Legnano e altomilanese - Barbarossa

Legnano e altomilanese

Altomilanese - Numero 57

La rubrica Altomilanese riprenderà la pubblicazione dopo le vacanze estive.

Altomilanese - Numero 56

Ha lasciato sgomenta la città di Legnano l’improvvisa scomparsa di Rosamaria Codazzi, circa un mese fa. Dirigente scolastica dell’ISIS Bernocchi e dell’Istituto comprensivo Carducci, era molto conosciuta in città per la sua determinatezza, ma anche per  la sua passione politica. Era stata infatti Assessore alle Attività educative e Pari Opportunità. Era in città un po’ il simbolo della Destra al femminile e si distingueva per la sua voglia di fare, di portare a compimento i progetti che andava elaborando. Nell’arco di un anno sono scomparse a Legnano  due donne di provata capacità nell’ambito della politica locale e che tanto hanno dato alla città: circa un anno fa scompariva improvvisamente Rita Saredi, un’altra donna impegnata fortemente in politica, ma  anche nel mondo del Palio. Accomunate da un triste destino queste due donne molto conosciute, stimate ed apprezzate a Legnano, lasciano un vuoto che difficilmente potrà essere colmato, ma che saranno ricordate per la loro tenacia e amore per la città.

Altomilanese - Numero 55

 

Anche nell’Altomilanese il segno distintivo della destra sembra essere lo smarrimento. A Legnano come a Gallarate, a Castellanza come in altre città, la destra risente della diaspora. Se i politici più esperti hanno già fatto le loro scelte accasandosi nella nuova FI o Fratelli d’Italia o scegliendo il NCD di Alfano o spostandosi verso Storace o Forza Nuova, è l’elettorato che si vede sempre più smarrito, proprio per l’avvenuta diaspora. Ad andare in giro, a fermarsi a chiacchierare dal barbiere o nel supermercato, dall’edicolante o all’uscita della chiesa, la voce comune è quella dell’incertezza, se non dell’incomprensione. La richiesta sempre quella dell’unificazione delle destre.

Ma a fronte di alcuni politici che hanno scelto come muoversi, già da parecchi mesi è andata persa buona parte di una classe dirigente di destra, una comunità di militanti ed attivisti, che avevano avuto un peso politico non indifferente nell’Altomilanese in questi anni : che fine hanno fatto? Così a Legnano abbiamo perso dei punti di riferimento che avevano fatto la storia, anche piccola e quotidiana, della destra legnanese. Motivi di rivalità, incomprensioni, spesso arrivismi , hanno disintegrato una comunità che, nel bene e nel male, marciava compatta; frazionismi, smarrimenti, divisioni a livello nazionale hanno fatto il resto. Sta di fatto che ora tanti personaggi della provincia, di quella Legnano che era stata nominata sul campo Subfederazione della destra milanese, ora è silente. Giovani e meno giovani della destra di Castellanza che avevano fatto ben sperare in una nuova partecipazione attiva alla vita politica non si vedono più. Anche questo è un segno dei tempi che cambiano.

Eppure è proprio dall’Altomilanese, da sempre capace di interpretare gli umori e le necessità dei cittadini, che ci aspettiamo una rinascita. Questo territorio vivace culturalmente, generoso, può ancora interpretare le istanze che provengono dalla popolazione. Prima di tutto mettere da parte l’italico atteggiamento del piagnisteo, del piangersi addosso. Poi subordinare al bene comune le precedenti divisioni, che hanno portato all’attuale situazione. E guardare al progetto di città, di territorio, di convivenza che si vuole attuare. I vecchi schemi di destra e sinistra non esistono più. La vita di oggi corre molto più velocemente degli antichi rancori, delle vecchie incomprensioni e non permette che ad essi ci si possa aggrappare in una sorta di reducismo, di rimpianto del "bel" tempo andato. Cosa fare? Prima di tutto dare vita a liste civiche, comprensive, inclusive di coloro che hanno uguali intendimenti, visione della vita, ideali insomma. Nelle situazioni locali i simboli di partito possono anche cedere il campo ad aggregazioni superpartitiche. Il futuro del Paese nascerà proprio dalla provincia, dove le necessità quotidiane sono sempre molto più sentite della retorica che viene quotidianamente diffusa dai politicanti di professione. Bisogna riscoprire quello spirito dei nostri padri e dei nostri nonni che, alla fine della guerra, rifecero grande l’Italia.

Le prossime elezioni, europee, politiche, amministrative, aspettano a quest’ultimo appuntamento la destra. Se non si sarà capaci di essere presenti, propositivi, allora, la destra scomparirà per sempre.

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • L’ANIMA DELLE COSE
  • GALLARATE CITTA’ ETICA



    Pubblichiamo due interventi di Paolo Caravati, già vicesindaco di Gallarate nella precedente amministrazione guidata dal sindaco Mucci.

    L’ANIMA DELLE COSE
    Anche le cose hanno un’anima? Lo hanno affermato poeti, scrittori, musicisti. Forse che una città non può avere un’anima creata da chi vi ha vissuto, da chi l’ha governata, da chi l’ha resa famosa, da chi l’ha fatta diventare grande o l’ha impoverita? L’anima di una città: una parte che non si vede, non si sente ma che si intuisce con una particolare sensibilità; il cuore di una cosa che ci trasmette la sua essenza, ci dice come è nata, come è cresciuta, come ha vissuto. Non hanno forse un’anima il mara scuola "Falcone" (non importa se era necessaria per i nostri giovani, se è l’unica scuola che non diploma futuri disoccupati) e, appunto, anche il Ma.G.A. Credo che si possa affermare che l’attuale Amministrazione di Gallarate ha dimostrato di non apprezzare nulla di quanto avevano conseguito i suoi predecessori. Chi aveva realizzato tutte le opere che avevano reso Gallarate una nuova e moderna Città, lo aveva fatto per il bene della Città, dei suoi Cittadini, perché credeva nel grande veicolo di ricchezza morale, economica e di prestigio che ha la cultura; tutto era stato eseguito in modo legittimo, legale e amministrativamente corretto. Non ricordo di aver sentito le opposizioni levare gli scudi contro tutte queste iniziative ed esprimere decisi dissensi. Il PdL nel 2011 ha perso le elezioni e improvvisamente tutto è stato visto sotto un’altra luce: solo sprechi, manie di grandezza, mancanza di oculatezza. La vita del Ma.G.A. è messa costantemente in pericolo, il suo futuro è incerto. La Fondazione culturale (Condominio e Teatro del Popolo) è stata cancellata senza neppure valutare le prevedibili conseguenze che, poi, si sono puntualmente verificate. Tutto quello che era stato fatto con grande impegno, con passione, con amore per la Città, è stato svilito. Oramai il PdL si è abituato: da due anni ogni cosa negativa che accade a Gallarate è colpa delle precedenti amministrazioni Mucci. A tutto questo si sono ribellati i precedenti amministratori, molti cittadini. Poi, come in un sogno di …. mezzo inverno, in un’atmosfera da sabba, tra fumo, fuoco e fiamme, si è rivoltata anche l’anima del Ma.G.A. ed è bruciata di dolore perché in molti non l’hanno capita, non hanno saputo valutare la sua importanza e quello che può offrire alla Città. Non hanno capito che per avere dei risultati importanti bisogna prima investire, curare, coltivare, fare conoscere realizzando eventi importanti. Fantasie medievali, pensieri da mettere all’indice? Forse sì! Ma a volte, invece di pensare, quali squallidi burocrati, a conti, bilanci, impegni di spesa, delibere e determine, regolarità formali, ecc. si impari ad uscire dalla grigia realtà con un po’ d’amore per la nostra Città, con un po’ di genio: con "fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione" (Monicelli). Ma oggi anche queste, ahimè, sono fantasie!

    Paolo Caravati


    GALLARATE: CITTA’ ETICA
    Domenica 27 Gennaio, a Gallarate; Centro Storico allargato, tutti a piedi! Vivo in centro e, con certezza, non posso affermare che c’è stata più gente delle normali altre domeniche. Chi abita nel Centro Storico e dalle 10 in poi doveva muoversi con il proprio automezzo, doveva portarlo, prima, fuori dal Centro. Chi voleva venire da fuori nel Centro storico per pranzare con parenti o amici, per bere un aperitivo, comprare un giornale o fare due chiacchiere doveva farsi un pezzo a piedi anche se non ne aveva voglia. Perché? Perché il sig. Sindaco di Gallarate, l’Assessore all’Ambiente hanno deciso che i Cittadini Gallaratesi devono comportarsi in un determinato modo: come vogliono loro. Come durante il fascismo c’era il "Sabato fascista", domenica 27, a Gallarate (ma non solo), c’è stata la domenica ecologica: tutti a piedi; anche chi non cammina. La differenza con il Ventennio è che, probabilmente, una volta, non si poteva disubbidire! Questa poco brillante idea del Sindaco e dell’Assessore all’Ecologia (unica iniziativa, per quanto ne conosco, della sua attività di amministratore) mi ha portato alla mente Hegel e la teoria dello Stato etico, ripresa nel ‘900 come base della concezione di Stato nazista e comunista. Secondo questa teoria lo Stato è fonte di libertà e norma etica per il singolo. La condotta dello Stato quindi non può essere oggetto di valutazione da parte dell’individuo e lo stato è arbitro assoluto del bene e del male. Questi due ultimi concetti, credo, calzino assai bene con la concezione politica dell’Assessore all’Ecologia e con la personalità del Sindaco. Assurdo il paragone con il "fermo auto" di domenica? Esagerati i confronti con un certo pensiero all’ambientalismo? Al "fermo" delle auto non crede più nessuno; non porta nessun risultato utile! Perché attuarlo ancora? Ho il dubbio che sia solo per "segnare il territorio" in modo evidente con temi di interesse della Sinistra; ma la cura dell’ambiente interessa tutti i cittadini: di sinistra, di destra e di centro; non è un monopolio di Legambiente o della Sinistra! Forse questo inutile "fermo auto" è solo per fare rimarcare chi ha il potere. Per far capire a tutti con un semplice "fermo auto" l’importanza che hanno quelli che appartengono ad una determinata area di sinistra che ha appoggiato e continuerà ad appoggiare il Sindaco. Se si vuole educare alla cura dell’ambiente ci sono molti altri metodi più utili anche se, forse, meno visibili: la pulizia dei boschi, la pulizia delle strade e dei marciapiedi dagli escrementi animali, la cura di alcune parti storiche della Città (i portici vecchi, ad esempio), l’attenzione nei confronti del verde pubblico, il ritiro della spazzatura abbandonata in alcuni luoghi della Città, la pulizia del letto dell’Arno, ecc. Quale sarà il prossimo segnale di fumo per dimostrare alla Sinistra che il Sindaco crede nella sua esistenza e nella sua importanza? I matrimoni gay?

    Paolo Caravati

Gallarate - Numero 53

 

Pubblichiamo l’intervento di Paolo Caravati, già vicesindaco di Gallarate nella precedente amministrazione guidata dal sindaco Mucci.

GALLARATE, UN FUTURO INCERTO

Si può prevedere che cosa accadrà a Gallarate nel 2013? Continuerà l’immobilismo dell’attuale amministrazione? Ci sono progetti concreti per l’immediato futuro? Il disinteresse e l’incuria nei confronti della Città avrà termine? Impossibile rispondere seriamente a queste domande. Non esiste nulla di concreto che possa dare ragione a qualsiasi previsione. Dovremo attendere il Bilancio di Previsione 2013 nel quale troveremo tutti i progetti e gli impegni che questa amministrazione vorrà assumersi. L’unico dato certo è l’entrata considerevole dell’IMU di competenza esclusiva del Comune di Gallarate il cui ammontare potrà essere impiegato per realizzare molti progetti indispensabili allo sviluppo di una Città che vuole sempre chiamarsi moderna, efficiente e al servizio dei Cittadini. Purtroppo le premesse "politiche" non sono delle migliori. Il Sindaco Guenzani ha dichiarato: "apparire è una tentazione, servire un dovere". L’affermazione è deludente perché dà l’impressione che l’importanza maggiore l’avranno i servizi anche se il Sindaco è tentato ad apparire. Ma cosa vuole significare con "apparire"? Certamente, almeno spero, non si riferisce alla sua persona che potrebbe apparire per le opere pubbliche che realizzerà. Mi piace pensare che chi potrebbe "apparire" sarebbe Gallarate con la realizzazione di molte opere che completerebbero la Città come avevano previsto i programmi del Sindaco Mucci. La sistemazione del Centro Storico (oggi indecoroso! Un centro di un piccolo paese: anonimo e abbandonato), la Scuola di Cedrate, il Centro di Cedrate, la nuova Biblioteca, strade, marciapiedi, utilizzo dei Teatri con rappresentazioni di pregio artistico e culturale, esposizioni d’arte degne di una struttura come quella del MAGa, ecc. Tutti questi progetti porterebbero veramente Gallarate ad un livello che merita, le toglierebbe quella patina di provincialismo e di immobilità che l’ha ormai ricoperta, della quale i Cittadini si lamentano e che l’oscura nel panorama della Provincia di Varese. I servizi sono certamente fondamentali: quelli sociali, per primo, insieme a quelli scolastici. Non sono certamente una priorità, come parrebbe dalle dichiarazioni della Giunta, trovare un luogo di culto o, addirittura, una struttura per la comunità islamica la quale, come altre comunità religiose, si potrebbe costruire quello di cui ha necessità. Né vedo una priorità nelle piste ciclabili che, ove costruite, a Gallarate, diventano luoghi di parcheggio sui quali è assai difficile vedere transitare qualcuno in bicicletta. Ed anche la rotonda di Via Venegoni/XX Settembre è poi così importante e potrà anche recare gravi problemi di viabilità. Ma, si sa, è un’altra cambiale elettorale da pagare! Ciò che impedisce di guardare al futuro con un po’ di ottimismo è la situazione politica della maggioranza: Città e Vita, PD, SeL e IDV. L’ing. Guenzani era l’unico candidato credibile che il centro-sinistra avrebbe potuto proporre; già nel 2006 aveva tentato di farlo ma aveva ricevuto una risposta negativa: impossibile vincere con un Mucci che avrebbe riportato un successo eclatante con oltre il 65% di consensi. Ora è il Sindaco in prima persona a tracciare la linea politica dell’amministrazione. Ma, dopo 18 mesi di attività, il PD ed i partiti minori incominceranno a mordere il freno. SeL ha in Giunta un rappresentante che, contrariamente a tutti i suoi interventi degli anni precedenti in Consiglio Comunale, quasi sempre svolti su basi "ideologiciche" e inutili ad una concreta amministrazione della cosa pubblica, oggi, da Assessore, non parla più, neppure quando dovrebbe (vedi licenziamento di due dipendenti, colpevoli solo di essere iscritti ad un partito politico di opposizione). Ma per far vedere che esiste ancora dovrà dire qualcosa e, probabilmente, chiederà l’introduzione dei matrimoni gay che stanno tanto a cuore alla sua parte politica. L’IDV a Gallarate, in Consiglio con un Consigliere, sembra in difficoltà per lo sgretolamento del nazionale. Il PD ha accettato un ruolo di subalternità rispetto al partito-lista civica del Sindaco (Città e Vita) che ha occupato tutti i ruoli più importanti. Ma fino a quando il PD accetterà di recitare la parte che stanno ricoprendo? Io sono convinto che il Sindaco riuscirà a terminare regolarmente il mandato, senza cedere molto al PD, anche perché, Gallarate non è di Sinistra (Lega e PdL insieme, nel 2011, avrebbero stravinto ancora una volta), e una eventuale nuova elezione, prima della regolare scadenza, vedrebbe sicuramente la sconfitta del centro-sinistra . Ecco quindi la forza che ha il Sindaco Guenzani che, certamente, continuerà a fare ciò che riterrà più opportuno, ascoltando tutti, distribuendo qualche "contentino" poco dannoso, ma proseguendo per la sua strada maestra che, fino ad ora, la maggioranza dei Cittadini non ha condiviso.

Paolo Caravati

Castellanza - Numero 52

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • CASTELLANZA
  • LEGNANO



    Castellanza
    Nasce Rinnovamento, Associazione culturale. C’è maretta nel PdL di Castellanza, dopo la sonora sconfitta elettorale che l’anno scorso aveva relegato il partito al quinto posto. Infatti nel maggio del 2011 il sindaco uscente del PdL, Fabrizio Farisoglio, formava una sua lista e insieme alla Lega vinceva le elezioni con il 26,28 per cento dei voti. Il PdL era ormai spaccato e il suo candidato, Vittorio Caldiroli, raccoglieva appena l’11,92 per cento dei voti. Ora un gruppo di iscritti, proveniente da ex An e ex FI, ha dato vita ad una componente (guai a chiamarla corrente…) interna al partito per cercare di rivitalizzare con energie nuove lo spirito del centro-destra. Una componente che non vuole spaccare il partito, anzi vuole accrescerlo, allargare il consenso, consapevole però che bisogna cambiare modo di fare politica ed aprirsi alla gente, senza padroni né padrini. Per questo hanno dato vita ad un’ Associazione culturale aperta a tutti i cittadini, il cui nome è già il programma : Rinnovamento. L’intento è di essere un laboratorio di idee, un luogo di confronto nella città e per la città, aperto a chiunque voglia affrontare con impegno e serietà i tanti problemi del giorno d’oggi, senza sentirsi stretti nell’armatura di un partito. Requisito richiesto sarà, quindi, quello di riconoscersi negli scopi espressi nello Statuto fondativo: -diffondere la cultura della legalità, della democrazia, della convivenza civile e della sussidiarietà; -diffondere i valori della dignità della persona, della libertà,dell’eguaglianza; -proporsi come luogo di incontro e di aggregazione in nome di comuni interessi culturali assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente.

    Interessante questo fenomeno aggregativo, perché ha preceduto di poco quanto sarebbe successo a livello provinciale. In vista delle elezioni congressuali del PdL della provincia di Varese, per eleggere il nuovo coordinatore provinciale, alla candidatura dell’europarlamentare Lara Comi è stata contrapposta quella di Giuseppe Taldone, assessore ai servizi sociali di Luino. Alla fine la spunterà la giovane onorevole Comi, ma con 19 dirigenti nel direttivo provinciale, mentre Taldone ne otterrà 11: un successo clamoroso, pur perdendo. Infatti alla vigilia il gruppo degli ex An che sosteneva Taldone era accreditato per un 10/12 per cento; alla fine, con l’apporto di un consistente gruppo di ex FI il risultato della lista Taldone è stato quasi del 40 per cento. Come era nella logica della cose, la nuova componente di Castellanza ha sostenuto Taldone.


    Legnano
    Anche Legnano va al voto per le elezioni amministrative. Il sindaco uscente, Lorenzo Vitali, del PdL, questa volta non potrà contare sull’apporto della Lega, che ha deciso di non appoggiare le liste del PdL. Eppure la Lega ha condiviso 5 anni di Giunta, facendo bene, ma il Movimento a livello nazionale ha deciso di mostrare in questo modo il proprio dissenso nei confronti della politica del presidente del Consiglio Mario Monti e dell’appoggio dato dal partito di Berlusconi all’esecutivo tecnico. Ci sarà un ripescaggio nell’ormai probabile ballottaggio, se alla fine si dovessero fronteggiare PdL e Sinistra? E se il ballottaggio, dato quasi per scontato, fosse tra Lega e PdL? Certo la Lega raccoglierà un bel po’ di scontenti, come sempre … E essere scontenti oggi come oggi è la norma … Ma peseranno pure le vicende interne alla Lega, con un Bossi che si è dimesso da segretario del movimento … Chi lo avrebbe mai pensato? Insomma: siamo nella massima incertezza. Vitali intanto incassa l’appoggio de "la Destra" di Francesco Storace. Pacato il discorso tenuto da Storace a Legnano sabato 17 marzo, in una sala solo parzialmente piena. La presenza di Vitali ha dato l’ufficiale investitura all’appoggio del senatore di destra, riconoscendo la condivisione di valori, specialmente quello riguardante la famiglia. Legnano ha sempre avuto una tradizione di destra; quando esisteva il MSI la città del Carroccio era addirittura segnalata come "Subfederazione" di Milano, tanto per intenderci. Nelle ultime elezioni, quando era già Alleanza Nazionale, aveva avuto un buon successo. Così scrivevamo sul n. 41 dell’8 luglio 2007 del www.barbarossaonline.com: "A Legnano Alleanza Nazionale ha ottenuto l’11,7%, ben al di là delle previsioni che la davano al 7/8%; è il secondo partito della coalizione, anche se per pochissimi voti; ha perso un consigliere, è vero, ma veniva da un successo storico nelle precedenti elezioni, quando s’era fatto il pieno di voti, inaspettato dai suoi stessi iscritti. Ma soprattutto Alleanza Nazionale veniva da un recente passato fatto di lacerazioni, di divisioni interne, con una sezione rimasta chiusa per anni e solo ultimamente nuovamente riaperta. E’ fortemente significativo che nelle precedenti elezioni, quelle del boom, i candidati - senza contare i voti espressi solo al partito - avevano riportato 1801 voti; in queste, con una situazione di difficilissima gestione per i motivi ricordati, i candidati hanno totalizzato 2136 voti".

    Ora la situazione è molto cambiata rispetto alla precedente competizione; alcuni consiglieri sono stati protagonisti in questi anni di mutamenti di scenari di difficile comprensione (leggasi www.barbarossaonline.com n. 46 in Archivio).Certamente l’elettorato di Destra di Legnano è smarrito, confuso e forse disgustato. Chi resta nella lista del PdL legnanese fedele ai valori della Destra proveniente da AN? Pochi. Questa campagna, difficile sotto molti aspetti, segnerà o la rinascita di questa componente o la sua definitiva scomparsa. Gli elettori di Destra legnanesi hanno quest’ultima occasione. Poi l’amalgama nel PdL sarà un fatto compiuto.

Altomilanese - Numero 51

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • ALTOMILANESE
  • GALLARATE
  • BUSTO ARSIZIO
  • CASTELLANZA
  • VARESE



    ALTOMILANESE
    La nascita di Futuro e Libertà sta creando non pochi problemi nella Provincia di Varese dove, grazie al seguito personale dell’ex assessore regionale Luca Ferrazzi, le defezioni dal PdL si sono fatte sentire in modo rilevante. Ma la situazione è in fluida evoluzione … se è vero come è vero che stiamo per assistere a ritorni di finiani pentiti sotto la bandiera del PdL. Quando scriviamo queste righe, nella Provincia di Varese è tutto un susseguirsi di ipotesi di rientri repentini, un’annunciata conferenza stampa, di ripensamenti. E parliamo, ovviamente, di rientri di personaggi che rivestono cariche istituzionali, perché l’impatto della scissione sull’elettorato e dei successivi ripensamenti dei singoli cittadini non si è in grado di quantificare. Cosa avverrà nei prossimi mesi, quindi, è un mistero: quello che si stava profilando all’orizzonte è da rimettere in discussione. I rientri rimescoleranno ancora una volta le carte, mentre quelli che sono rimasti fedeli al PdL non vedranno certo di buon occhio il ritorno a casa.

    GALLARATE
    Gallarate è la città che più di altre, in provincia di Varese, dovrebbe risentire della fuga di ex aennini verso Futuro e Libertà. Perché Gallarate è la città di Luca Ferrazzi, l’ex assessore regionale di AN non rieletto, e quindi non più nominato assessore, che è diventato il portabandiera della scissione finiana. Ferrazzi, che ha scoperto un’improvvisa dedizione per il Presidente della Camera dopo essersi sempre dimostrato antifiniano, ha portato nel nuovo partito molti rappresentanti nelle amministrazioni locali ed anche provinciali, che probabilmente lo hanno seguito in segno di fedeltà. A Gallarate, per esempio, c’è l’assessore Luca Carabelli, assessore all’Istruzione, che è passato con Fini. Ma a Gallarate c’è anche il vicesindaco Paolo Caravati, che è restato fedele al PdL. In una recente intervista Caravati si è proposto come colui che raccoglie la bandiera della Destra nel PdL e, ci sembra, a ragione. Caravati era entrato in Forza Italia nel 1994, per poi passare in AN nel 1999 e, quindi, nel PdL. Per Caravati, uomo di spessore culturale e di grande esperienza amministrativa, forse sarebbe stato più comodo passare anche lui con i finiani, guadagnando nuove e diverse posizioni. La sua disponibilità ad essere candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative infatti, dopo dieci anni di vicesindaco, appare sempre più in salita, specialmente ora con una Destra indubbiamente indebolita; oltre tutto ha di fronte anche candidati di prestigio come gli assessori Massimo Bossi e Isabella Peroni. Ora si trova a dover ricompattare la Destra gallaratese in un momento particolarmente difficile. Un compito indubbiamente impegnativo, ma che per il PdL gallaratese potrebbe significare moltissimo. Ma dopo le ultime notizie di rientri che avverrà? Caravati rimarrà la bandiera della destra gallaratese? D’altra parte i voti dei finiani pesano, fanno comodo, e come!

    BUSTO ARSIZIO
    Il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, per molti semplicemente Gigi, unisce capacità gestionali e grande passione per la politica con una travolgente carica di simpatia. Anche lui, però, si trova a gestire nella sua città, che ama definire "capitale d’Italia", morale ma pur sempre capitale, la nuova situazione che si è venuta a creare con la nascita del partito dei finiani. Il 24 novembre il giornale locale La Prealpina ha pubblicato la notizia di una telefonata del ministro della Difesa Ignazio La Russa con il titolo : La Russa chiama Farioli "Caro Gigi, caccia Lista". Il più autorevole rappresentante nazionale della destra nel PdL chiedeva al sindaco di cacciare Luciano Lista, assessore ex AN passato con Fini, e di mettere al suo posto la figura storica della Destra bustocca, Ninetto Pellegatta. Farioli ha risposto picche, come si suol dire. Peccato che contemporaneamente, lo stesso giorno, usciva un’altra dichiarazione dello stesso sindaco su Varesenews : " «Non posso negare che c’è movimento nei confronti dei finiani» fa il sindaco con understatement britannico. E a Lista, riscoperto sostenitore del primo cittadino, cosa ha da dire Farioli? «Gli dico che regali ai finiani traditori io non ne faccio, ma non ho nemmeno intenzione di prendere iniziative. Per lui, dimettersi sarebbe una scelta coerente ". Allora, signor sindaco, come la mettiamo? Intanto Luciano Lista non solo non si è dimesso, ma voci sempre più consistenti dicono che stia abbandonando Fini per rientrare anche lui tra i pidiellini. Anche qui il "gioco si fa duro".

    CASTELLANZA
    Come a Busto Arsizio Gigi Farioli, così a Castellanza il sindaco uscente, Fabrizio Farisoglio, ha dato la disponibilità per la candidatura per il secondo mandato. Farisoglio è, come si dice con brutta espressione, "prestato alla politica", diversamente da Gigi Farioli, ormai politico navigato. La sua elezione cinque anni fa, quando nessuno lo conosceva a Castellanza, fu merito dall’alleanza tra le forze che allora concorrevano a formare la lista che portava il suo nome: FI, AN, Lega, UDC, la Lista dell’ingegner Tellarini, ottenendo il 35,79 %. Oggi le prospettive di successo non sono più così rosee. La scissione di Futuro e Libertà, rappresentata a Castellanza dai due assessori Emanuele Abruzzo e Giovanni Manelli, sarà sicuramente condizionante, anche se attendiamo i risvolti dell’ultima ora… . Ora Farisoglio si trova con un PdL locale che non ha fatto grandi manifestazioni di giubilo alla sua candidatura; una Lega che dichiara per ora di correre insieme al PdL ma che non si sa mai … in dirittura d’arrivo …; c’è poi il fianco scoperto degli ex aennini; ci sono i malumori (e dire malumori è dire poco…) di personaggi già in Giunta, come l’ex assessore al Bilancio Tiziano Langè, poi defenestrato (che ha già una sua lista), e Maurizio Tarantino, consigliere di maggioranza che vota sistematicamente contro la maggioranza di cui fa parte … Nell’ambito della cittadinanza si percepisce una certa freddezza nei confronti di questa Amministrazione e i punti deboli appena evidenziati non partecipano certo al rafforzamento di un consenso già debole. Eppure Farisoglio è il "sindaco naturale" del PdL. Lo scarso entusiasmo che ha sollevato nell’ambito del suo partito non è dovuto certo alla persona, alla quale si riconoscono doti di capacità e di intelligenza politica, ma alla passata conduzione dell’Amministrazione. Farisoglio è stato, in questi cinque anni, un po’ prigioniero dei partiti, pagando il dazio della sua inesperienza. Una presenza non certo assidua in città, dovuta pur sempre a motivi di lavoro o di salute; una deriva nei confronti della Lega cittadina, che è riuscita a capitalizzare la carica di vicesindaco, di assessore allo sport e, dopo l’estromissione di Langè, anche dell’importantissimo assessorato al Bilancio; l’inconsistenza di una struttura politica del PdL locale che non lo ha sostenuto abbastanza, sono solo alcuni degli esempi di debolezza che giocano fortemente a suo sfavore. Ora Farisoglio, che ha comunque condotto la barca dell’amministrazione sino in fondo al quinquennio, fra l’altro con un’opposizione certamente non delle più incisive se non a parole, si ricandida sapendo che "nulla è più come prima". Questa volta non è lo sconosciuto che giunge alla conquista della città grazie ai voti del Pdl e degli alleati: ora deve mettere in gioco le sue indubbie capacità gestionali al servizio di un programma elettorale che attende la realizzazione di quanto iniziato. Farisoglio è ora l’uomo che ha dalla sua un’esperienza significativa maturata in questi anni. Il PdL di Castellanza si sta ristrutturando con un atteggiamento più vitale e lo sosterrà indubbiamente come non era avvenuto prima. Gli alleati e gli stessi componenti del PdL sanno di non poterlo "tirare per la giacchetta" come avvenuto sino ad ora. Allora : va tutto bene? No, non ancora almeno. Nel panorama politico locale Farisoglio è indubbiamente la figura migliore, il "non politico" più … politicamente corretto. Però per vincere queste elezioni deve offrire alla città garanzie di una sua maggiore presenza; deve formarsi una squadra seria, che faccia un gioco collettivo nell’interesse della comunità castellanzese e non interessi di bottega (come spesso è accaduto); deve avere alle sue spalle un PdL che lo sostenga e che non sia latitante;deve portare a compimento quanto iniziato in questi anni, con trasparenza e senso della realtà dettato dalla situazione economica presente.

    VARESE
    Il passaggio dal PdL a Futuro e Libertà di parlamentari, assessori, iscritti ex AN non ha solamente lasciato l’amaro in bocca agli ex aennini rimasti con La Russa e Berlusconi. L’improvvisa secessione ha creato un movimento che ha ulteriormente compattato la componente della Destra, orgogliosamente rimasta fedele. Così a Varese qualche sera fa è nata la componente nel Pdl della Destra del Popolo. Il simbolo naturalmente richiama il logo del PdL con la scritta in campo azzurro e un cordone tricolore intrecciato. A tenere a battesimo la componente (che non si parli di corrente, per carità…) è stato Marco Airaghi, già parlamentare ed attualmente Coordinatore vicario del PdL di Varese e provincia, in sostituzione di Luca Ferrazzi. Importante che la nascita sia avvenuta a Varese perché, come si dice in altra parte del giornale, questa è stata una delle provincie più interessate alla diaspora. Non erano moltissimi i presenti, perché non si è voluto fare una prova muscolare, bensì chiamare gli amici (non solo ex AN, fra l’altro, ma anche un folto gruppo proveniente dalla ex FI) accomunati dalla medesima ispirazione di Destra, in vista di creare da subito una struttura sul territorio. Airaghi è stato chiaro : Così come a Roma, in tutta Italia molte "colombe" stanno tornando al nido, dopo aver compreso che il tradimento di Fini e dei suoi falchi aveva ed ha ambizioni personalistiche e direzioni sinistre. Qualora anche a Varese ci fossero persone che avevano creduto alle illusioni bocchiniane, ed oggi sono deluse dal presidente della Camera, ricordiamo che il Pdl, da partito libero, è contento di riaccoglierle, purché ovviamente il ravvedimento non avvenga per convenienza o calcolo, ma per piena e convinta condivisione del progetto politico". La Destra ha dato il meglio di sé sempre nei momenti più difficili sia della sua vita politica che del Paese; la Destra, quella vera, non è una forza da sottobosco politico, affaristica e maneggiona, ma è formata da persone che fanno politica per passione. Perché ci credono. Una categoria purtroppo sempre più difficile da rintracciare al giorno d’oggi. E la Destra oggi ha ritrovato una militanza giovanile, fortemente presente a Gallarate come a Varese come in altri centri, che fa venire in mente la Giovane Italia di 45 anni fa. E non è un caso che la nuova formazione giovanile del PdL si chiami , appunto, Giovane Italia. Questa Destra, che in questo momento di delusione e di frustrazione ha ritrovato l’antico smalto, l’antica voglia, l’antica passione, si troverà alle ormai prossime elezioni amministrative a portare avanti sempre più fieramente i propri ideali. Depurata, perché non dirlo, da chi di essa faceva parte solo per interesse e che per lo stesso motivo si era mostrata pronta a seguire l’avventure che l’avrebbero snaturata.

Altomilanese - Numero 50

SOMMARIO DELLA SEZIONE:

  • ALTOMILANESE
  • VARESE E PROVINCIA



    ALTOMILANESE

    Neanche a dirlo: la vicenda che tiene banco in tutta Italia, e quindi anche nell’Altomilanese, è la nascita di Futuro e Libertà. Se le acque non sono ancora del tutto… chiare nella provincia milanese, con molte posizioni ancora incerte… chiarissime,invece, sono a Legnano, città assurta in questi ultimi anni ad emblema di "cambiacasacca" o, per dirla con linguaggio forbito, di "laboratorio politico". E sì, perchè quando si vogliono rivestire periodici e inspiegabili mutamenti di bandiera con il manto paludato del politicamente corretto… allora si parla con sussiego di "laboratorio politico". Il Giorno nella sua edizione legnanese del 15 ottobre u.s., riportato da noi nella rubrica Letture, ha ben ricostruito il "percorso" di quattro consiglieri presenti a Palazzo Malinverni, che ora hanno costitutito il gruppo consiliare di Futuro e libertà. Il titolo del pezzo: "Oggi qui, domani là. Dall’ Udc a Fi, ad An". E già questo titolo la dice lunga. Anche noi ce ne siamo occupati (vedi num. 46 dello scorso anno del Barbarossaonline). Ora preferiamo semplicemente non parlarne… ed ognuno interpreti questo silenzio come vuole.


    VARESE E PROVINCIA

    Se c’ è una Provincia che più di altre avrà un’emoraggia di assessori e consiglieri in fuga verso Futuro e Libertà… beh quella è la Provincia di Varese. E non certo perchè l’aria fine che si respira nelle Prealpi abbia portato a serie, ponderate ancorchè improvvise riflessioni sulla mancanza di libertà in quel "partito di plastica" che si chiama PdL e nel quale sino a ieri si militava respirando a pieni polmoni libertà e garantismo! No, ma semplicemente perchè sulla via di Damasco, pardon di Roma, hanno seguito il loro capo, cioè l’ex consigliere regionale (non rieletto) ed ex assessore regionale (non rinominato) Luca Ferrazzi di Gallarate tutti coloro che dall’ormai ex Coordinatore provinciale avevano avuto un incarico amministrativo o politico. Parliamo proprio di Luca Ferrazzi che sino al giorno prima su La Prealpina smentiva un suo passaggio a Futuro e Libertà, mentre il giorno dopo annunciava clamorosamente la sua separazione dal partito in cui aveva militato; parliamo proprio di Luca Ferrazzi che, come ha ricordato Ignazio La Russa a Varese, rinfacciava a Fini d’avergli fatto perdere quote di elettorato, per i suoi discorsi a favore degli immigrati, e quindi colpevole di non averlo fatto rieleggere. Ma parliamo anche di coloro che ci irridevano accusandoci sino a ieri di essere "finiani" (cioè "badogliani", "neo compagni", nella migliore delle ipotesi mestatori…) quando sulle pagine del Barbarossaonline ci proponevamo con serietà di discutere alcune tesi di chi, sino ad allora, e per anni, era il leader della Destra in Italia. Il lettore attento ricorderà i nostri editoriali; diversamente vada a rileggere i numeri, presenti nell’ Archivio online: il n. 49 (E se Fini avesse ragione); il n. 50 (Ancora Fini); il n. 45 (L’autogoal di Fini) e via dicendo… Anche di loro preferiamo non parlare! Cosa dire di chi fino a ieri ci canzonava ed ora, invece, ha scoperto la nuova luce? Personalmente ho chiarito la mia posizione nell’Editoriale di questo numero; mi piacerebbe che anche loro chiarissero l’improvvisa conversione. Comunque voglio tranquillizzarli: come è successo a Legnano (vedi sopra) così avverrà anche per loro. Se alle prossime amministrative non dovessero essere eletti, non si preoccupino: ci sarà sempre qualche partito che li accoglierà, magari lo stesso PdL. Perchè noi siamo fatti così, siamo buoni… abbiamo la sindrome del figliol prodigo… c’è sempre qualcuno che accoglie a braccia aperte il peccatore… Ovviamente sempre in nome dell’etica in politica…

Chi è Barbarossa?

L'ombra di Federico I di Hohenstaufen, il Barbarossa, appunto, si aggira tra le nostre contrade , da quando a Legnano venne sconfitto dalle truppe dei Comuni alleatisi nella Lega lombarda. L'imperatore aveva cercato di difendere le sue terre da quei Comuni che volevano la libertà, aveva cercato di tenere saldo l'Impero, ma non poteva andare contro la storia. Aveva accarezzato il lungo sogno di restaurare il... Continua >>

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