Isimbardi, Giornata della Riconoscenza. Noi da questo nome vogliamo ripartire e quindi, dall’anno prossimo recupereremo la tradizione". Ma non finisce qui. Il noto cantautore Enzo Jannacci, all’uscita dalla cerimonia dove era stato tra i premiati, ha mostrato tutto il suo dissenso non solo con un "I fascisti non rompano", ma anche con una frase ben più grave :"Mi ricordo ancora piazzale Loreto e una donna che sparava alla testa di Mussolini appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora". Paola Frassinetti non solo ha dichiarato che "Jannacci potrebbe essere passibile di denuncia ai sensi della legge Mancino", ma ha aggiunto ’’Jannacci ha inneggiato alla violenza ’armata’, auspicando il riproporsi della ’macelleria’ di piazzale Loreto. Inneggiare a piazzale Loreto, una delle pagine piu’ vergognose della nostra storia, significa continuare a inneggiare alla logica dell’odio e dimostra ancor di piu’ che quest’anno il premio Isimbardi e’ stato trasformato nel premio alla violenza’’. Il consigliere regionale di AN, Silvia Ferretto, non solo aveva inviato al Presidente Penati il dossier sulle violenze commesse negli ultimi vent’anni dai "leoncavallini" per far meglio comprendere l’inopportunità di premiare il Leoncavallo, ma aveva anche diffuso il lungo elenco di reati imputati al Leoncavallo. La Giunta Penati ha commesso un atto gravissimo, ma Jannacci ha mostrato il vero volto di un cantautore antifascista - certo - ma che con le sue canzoni paradossali aveva accompagnato la vita di quelli della nostra generazione, anche di chi non la pensava come lui. Ora, a sessant’anni dalla fine della guerra e della vergogna di Piazzale Loreto ( di fronte alla quale inorridirono gli stessi "liberatori") mostra ancora una volta il vero volto della sinistra, di chi si nutre solo di odio, al di là del finto buonismo imperante.

    La storia sepolta di una tragedia italiana

    Il 18 dicembre il consigliere regionale di AN Silvia Ferretto Clementi è stata premiata per la tesi di laurea "La storia sepolta di una tragedia italiana". Il lavoro di ricerca sulla tragedia delle Foibe è stato considerato come migliore opera della sezione "nuove ricerche, attualizzazione e divulgazione della storia taciuta". Il riconoscimento e il premio di 500 euro le sono stati consegnati a Verona. "Aver ottenuto questo riconoscimento è veramente una grande soddisfazione - ha commentato Silvia Ferretto - soprattutto perché l’intento principale del mio lavoro era proprio quello di contribuire a far venire alla luce tante verità troppo a lungo taciute. Ho scelto questo argomento perché ciò che è avvenuto in quelle terre rappresenta una delle più grandi ingiustizie nella storia dell’Italia. Dopo una spietata "pulizia etnica" - ha proseguito Ferretto - gli istriani, i fiumani ed i dalmati hanno infatti dovuto subire anche una sistematica "pulizia storiografica" a causa della quale la loro memoria è stata per decenni sepolta e infangata. Ricordare queste pagine di storia dimenticate è un passo importante per superare la cultura dell’odio ed arrivare finalmente ad una memoria condivisa. Donerò il denaro vinto con questo premio - ha concluso il consigliere regionale di Alleanza Nazionale - all’Arena di Pola, testata storica del popolo istriano che da sempre rappresenta un punto di riferimento importante per gli istriani in Istria e nel mondo".


    BUSTO ARSIZIO

    Scuola di sussidiarietà

    E’ iniziata il 3 dicembre, presso l’Auditorium della Fondazione San Giacomo, la Scuola di sussidiarietà. Organizzata dalla Compagnia delle Opere Alto Milanese, la Scuola si propone di formare politici, amministratori, persone che lavorano nel non profit con un corso dal titolo "Società e Stato: il principio di sussidiarietà", nell’arco di quattro mesi. Grande richiamo per la prima serata è stata la presenza del ministro Rocco Buttiglione, reduce dalle vicende di Bruxelles. I prossimi incontri avranno luogo con personaggi della politica e della cultura come il professor Alberto Quadrio Curzio, il vice segretario generale della Regione Raffaele Cattaneo, il professore Maurizio Maccarini, l’onorevole Mario Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, il professor Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica. La sera del 3 dicembre, in assenza del prof. Curzio, ha tenuto, con grande competenza e chiarezza, la relazione introduttiva la professoressa Simona Beretta, docente di Politiche economiche internazionali presso l’Università Cattolica.

Castellanza - Numero 26

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • Castellanza
  • Legnano
  • Milano



    Castellanza

    Acque agitate tra le forze politiche di Castellanza, a ridosso delle elezioni appena concluse. L’Associazione "Castellanza domani", che aveva sostenuto il candidato sindaco Mario Rossi, ha dovuto registrare le dimissioni del suo presidente, Orazio Olivares. In una prima riunione a metà ottobre non si era riusciti neppure a nominare il Direttivo dell’Associazione, ma soprattutto erano emerse incertezze e dubbi tra gli iscritti sul senso e sull’opportunità di continuare la vita dell’associazione. Da qui le dimissioni di Olivares, che durante e dopo la campagna elettorale si era sempre speso con impegno. Ma un’altra delusione è giunta subito dopo per la lista Orizzonte: il TAR ha respinto il 19 ottobre la domanda di Mario Rossi, suo candidato sindaco, su presunte irregolarità all’atto della presentazione della lista della Lega. Quindi né ripetizione della consultazione elettorale né decadenza dell’unico eletto nella lista leghista: Marco Sartori. Per la lista Orizzonte non poteva cominciare peggio. E’ pur vero che proprio il giorno in cui il TAR discuteva sul ricorso si dimetteva Maurizio Celli, coordinatore della lista civica "Città viva", che ha vinto le elezioni con il nuovo sindaco Maria Grazia Ponti. E se le dimissioni venivano prontamente assorbite dalla lista del sindaco, le dichiarazioni che Celli ha rilasciato a La Prealpina pesano come pietre: "La seconda motivazione ( per la sua uscita dal partito,ndr) è quella di aver comunicato ad alcuni soci quello che tutti sanno ed hanno approvato e condiviso: la scelta mia e di altri di firmare per la lista della Lega Nord a ridosso dell’orario di scadenza della presentazione delle liste dato che qualcuno, al momento amministratore della città, presente negli organismi e candidato di Città viva, ci informava che, da notizie provenienti dall’ufficio elettorale, probabilmente non avevano il numero di firme necessarie. Questo atto ha consentito di rendere ufficiali e palesi le divisioni nel centro destra e favorire il successo della Ponti". (Maria Letizia Napoli, Bufera politica, si spacca la lista del sindaco, La Prealpina del 20 ottobre 2004).


    Legnano

    Dopo mesi di silenzio, e di chiusura, finalmente si sblocca la vicenda della sezione legnanese di AN. Domenico Gangemi, capogruppo di AN al Consiglio comunale, ne è stato nominato commissario, in attesa del Congresso cittadino che normalizzi la situazione. Ma anche il responsabile del collegio 16 cambia : è Umberto Maerna. Se non si può che essere lieti della soluzione, non foss’altro perché sia Gangemi che Maerna conoscono bene il territorio e sono sempre stati attivi in esso, c’è da chiedersi cosa stia avvenendo nella destra legnanese. A Legnano la destra gode ottima salute elettorale : nelle elezioni del 2002 ha toccato il 14% dei voti, un risultato che nessuno osava sperare. Nella Giunta governata da Cozzi siedono, in rappresentanza di AN, il presidente del Consiglio comunale Massimo Colombo, l’assessore al commercio e alla viabilità Franco Falco e l’assessore all’istruzione Rosamaria Codazzi. Una presenza qualificata, dunque. Ma la destra legnanese e della zona è sempre stata, come militanza, piuttosto effervescente. E’ pur vero che questo è caratteristico di tutte le forze politiche, e non da oggi, ma le due nuove nomine provenienti da Milano non possono che essere lette in una sola chiave : normalizzazione. Umberto Maerna, apprezzato assessore provinciale nella Giunta Colli, da sempre impegnato nel legnanese, non potrà che bene operare, tenuto conto delle capacità e del senso di equilibrio che lo distingue. Inoltre è un politico giovane, che ha saputo far bene nel suo assessorato, fedelissimo di Ignazio La Russa. Gangemi, che l’ottimo personale risultato elettorale lo voleva assessore, con questo incarico - che si sovrappone a quello di capogruppo - non solo ottiene un giusto riconoscimento per quella mancata nomina, ma potrà operare le scelte politiche locali in piena e totale autonomia. Le prossime tornate elettorali sono in una successione che non dà respiro: le regionali del prossimo anno, le politiche del 2006, le comunali del 2007. Sono elezioni alle quali si dovrà giungere preparati se si vorrà conservare il posto che AN ha a Legnano. Gangemi dovrà ricucire gli strappi e gli individualismi, le fughe in avanti e le vecchie nostalgie. Il segnale è chiaro : Gangemi non viene dal vecchio MSI e viene visto come la destra nuova e moderna capace di guardare avanti.


    Milano

    Il TAR ( Tribunale amministrativo regionale) ha bocciato il criterio degli anni di residenza per l’assegnazione delle case Aler, le case popolari. Quindi non ci sarà più differenza tra chi risiede in Lombardia da anni e chi da poco. Se questa era una norma che alla sinistra appare come incostituzionale e razzista, e quindi come tale da eliminare, può apparire anche come razzista al contrario. Il consigliere regionale di AN Silvia Ferretto così ha dichiarato : "La bocciatura dell’emendamento perpetua un’ingiustizia: chi da anni paga le tasse in Lombardia viene messo sullo stesso piano di chi versa da meno tempo i contributi, utili anche per costruire gli alloggi popolari".

Chi è Barbarossa?

L'ombra di Federico I di Hohenstaufen, il Barbarossa, appunto, si aggira tra le nostre contrade , da quando a Legnano venne sconfitto dalle truppe dei Comuni alleatisi nella Lega lombarda. L'imperatore aveva cercato di difendere le sue terre da quei Comuni che volevano la libertà, aveva cercato di tenere saldo l'Impero, ma non poteva andare contro la storia. Aveva accarezzato il lungo sogno di restaurare il... Continua >>

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